Atac, lettera dei ciclisti ai nuovi vertici «Cari signori, fate spazio alle bici»


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Roma. MOBILITA’ SOSTENIBILE. Il Coordinamento Di Traffico Si Muore: appello ai manager per avere più fasce orarie aperte alle 2 ruote.

ROMA – All’indomani della nomina dei nuovi vertici dell’Atac e nel giorno dell’annuncio dell’esperimento delle corsie preferenziali dei bus aperte alle moto, i ciclisti romani scrivono ad amministratore delegato e presidente della municipalizzata che governa il sistema dei trasporti pubblici nella Capitale. E rivendicano il rispetto dell’accordo – sancito dal sindaco e dall’assessore alla Mobilità Aurigemma – per l’accesso delel biciclette ad autobus e treni delle linee metropolitane romane. Pubblichiamo qui di seguito il testo della lettera.

CIVILTA’ STRADALE – «Cari signori, complimenti per il nuovo incarico, che sappiamo gravoso e irto di ostacoli per le recenti vicende che hanno coinvolto l’azienda che da oggi guiderete. Vi scrive un gruppo di ciclisti urbani riuniti nel coordinamento spontaneo “Di traffico si muore”, proveniendo dalle più diverse realtà ed esperienze associative. Ci proponiamo di portare Roma più vicino ad istanze di civiltà stradale e di spostamento personale, attraverso una sempre maggiore diffusione della bicicletta come strumento di spostamento quotidiano.
Recentemente, soprattutto grazie al cambio di giunta (ndr. la Alemanno bis) e all’ascolto fattivo dimostrato dal nuovo assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, a Roma è possibile utilizzare un tipo di intermodalità “vera”, cioé il trasporto di bici in metropolitana in orari più ampi di quelli del passato, e nel caso delle bici pieghevoli il trasporto gratuito su tutti i mezzi durante tutto il servizio in ogni giorno della settimana. E’ solo un passo di avvicinamento a quanto già si fa in altri paesi europei e non solo (persino in Brasile è previsto uno spazio per le bici in metro, e per tutti i giorni della settimana, sempre), ed intendiamo continuare su questo percorso, per contribuire a liberare dalla morsa del traffico la nostra bella città, che oggi vede il più altro tasso di motorizzazione individuale d’Europa…».

PIU’ ORE DI TORNELLI APERTI – «Questo argomento, ne siamo certi, è ben a conoscenza soprattutto del nuovo ad, Carlo Tosti, per la sua lunga esperienza internazionale in Bombardier transportation Italy Spa. Perciò vi scriviamo, rilanciando -c erti che lo stesso Aurigemma potrà convenirne, come recentemente affermato – un ventaglio maggiore di ore in cui sia possibile utilizzare metro+bici. Sappiate che sono state individuate dalla vostra stessa azienda, tramite misurazioni ai tornelli, 3 fasce orarie di cosiddetta “morbidità”, in cui la folla in metro non è ingente: dall’inizio del servizio alle 7, dalle 10 alle 16, dalle 20 a fine servizio. Per ora siamo riusciti a convincere l’Atac solo per la terza fascia, quella serale, e con in più il sabato durante tutto il servizio, come era in precedenza solo per la domenica…».

NEI VAGONI SENZA DISTURBARE – «Osservazioni empiriche, da noi condotte nelle scorse settimane, ci hanno confermato l’effettiva possibilità di trovare spazio nei vagoni senza dare fastidio a nessuno. Oltre alle metro A e B e alla Roma-Lido bisognerebbe aggiungere anche la ferrovia Roma-Viterbo che parte da piazzale Flaminio.
Tra l’altro, vi sottolineiamo,per chi non è abbonato il trasporto di bici può essere effettuato solo pagando un altro biglietto, dunque un totale di due (persona+bici): sicuramente una goccia nel mare dei disastrati conti Atac, però può sempre essere un contributo, per una volta giusto e giustificato e soprattutto giustificabile agli occhi dell’utenza, al servizio pubblico romano.

In attesa di riscontro, cordiali saluti
Coordinamento Di Traffico Si Muore

Da DTSM e Corriere.it   la notizia qui…

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Solare: efficienza pannelli al 32%, nuovo studio sui virus per raggiungere l’obiettivo


influenza virus

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I ricercatori in genere studiano anni per capire come fare per sbarazzarsi dei virus. Ma in un interessante colpo di scena hanno capito che alcuni tipi di virus possono tornare utili, ed in particolare per aumentare l’efficienza delle celle solari.

Gli scienziati del MIT hanno così capito che un virus geneticamente modificato può aiutare
a costruire dei nanotubi di carbonio che danno una “spinta” alla produzione di energia solare.

Spiegano dall’Istituto di tecnologia più famoso al mondo che c’è la conferma che i nanotubi di carbonio possono migliorare l’efficienza degli elettroni raccolti sulla superficie di una cella solare. Tuttavia, ci sono problemi nel farli funzionare correttamente in quanto i nanotubi raggruppati riducono la propria efficacia.

Tuttavia, una versione geneticamente modificata del virus M13 può controllare come i nanotubi sono disposti su una superficie e quindi garantire che non vengano in contatto tra di loro, aumentandone così l’efficienza. Ogni virus è in grado di legarsi a 5-10 nanotubi, in modo da costruire una sorta di “strada” più facile da percorrere per gli elettroni.

Utilizzando il virus, il team è stato in grado di aumentare l’efficienza delle celle dall’8 al 10,6%, con un efficienza totale del 32%. Oggi i pannelli più comuni hanno un’efficienza che non supera il 20% nella maggior parte dei casi.

Da Ecologiae   la notizia qui…

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Cosa deve essere l’Italia al 2050 dal punto di vista energetico?


Energia Solare, Acqua, Vento

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La tragedia di Fukushima deve diventare un’ulteriore occasione per riflettere sullo scenario energetico di medio e lungo periodo per il nostro paese. Il primo passo è al 2020, rivedendo da subito il Piano d’Azione Nazionale per le rinnovabili. L’opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio.

È stupefacente, quasi imbarazzante, la dichiarazione di Berlusconi secondo cui il referendum non si farà perché c’è il rischio perderlo e, di conseguenza, di rinviare sine die il ritorno al nucleare. Una soluzione che viene ancora vista dal premier come una scelta strategica.

Dobbiamo tenere gli occhi aperti e soprattutto cogliere l’occasione di una approfondita riflessione, presentatasi a livello mondiale dopo la tragedia di Fukushima, sul futuro scenario energetico nel nostro paese nel medio e lungo periodo.

Anni fa il governo aveva annunciato una Conferenza nazionale sull’energia che non si è mai tenuta e che forse si farà solo nei prossimi mesi. Ma sarà comunque importante capire quale futuro ci aspetta da qui al 2050 per il paese. L’Europa ci ha chiesto di rivedere il Piano d’Azione Nazionale sulle fonti rinnovabili al 2020. Questa rappresenta un’importante occasione anche perché ad esempio il fotovoltaico sta dimostrando di poter dare risultati maggiori rispetto a quelli che il Governo aveva indicato un anno fa.

Potremo quindi raggiungere l’obiettivo al 2020 senza ricorrere a importazioni di energia da rinnovabili dall’estero. Ma il 2020 rappresenta solo un primo step: dobbiamo guardare oltre, così come fanno gli altri paesi europei che delineano uno scenario in cui le rinnovabili hanno un ruolo centrale nel panorama energetico nazionale. Fondamentale sarà importante capire come sarà l’Italia del 2050. Siamo convinti che per la produzione di energia elettrica a metà secolo il nostro paese potrà essere completamente autosufficiente, dipendendo solo dalle fonti rinnovabili.

Questa è comunque una scelta che dovrà essere condivisa, analizzata, studiata e approfondita e poi, su questi basi, si dovranno definire delle strategie coerenti con i risultati che si intendono perseguire.

Da Ecoradio   la notizia qui…

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Milano – IL CASO Ciclabili, la giunta si arrende alle auto “Scelte soft per dare spazio alla sosta”


MILAN, ITALY - OCTOBER 11:  Mayor of Milan Let...

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Nelle delibere di Palazzo Marino che istituiscono piste dipinte sui marciapiedi e ‘controviali condivisi’ si rimarca la scarsità di risorse. La carenza di piste si traduce in scarso uso delle bici.

Piste ciclabili? No, grazie: tolgono spazio alle auto in movimento e a quelle in sosta. Per farle, poi, servono soldi. Meglio, allora, interventi in scala ridotta. A dirlo — anzi, a metterlo per iscritto — è proprio la giunta. «La mobilità ciclabile è uno dei settori in cui Milano ha investito di più»: così parlava il sindaco Moratti un mese fa, inaugurando il primo tratto di un nuovo tipo di itinerario in zona via Padova, realizzato dipingendo segnaletica orizzontale sul marciapiede. «Non più auto, bici e pedoni gli uni contro gli altri, ma in spazi da condividere» era il gioioso messaggio dell’amministrazione per presentare le piste low cost e le sperimentazioni di viali misti per autobici con limite di velocità a 30 chilometri orari. Ma i veri motivi che hanno modificato i progetti della giunta sulle piste ciclabili sono altri, scritti nero su bianco nelle delibere approvate a inizio mese.

Premettono, i due documenti «che la mobilità in Italia e a Milano vede gli spostamenti su auto privata ancora fortemente prioritari sia in confronto al trasporto pubblico che alla mobilità ciclistica. Il numero di auto per abitante, a Milano, è di circa 600 veicoli ogni mille cittadini». Fin qui niente di nuovo. Ma, è lo sviluppo della premessa, «la forte propensione all’uso dell’auto solo in tempi mediolunghi potrà essere sufficientemente ridotta in maniera tale da permettere la sostituzione di un adeguato numero di vetture con la realizzazione di una massiccia rete di corsie dedicate alle biciclette». Insomma: fin quando ci saranno le auto non è pensabile realizzare vere piste ciclabili. Questo perché, spiegano ancora le delibere, «in generale risulta opportuno evitare di determinare riduzioni delle dimensioni della carreggiata che comporterebbero una diminuzione della capacità della strada e un conseguente rischio di saturazione e congestione del traffico, così come risulta opportuno cercare di limitare le perdite di spazi dedicati alla sosta su strada».

È il partito dell’auto che vince, di fatto. Perché la logica seguita da Palazzo Marino non è quella di ridurre lo spazio per le auto a vantaggio delle bici per invitare i milanesi a lasciare a casa le quattro ruote. Al contrario: siccome non si può togliere asfalto alle auto, riduciamo il piano delle piste ciclabili, anche perché bisogna «operare in condizioni di risorse finanziarie contenute». Questo nonostante lo stesso Comune abbia commissionato un’indagine sull’utilizzo della bici a Milano il cui scoraggiante risultati, come riportano le delibere, è questo: «Tra le principali ragioni che scoraggiano l’uso della bici si annoverano l’eccesso di traffico, la percezione di pericolosità, l’inquinamento, la carenza di piste ciclabili e di rastrelliere». E il circolo vizioso è completato.

Da Repubblica.it   la notizia qui…

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Quarto Conto Energia: anche la UE bacchetta l’Italia


Internet è libertà - Paolo Romani

Non accennano a placarsi le polemiche sul Quarto Conto Energia e, in questo caso, nuove critiche arrivano direttamente dall’Unione Europea. Il Commissario europeo per l’energia, Günther Oettinger, ha infatti inviato una lettera direttamente al Ministro Paolo Romani esprimendo tutte le sue preoccupazioni circa l’attuale politica energetica italiana.

La missiva, riportante la data di venerdì scorso e inviata per conoscenza anche al Commissario europeo all’azione per il clima, Connie Hedegaard, rappresenta sicuramente un’azione inusuale nell’ambito delle comunicazioni all’interno della Comunità Europea ma proprio per questo dimostra il clima di incertezza e preoccupazione in cui versa il settore delle energie rinnovabili dopo il Decreto approvato lo scorso 3 marzo.

Nella lettera, Oettinger dichiara che:

Con la direttiva 2009/28/CE, l’Unione Europea si è impegnata ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico, fissando obiettivi nazionali obbligatori per il 2020. L’Italia è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l’anno 2020. Come indicato nel Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, al fine di perseguire tale obiettivo è previsto non solo un consistente aumento della produzione interna ma anche un ricorso a importazioni dall’estero attraverso i meccanismi di cooperazione previsti dalla stessa Direttiva.

Nell’ambito di tali obiettivi, quindi:

Risulta fondamentale che il governo italiano crei quanto prima un quadro intemo d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento del suddetto obiettivo.

La lettera si conclude con un richiamo diretto al Ministro Romani e con un’offerta di collaborazione da parte degli uffici del politico tedesco nella definizione del quarto Conto energia:

Le modifiche che alterano il ritorno finanziario dei progetti esistenti rischiano di violare principi generali di diritto nazionale e comunitario, ma soprattutto di compromettere la stabilità degli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica. Vorrei pertanto cortesemente invitarLa a intraprendere ogni sforzo per attuare la direttiva 2009/28/CE in maniera stabile e prevedibile e di essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati. I miei uffici saranno felici di approfondire la discussione in materia e di assistervi al riguardo.

Da Greenstyle.it   la notizia qui…

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Nasce a Milano “Officina idee verdi”


fuori salone'10

Creatività e ingegno al servizio del cambiamento, sviluppo sostenibile che dia pari dignità alle esigenze dell’uomo e a quelle dell’ambiente, un’idea nuova di architettura capace di ridisegnare armonicamente gli spazi a disposizione: nasce con questi intenti “Officina Idee Verdi”, il primo creative green place italiano che si fa promotore di una concezione nuova dello sviluppo applicato all’arte e al design.

È un centro polivalente di circa 450 mq, che apre al pubblico in un polo e in un periodo di forte interesse per l’arte e il design come quello del Miart e del Fuori Salone: in questi dieci giorni favorirà l’incontro di artisti, designer, architetti, creativi e di quanti hanno a cuore l’idea del ‘green change’, cioè di un cambiamento che riduca sensibilmente gli impatti negativi dello sviluppo sulla natura. Sarà anche showroom, galleria e laboratorio, per offrire e far conoscere al pubblico i vantaggi che derivano dall’impiego di materiali e soluzioni eco sostenibili, ma anche per far respirare il benessere che tali soluzioni riescono a regalare.

Officina Idee Verdi, nato dall’esperienza di Gatti SPA, azienda storica nel mondo dell’edilizia e del legname da costruzione, non poteva che vedere la luce proprio a Milano e in un periodo di grosso interesse per il settore come quello del Miart e del Fuori Salone, che si terrà appunto in zona Lambrate, luogo ideale in cui parte l’esperienza di questo nuovo progetto.

Da Affaritaliani    la notizia qui…

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Milano – Salone del Mobile 2011: le foto di zona Ventura


Through the looking glass

I rumors in zona erano tutti entusiastici: “bello qui, meglio di Tortona”. “Caspita, hanno davvero fatto un bel lavoro gli architetti di zona Ventura”. “Finalmente qualcosa che vale la pena scoprire”. D’altronde Ventura, da qualche anno a questa parte, è il nuovo distretto artistico emergente più vivo della città, vincendo nettamente la sfida con Bovisa.

Ieri la giornata d’inaugurazione con tanta gente, tantissimi stranieri e, a differenza di Tortona, età media abbastanza alta. Ventura piace, per quel suo spirito “avanguardista” berlinese. Qui espongono, per la maggior parte, si si escludono le gallerie più famose, i talenti emergenti con le idee più strampalate e innovative. Vivamente consigliato un giro anche in via Oslavia e Massimiano con l’esposizione nei giganteschi capannoni industriali.

Da 02blog.it la notizia e le foto qui…

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UNIONE EUROPEA “Una rete elettrica intelligente” Meno consumi, si vive meglio


Commissioner for Energy Günther Oettinger mode...

Image by European Parliament via Flickr

Il Commissario Ue all’Energia Oettinger, in occasione della Settimana dell’energia sostenibile inaugurata a Bruxelles, scommette su una rivoluzione infrastrutturale per abbattere i consumi, ridurre le emissioni di anidride carbonica, creare occupazione e favorire la competitività delle imprese: “Dobbiamo agire subito”.

BRUXELLES – Bisogna rendere la rete elettrica europea intelligente in tempi strettissimi realizzando una rivoluzione infrastrutturale in grado di abbattere i consumi, ridurre le emissioni di anidride carbonica, creare occupazione e favorire la competitività delle imprese. E’ questa la nuova scommessa a cavallo tra economia e ambiente lanciata dalla Commissione Ue in occasione della Settimana dell’energia sostenibile inaugurata questa mattina a Bruxelles. Il piano, illustrato dal commissario all’Energia Günther Oettinger, prevede una marcia a tappe forzate.

“Dobbiamo agire subito, non possiamo mancare di approfittare delle opportunità offerte dalla piena realizzazione di una smart grid“, ha chiarito Oettinger. Il primo passo è la creazione di standard tecnici comuni già nel giro del 2012. Poi, nella tabella di marcia esposta dal Commissario, occorrerà capire come difendere i dati che viaggiano in rete, studiare un piano di incentivi agli investimenti, favorire un’ulteriore liberalizzazione del mercato e fornire sostegno alla ricerca e all’innovazione. Un piano ambizioso che Bruxelles è convinta vada però perseguito con la massima rapidità e il massimo impegno.

“Mettendo insieme i progressi nel campo della information technology con un lavoro di network saremo in grado di far arrivare la corrente esattamente dove e quando serve al prezzo più basso“, ha detto ancora Oettinger. Un flusso “intelligente” con ricadute positive in molti campi.

Da Repubblica la notizia qui…

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Consiglio dei Ministri: Disegno di legge per incetivare l’uso della bicicletta.


Una nuova pista ciclabile

Dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri: Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti:
(…) su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Prestigiacomo:
un disegno di legge che prevede interventi per incentivare l’uso della bicicletta in contesti urbani. Oltre ad istituire per la seconda domenica di maggio la Giornata nazionale della bicicletta (nella quale verranno organizzate particolari iniziative di promozione), viene previsto che ogni edificio pubblico, nonchè le stazioni metropolitane e di treni metropolitani di nuova progettazione, dispongano di un’area riservata al parcheggio di biciclette. Sarà anche possibile utilizzare autobus per il trasporto di cicli pieghevoli. Il provvedimento ha ricevuto il parere della Conferenza unificata;

Dal sito del Ministero dell’Ambiente:
Via libera del Cdm al “Biciday”, l’8 maggio in tutte le piazze
Prestigiacomo: «Sarà una grande festa della mobilità sostenibile»

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva il disegno di legge che istituisce il “Biciday”, la “Giornata Nazionale della Bicicletta” che si svolgerà ogni anno la seconda domenica di maggio. Il provvedimento inoltre prevede una serie di iniziative volte a favorire una mobilità ecologica e sostenibile. Il Biciday che l’anno scorso è stato celebrato in via sperimentale riscuotendo un grande successo di pubblico, con manifestazioni in 1400 comuni italiani, quest’anno si svolgerà l’8 maggio e sarà legato alla ricorrenza dell’ 150° anniversario dell’Unità d’Italia con iniziative in luoghi cari alla storia risorgimentale.

“Il “Biciday” che è il cuore del provvedimento varato oggi dal Consiglio dei Ministri – afferma il Ministro Prestigiacomo – spero diventi la giornata nazionale della mobilità sana e sostenibile. Il grande successo di pubblico della scorsa edizione, con centinaia di migliaia di persone, famiglie, gruppi organizzati in piazza sulle due ruote, è la dimostrazione di quanto sia avvertita l’esigenza di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini anche attraverso l’incentivazione di politiche rivolte alla mobilità eco-sostenibile”.

Il disegno di legge che ora passa al vaglio del Parlamento prevede che, negli edifici adibiti a pubbliche funzioni ove sono svolte attività a contatto con il pubblico e che dispongano di cortili o spazi comuni, l’amministrazione riservi un’apposita area alle biciclette degli utenti, segnalando sul proprio sito istituzionale la presenza dell’area riservata. Sempre nell’ottica dell’adozione di misure concrete per favorire l’utilizzo in città delle biciclette si è inoltre deciso di rendere possibile il trasporto delle biciclette pieghevoli sui tram, nei giorni feriali e festivi, senza limiti di numero e di orario.

Le amministrazioni locali inoltre dovranno prevedere parcheggi per biciclette, adeguati nella forma e nel numero, in ogni stazione di nuova realizzazione delle linee metropolitane e dei treni metropolitani in modo da rendere più facile e sicuro lo scambio bici-treno e bici-metro.

Da Roma Ciclabile la notizia qui…

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C’è stato un incidente nella centrale nucleare di Fessenheim. La Francia: “Nessuna conseguenza” (via Il Post Viola)


C'è stato un incidente nella centrale nucleare di Fessenheim. La Francia: "Nessuna conseguenza" Un guasto si è verificato tra domenica e lunedì scorsi alla centrale nucleare di Fessenheim, nel nord-est della Francia, la piú vecchia del Paese. La centrale possiede due reattori PWR francesi costruiti dalla Framatone da 880 MW ognuno. L'impianto possiede i due più vecchi reattori funzionanti in Francia. L'incidente, dovuto ad una "manovra inappropriata", hanno riferito da Strasburgo, è stato classificato di livello 1, sulla scala INES che va d … Read More

via Il Post Viola

300 anni di combustibili fossili in 300 secondi



Lo so, 300 secondi sembrano meno di 5min 38 sec. Ma è pur sempre la storia del petrolio e dei suoi usi nel tempo, e dei suoi costi attuali (ve ne siate accorti facendo il pieno alla vostra auto di quanto è aumentata la benzina/gasolio?) – realizzata dal Post Carbon Institute (USA)

Come il video ricorda, non stiamo creando sufficienti alternative energetiche per sostituire completamente la quantità di combustibili fossili che usiamo e gli attuali livelli di consumo non sono sostenibili. Come? Abbiamo bisogno bisogno di fare tutti piccole scelte che ci portino ad una “low-carbon way of lfe”: comprare di meno, consumare meno (acqua, luce, gas, energia), usare meno plastica, andare in bici di più, prendere i mezzi pubblici, acquistare “verde” (anche l’auto), e tante altre piccole cose

Da Mobility for all la notizia qui…

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SOS Rinnovabili: la petizione


Pedagaggi #14

Image by Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio) via Flickr

in nome di tutti i cittadini che lottano per un futuro più equo e più sicuro

CHIEDE al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, alla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, a TUTTI i MEMBRI del PARLAMENTO, al PRESIDENTI di CAMERA e SENATO e ai PRESIDENTI di TUTTE le REGIONI di:

sospendere il decreto Romani del 3 marzo 2011 che ha bloccato lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Questo decreto varato, senza tener conto di quanto osservato da due rami del parlamento, ha cancellato retroattivamente impegni triennali assunti dal governo solo pochi mesi prima, spingendo le banche a chiudere il rubinetto del credito per le opere in corso, compromettendo la stabilità di oltre 150 mila famiglie e fermando i cittadini che avevano attivato le procedure per installare un impianto fotovoltaico.
Tutto ciò è avvenuto proprio alla vigilia di avvenimenti che sottolineano l’urgenza dello sviluppo di fonti energetiche basate su materie prime che abbiamo in casa:  il sole, il vento, l’acqua. Il grave incidente alla centrale di Fukushima e il manifestarsi di concreti rischi di approvvigionamento di gas e petrolio  a seguito di eventi non controllabili dal nostro Paese impongono di rivedere il vecchio modello energetico e devono sollecitare un’inversione di rotta anche delle politiche energetiche del governo.
Questo nuovo quadro offre una grande opportunità per le imprese italiane che negli ultimi anni, nonostante l’assenza di una strategia pubblica di largo respiro,  sono state protagoniste di una formidabile rimonta che ha riportato il Paese in una posizione di testa nella corsa europea in questo settore strategico della green economy. Merito anche dello straordinario impegno di tanti presidenti di Regione e di Provincia, sindaci, amministratori e, soprattutto, cittadini che si sono impegnati direttamente in questa battaglia per la democrazia energetica, per riportare le redini dell’energia in Italia.
Occorre, dunque, uscire rapidamente da questa situazione di grave crisi che rischia di vanificare il grande sforzo compiuto gettando un’ombra sul futuro energetico. E si può farlo avviando una seria programmazione energetica e sospendendo per un anno l’entrata in vigore di tutti gli effetti limitativi della promozione delle fonti rinnovabili contenuti nel decreto n.28  del 3 marzo 2011  pubblicato il 28 Marzo 2011 sulla Gazzetta Ufficiale (con particolare riferimento al comma 10 dell’articolo 25) con ripristino provvisorio delle regole previgenti per:

  1. evitare l’emanazione di una regolamentazione decisa sulla base di informazioni di parte e incomplete, alimentate da una campagna di disinformazione che ha ignorato gli obiettivi essenziali svolti dalle fonti rinnovabili: il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede comunitaria al 2020; la tutela della salute dei cittadini messa a rischio dagli inquinanti prodotti dai combustibili fossili; la difesa della stabilità climatica minacciata dalla crescita dei gas serra.
  2. difendere il principio della certezza del diritto su cui si basa la nostra democrazia e che è stato messo in discussione dalla cancellazione retroattiva delle garanzie governative in base alle quali cittadini e imprenditori hanno assunto impegni con il sistema creditizio.

Da SOS Rinnovabili la notizia qui…

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Fukushima: al vaglio soluzioni,radiazioni a 40 km


Fukushima to You

Image by timtak via Flickr

Il Giappone sta esaminando tutte le soluzioni possibili per contenere le emissioni di radiazioni ed evacuare tonnellate di acqua contaminata da Fukushima.
Non ultima la copertura dei reattori con copertura speciali o il ricorso ai serbatoi di un’autocisterna.

Intanto i livelli di radioattività misurati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) in un villaggio a 40 chilometri dalla centrale nucleare giapponese hanno oltrepassato quelli massimi raccomandati e il governo nipponico ne è stato debitamente informato: lo ha reso noto il responsabile dell’Ufficio per la Sicurezza nucleare dell’Aiea, Denis Flory.

Da 100ambiente la notizia qui…

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