Fotovoltaico dai frutti di bosco


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English: Schematic illustration of a generic dye-sensitized solar cell. (Photo credit: Wikipedia)

Il fotovoltaico organico continua a dare i suoi “frutti”, vi ricordate?

Ne abbiamo già parlato in passato, negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi sull’energia di nuova generazione ricavata dal sole. Adesso è la volta dei frutti di bosco e le dye-sensitized solar cell, celle solari a colorante fotosensibile. Tale tecnologia è stata messa a punto nel 1991 da Michael Gratzel professore alla École Polytechnique Fédérale di Losanna che, grazie a questa scoperta, ha ricevuto il Millennium Prize 2010.

Nella Regione Lazio, il Polo per Il Solare Organico, il CHOSE (Center for Hybrid and Organic Solar Energy), in collaborazione con Tor Vergata, sta approfondendo le ricerche sul solare organico.

Tali cellule hanno una struttura a “sandwich”, con materiali fotoattivi racchiusi tra due elettrodi conduttivi depositati su un substrato di vetro, plastica o su film flessibili e adesivi che ampliano di molto i campi di applicazione. Possono infatti essere applicati su varie superfici attraverso metodi tipici della stampa come la serigrafia o la stampa a getto d’inchiostro.

Da fotovoltaicoblog.it   la notizia qui…

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Milano. Grandi firme per i cinque quesiti referendari di Croci e Fedrighini


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Image by El Bibliomata via Flickr

Ambientalisti, come Andrea Poggio di Legambiente, politici da Pietro Ichino, all’ex presidente della provincia Michele d’Elia, ma anche rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo, l’architetto di Expo Stefano Boeri, ad esempio e i comici Antonio Cornacchione e Diego Parassole.

Sono alcuni dei primi cento firmatari per i 5 quesiti referendari
sulla “qualita’ dell’ambiente e della vita a Milano“, promossi dal radicale Marco Cappato, dall’ex assessore all’ambiente Edoardo Croci e dal consigliere comunale Enrico Fedrighini (Verdi). “Riduzione del traffico e Ecopass”, “salvaguardia del suolo”, “conservazione del futuro parco dell’area Expo”, “riduzione di emissioni” e “riapertura dei navigli” i temi dei referendum che, corredati appunto dalle prime firme necessarie, sono stati consegnati questa mattina al presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri. “Un momento importante per Milano e per i milanesi – ha spiegato Croci – una mobilitazione dei milanesi per una citta’ più’ vivibile”.

Cappato ha invece parlato di “tentativo per coinvolgere l’opinione pubblica per risolvere problemi sui quali la classe politica ha dimostrato di essere per vari motivi paralizzata”. “Abbiamo pensato e deciso – ha detto – che l’unico modo per far fare in pochissimi anni ‘la rivoluzione ambientalista’ a una citta’ che rischierebbe di metterci decenni e’ quello di coinvolgere l’opinione pubblica. Inizia oggi una grande impresa di mobilitazione”.

Dopo il “via libera” da parte del Comune partiranno i 120 giorni di tempo per la raccolta delle 15.000 firme necessarie per la consultazione, per la validita’ della quale sarebbe poi necessario un quorum del 30 per cento.

Da Affaritaliani la notizia qui…

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Milano: Mobilità cittadina. “Circle line” cambierà il modo di muoversi in città


Il passante

Image by iuk via Flickr

La nuova rete di trasporti prevede sei nuove stazioni, un treno ogni sei minuti e punti di intersezione con la metro. Sarà a regime entro quattro anni. Masseroli: “Una rivoluzione a basso costo. Diventerà un sistema complementare alla metropolitana e al passante”

Milano, 15 giugno 2010 – “Una rivoluzione nel sistema della mobilità cittadina. La Circle line diventerà, a basso costo, un sistema di trasporto complementare alla metropolitana e al passante. Essa permetterà di spostarsi senza passare dal centro trasformando, di fatto, la struttura radiale in una rete”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli durante un sopralluogo sul tracciato ferroviario interessato dalla realizzazione della Circle line.

Sul tracciato di 27 km del passante esistente saranno realizzate 6 nuove stazioni (Dergano, Istria, Forlanini, Zama, Tibaldi, Canottieri) che, con le 9 già in esercizio, andranno a incrociare le linee metropolitane facilitando tutte le interconnessioni. La frequenza dei treni passerà dagli attuali 30 a una media di uno ogni 6 minuti. Un’operazione che si potrà effettuare con l’acquisto di una decina di nuovi mezzi e con l’aumento della velocità di percorrenza che potrebbe portare a compiere il percorso intorno a Milano da nord-ovest a sud-ovest in meno degli attuali 30 minuti.

Documenti: il tracciato della Circle_line

Da Comune di Milano la notizia qui…

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Fatelo per voi: abbonatevi al car sharing


U Car Share reserved parking

Image by boltzr via Flickr

Roma – Purtroppo l’Agenzia per la Mobilità (una volta si chiamava ATAC) non ci riconoscerà un solo cent, ma questo potete pigliarlo comunque come un messaggio promozionale.

Un messaggio tutto dedicato al car-sharing. Con un invito: iscrivetevi, iscrivetevi, iscrivetevi. Fatelo sia per voi (risparmierete moltissimi soldi, più già vi racconteremo come), sia per il vostro territorio: più abbonati significa meno auto in giro e significa, anche, una maggiore attenzione della società che gestisce il servizio per le nostre zone, magari con un aumento delle stazioni che comunque non mancano.

Risparmio, dicevamo. Sì e parecchio anche. Vi faremo un esempio a casaccio: quello del babbo di questo blog. Piacere, mi chiamo Massimiliano. Fino a qualche mese fa possedevo una prestante Alfa Romeo: l’ho venduta e mi sono abbonato al car-sharing. Non ho auto di proprietà, quando ne ho bisogno apro il computer, digito qualche password e mi prenoto l’auto. Quasi sempre la vettura (a scelta una Panda, una Punto, una Multipla o una 500) è disponibile al posteggio car-sharing sotto casa, a Porta Maggiore, mal che vada senno’ bisogna fare qualche centinaio di metri a piedi per raggiungere la prima stazione disponibile.
Da quando ho fatto questa scelta, è come se avessi uno stipendio in più: tra finanziamento, bollo, multe, assicurazione, manutenzione, tagliandi, gomme, olio e carburante la vettura di proprietà mi costava qualcosa come 500 o 600 euro al mese. Senza quasi che me ne accorgessi (avete capito da cosa deriva la vecchia storia delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e poi magari hanno due o tre auto da gestire con costi simili a questi!?).

Oggi quelle 600 euro me le metto in tasca nette, ogni tanto mi concedo un taxi, il car-sharing mi costa una media di 40€ al mese tutto compreso e per tutti gli altri spostamenti è più che sufficiente lo scooter. Diciamo che mi rimangono 400€ puliti al mese? Bhe stiamo parlando di 4800€ annui (facciamo 4650€ dovendo sottrarre il costo dell’abbonamento annuo al car-sharing: 150€), vi rendete conto cosa si può fare ogni anno con questa sommetta in più?

Perché ho fatto questa scelta solo ora? Semplice, perché mi hanno piazzato un visibilio di stazioni del car-sharing vicino casa. E dunque anche vicino casa vostra. Dunque non avevo davvero più scuse, sarebbe stato incivile non farlo. Oltre che molto, molto stupido visti i quattrini che sto recuperando.

Da Degradoesquilino la notizia qui…

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Google nelle rinnovabili in Italia


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Image via CrunchBase

Google è pronta a investire ancora nel settore delle energie rinnovabili. Lo ha già fatto negli Stati Uniti, sta pensando di farlo in Europa e l’Italia potrebbe essere il paese ideale.

Ad affermarlo è stato lo stesso country manager di Google Italia, Stefano Maruzzi, nel corso di un incontro organizzato ieri da Il Sole 24 Ore sul tema dei nuovi business model: «Google sta considerando di investire nel settore delle energie rinnovabili in Italia.

Ci stiamo muovendo lungo due direzioni, da un lato ci impegniamo a realizzare le “computer farm” in prossimità di dighe e bacini idrici, in modo tale da avere accesso diretto all’acqua, dall’altro stiamo valutando la possibilità di investire direttamente nel capitale di società energetiche o di finanziare progetti connessi al mondo delle rinnovabili». Allo stato non vi è nulla di concreto che possa essere annunciato o comunicato ma «Google sta vagliando diverse opportunità su più fronti», ha aggiunto Maruzzi.

Da Sole24ore.it   la ntoizia qui…

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Incentivi più generosi per il fotovoltaico?


Futuro Fotovoltaico

Image by Elisabetta_81 via Flickr

Il Magazine MF/Milano Finanza rivela che ci sarebbe allo studio un nuovo meccanismo ministeriale per determinare nuovi e più cospicui incentivi economici al settore fotovoltaico. In particolare sarebbe prevista una correzione al rialzo delle attuali cifre riconosciute ai produttori di energia solare.

Più nel dettaglio, per ogni kilowattora prodotto potremo assistere ad aumenti che andranno da un centesimo fino a 14 centesimi nel caso di impianti entrati in funzione dopo aprile 2011, tra 200 e 1.000 kilowatt, per i quali la tariffa passerebbe quindi da 0,285 a 0,309 euro. Rimarrebbero valide, invece, le previsioni su un taglio di circa il 20% rispetto al vecchio Conto Energia per gli impianti che inizieranno a produrre a fine 2011.

Dagli inizi del 2012 infatti è prevista un’ulteriore riduzione di spesa pari a circa il 6% l’anno. Sarà riconfermata anche la soglia di potenza massima incentivabile, fissata in 3 mila megawatt, (nel 2009 erano stati incentivati 1.200 mw di pannelli solari installati) con l’obiettivo di raggiungere una quota di 8 mila megawatt installati nel nostro Paese entro la fine del 2020.

Questa bozza messa a punto dai ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente dovrebbe essere sottoposta alla Conferenza unificata Stato-Regioni fissata per il prossimo 10 giugno, salvo cambi di rotta, proprio in sede di conferenza unificata, dopo l’entrata in vigore della discussa manovra economica varata dal Governo.

Da Fotovoltaicoblog.it la notizia qui…

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Dall’UE l’idea di un nuovo fisco legato alle eco-risorse


Bandiera dell'Unione (EU Flag)

Image by Giampaolo Squarcina via Flickr

Dal Green Week di Bruxelles arrivano novità importanti nel campo del fisco e delle eco-risorse.

L’Unione europea infatti dovrà pensare ad un uso efficiente delle risorse naturali disponibili, anche attraverso un regime fiscale che tenga conto dell’impatto di un prodotto sull’ambiente. Questo il messaggio che arriva dal commissario europeo all’Ambiente, Janez Potocnik, in occasione del Il “Green week, il mega forum sull’ambiente organizzato dalla Commissione europea a Bruxelles. In questa occasione è stato presentato un rapporto del Programma Onu per l’Ambiente (Unep) sugli impatti di consumi e attività produttive sulle risorse del Pianeta.

“Dobbiamo assicurarci che sul mercato – ha affermato Potocnik – venga dato il giusto valore alle risorse che utilizziamo: questo significa prezzi che riflettano costi reali e le conseguenze delle nostre azioni. In Europa, questo richiederà un dibattito con gli Stati membri e diverse decisioni andranno prese, in particolare sulla riforma fiscale”.

Secondo il rapporto Unep, oltre la metà delle colture mondiali è destinata all’alimentazione degli animali e quando si raddoppia la ricchezza di un Paese, questa genera un aumento della pressione ambientale del 60%-80%.
Dobbiamo pensare ad una tassa sul consumo di carne? “Personalmente, penso che l’idea di limitare il consumo di carne dovrebbe essere presa seriamente” ha detto Potocnik.
Secondo il rapporto Unep, ad avere un impatto maggiore sull’ambiente sono i prodotti agricoli, poi i combustibili fossili impiegati a livello industriale, impianti di riscaldamento e trasporti.

Plastica, ferro, acciaio e alluminio risultano i materiali con il maggiore impatto ambientale nell’arco del ciclo di vita.

Fino a venerdì, circa tremila partecipanti alla manifestazione faranno il punto sul patrimonio naturale del Pianeta e sulle possibili soluzioni per salvarlo.

Da You4planet la notizia qui…

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