Toni Servillo: io l’ho fatto, ho firmato i referendum RomaSìMuove, invito tutti a farlo


ROMA SI MUOVE

8 REFERENDUM PER
VIVERE MEGLIO A ROMA

Perché i Referendum?

Per migliorare la qualità della vita di chi ci vive, Roma ha bisogno di rivoluzionare le politiche dei trasporti, dei rifiuti, dell’urbanistica, dei diritti e dei servizi alla persona.

Se venissero adottate misure coraggiose eviteremmo 2.000 morti causati ogni anno da traffico e smog e le continue emergenze discariche, avremmo più verde e risparmieremmo soldi per ridurre le tasse e investire in servizi e infrastrutture. Purtroppo la politica romana è stata incapace di queste scelte.

I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro e indicare la strada a chiunque sarà il prossimo sindaco.

Le firme e il voto.

Abbiamo tre mesi di tempo per raccogliere 50 mila firme. Il voto sui referendum si terrà nei primi 6 mesi del 2013. Se almeno il 30% dei romani andrà a votare e vinceranno i Sì, i referendum avranno il valore di un preciso indirizzo per il prossimo Sindaco.

Da Romasimuove.it   la notizia qui…

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La verità sulle bollette? A pesare sono le fossili


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Pubblicato il dossier di Legambiente sugli oneri elettrici. In dieci anni le famiglie hanno dovuto pagare un aumento di circa 177 euro a famiglia. Ma le rinnovabili incidono solo per il 13% sulle fatture elettriche.

Mentre i consumatori sono alle prese con il nuovo aumento sulle bollette elettriche, Legambiente torna ancora una volta sulla questione per portare un po’ di chiarezza sugli oneri delle fatture energetiche italiane. Chiarezza necessaria dal momento che quel +4,3% approvato dall’AEEG sulla componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili ed assimilate ha ridestato l’attenzione di quanti incolpano le green energy del caro bolletta. Che gli importi delle fatture elettriche degli italiani, nell’ultimo decennio, siano levitate è un dato di fatto. Secondo i dati riportati dall’Authority la spesa annua delle famiglie è aumentata del 52,5% tra il 2002 e il 2012, passando da 338,43 a 515,31 euro. Ma, spiega Legambiente, i 176,88 euro in più che le famiglie si trovano a pagare non vanno attribuite al peso delle rinnovabili.

La colpa, afferma l’Associazione nel suo dossier “La verità sulle bollette elettriche”, è “dell’andamento del prezzo del petrolio e della nostra dipendenza dall’estero per le importazioni di fonti fossili”. Ogni segno più nella voce “servizi di vendita” – che comprende tutti i servizi e le attività svolte dal fornitore per acquistare e poi rivendere l’energia elettrica ai clienti – è seguito un aumento puntale delle bollette. E se la voce in questione è praticamente “decollata” passando da 106,06 euro a 293,96, nelle fattura familiari si è registrato un aumento del 177,2%.

Da Rinnovabili.it   la notizia qui…

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MOBILITA’ – Da Londra a Singapore ecco dove si paga per entrare con l’auto in centro


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Image via Wikipedia

Nella capitale inglese più di 11 euro a ingresso, ma i soldi per legge devono finanziare il trasporto pubblico.

La madre di tutti gli Ecopass? Non è Londra dove per entrare in centro con l’auto bisogna sborsare 10 sterline (11 euro e 40 cent), ma Singapore: la città stato asiatica è stata la prima, nella metà degli anni 70, a introdurre un sistema di pedaggio urbano per tutti i veicoli in transito in alcune zone presidiate da varchi. Un esperimento che ha fatto scuola, seppure a latitudini ben diverse: circa dieci anni dopo, in Norvegia, le amministrazioni di Bergen e Oslo varano zone a pagamento per finanziare nuove linee di trasporto pubblico.

Caselli simili a quelli autostradali spuntano in città. Per gli automobilisti è l’inizio di una nuova era, quella del «road pricing»: l’ennesimo balzello per i critici, mentre per i sostenitori è una misura indispensabile per alleggerire il traffico e al tempo stesso per potenziare il trasporto pubblico locale.

A Londra la «congestion charging» è nata nel 2003 su impulso dell’allora sindaco Ken Livingstone. Per realizzare il progetto, fra telecamere, software e campagne informative, sono state spese 161 milioni di sterline (al cambio 183 milioni di euro) a cui vanno ad aggiungersi oltre 100 milioni l’anno per gestione ordinaria, ma gli incassi restano superiori agli investimenti: solo lo scorso anno introiti per 173,5 milioni, soldi che per legge devono essere reinvestiti nel trasporto pubblico locale. Nonostante la decisione del primo cittadino Boris Johnson di rimuovere la parte ovest dell’area a pedaggio.

Le tariffe della capitale inglese sono elevate: ogni accesso costa 10 sterline, che diventano 12 in caso di pagamento posticipato entro la mezzanotte. A pagare sono tutte le automobili e i mezzi commerciali, tranne quelli elettrici e le vetture Euro 5 che emettono meno di 100g/km di CO2. Insomma, anche le auto ibride che non rispettano tali parametri non hanno accesso libero. E per l’anno prossimo è previsto un inasprimento: il bonus toccherà soltanto a chi produce meno di 80 g/km, cioè una parte infinitesimale del parco circolante di Londra.

Da Corriere.it   la notizia qui…

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12 maggio 2011: Bike-to-Work Day. Dagli Usa a Roma, a lavoro si va in bici


Bike to Work Week

Image by Rob__ via Flickr

Dagli anni Cinquanta il Nord America dedica una giornata alla mobilità su due ruote nei percorsi casa-lavoro, invitando a lasciare l’auto a casa per recarsi a lavoro in bici. E’ il Bike-to-Work Day, che Roma – attraverso il gruppo di ciclisti urbani “Ciclomobilisti” – celebra per la seconda volta giovedì 12 maggio. Commenta la notizia e segnalaci se anche nella tua città è previsto il Bike-to-Work Day.

Andare a lavoro in bici: per qualcuno è un’abitudine, per altri un’eccezione. A sensibilizzare i cittadini sull’uso delle due ruote nei tragitti casa-lavoro – una scelta pulita per l’ambiente e sana per le persone – ci pensa da qualche decennio il Bike-to-Work Day, la giornata dedicata all’andare a lavoro in bici, un evento che negli Stati Uniti e in Canada si tiene tradizionalmente il terzo venerdì di maggio. Il merito di aver istituito, nel 1956, la giornata dedicata al pendolarismo in bicicletta va infatti alla Lega dei Ciclisti Americani, un’associazione che dal 1880 si occupa di promuovere l’uso della due ruote per divertirsi, fare sport e spostarsi in maniera sostenibile, nell’ottica di creare una società a misura della bicicletta. Quest’anno la giornata è stata indetta per il 20 maggio, a conclusione della Settimana della bicicletta (che si terrà in Nord America dal 16 al 20 maggio). Sul portale americano Bike to work week si può consultare una mappa dei paesi e delle città che in tutto il mondo hanno deciso di adottare il Bike-to-Work Day.

Navigando sul sito, ci imbattiamo in un messaggio italiano: è firmato dai “Ciclomobilisti”, un gruppo di ciclisti urbani romani “che usano la bici non solo per svago” e che, per il secondo anno consecutivo, sono i promotori del Bike-to-Work Day a Roma. La giornata si terrà il giovedì 12 maggio.

In quanto organizzatori dell’evento, i Ciclomobilisti si propongono di aiutare le persone che decideranno di lasciare l’auto a casa a “cercare il percorso ottimale, in sicurezza, su strade non troppo trafficate, eventualmente con passaggi sulle poche ma pur sempre presenti ciclabili di Roma”. Per scambiarsi idee, opinioni, chiedere supporto o trovare compagni di strada con cui condividere lo stesso percorso hanno quindi creato un forum e una mappa dei gruppi e dei percorsi che si stanno formando per il 12 maggio.

I Ciclomobilisti consigliano inoltre di provare a chiedere ai “propri datori di lavoro, ove possibile, di permettere per quel giorno di parcheggiare le bici nel cortile o nel parcheggio aziendale e magari di mettere a disposizione una stanza per potersi cambiare”. Insomma, un incoraggiamento a salire in sella, ma anche a parlarne con amici o datori di lavoro impegnandosi a creare, passo dopo passo, una vera cultura di sostegno alla ciclabilità urbana.

Di seguito, una lista di materiali messi a disposizione dai Ciclomobilisti di Roma da cui prendere spunto per organizzare, anche nelle altre città d’Italia, il Bike-to-Work Day.

  1. Guida gratuita “BIKE TO WORK – Vado al lavoro in bici”
  2. Volantino da mettere in bacheca o diffondere tra gli amici
  3. Lettera di presentazione dell’evento
  4. Sito dell’evento

Da Eco dalle città    la notizia qui…

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Atac, lettera dei ciclisti ai nuovi vertici «Cari signori, fate spazio alle bici»


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Image by MattP33 via Flickr

Roma. MOBILITA’ SOSTENIBILE. Il Coordinamento Di Traffico Si Muore: appello ai manager per avere più fasce orarie aperte alle 2 ruote.

ROMA – All’indomani della nomina dei nuovi vertici dell’Atac e nel giorno dell’annuncio dell’esperimento delle corsie preferenziali dei bus aperte alle moto, i ciclisti romani scrivono ad amministratore delegato e presidente della municipalizzata che governa il sistema dei trasporti pubblici nella Capitale. E rivendicano il rispetto dell’accordo – sancito dal sindaco e dall’assessore alla Mobilità Aurigemma – per l’accesso delel biciclette ad autobus e treni delle linee metropolitane romane. Pubblichiamo qui di seguito il testo della lettera.

CIVILTA’ STRADALE – «Cari signori, complimenti per il nuovo incarico, che sappiamo gravoso e irto di ostacoli per le recenti vicende che hanno coinvolto l’azienda che da oggi guiderete. Vi scrive un gruppo di ciclisti urbani riuniti nel coordinamento spontaneo “Di traffico si muore”, proveniendo dalle più diverse realtà ed esperienze associative. Ci proponiamo di portare Roma più vicino ad istanze di civiltà stradale e di spostamento personale, attraverso una sempre maggiore diffusione della bicicletta come strumento di spostamento quotidiano.
Recentemente, soprattutto grazie al cambio di giunta (ndr. la Alemanno bis) e all’ascolto fattivo dimostrato dal nuovo assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, a Roma è possibile utilizzare un tipo di intermodalità “vera”, cioé il trasporto di bici in metropolitana in orari più ampi di quelli del passato, e nel caso delle bici pieghevoli il trasporto gratuito su tutti i mezzi durante tutto il servizio in ogni giorno della settimana. E’ solo un passo di avvicinamento a quanto già si fa in altri paesi europei e non solo (persino in Brasile è previsto uno spazio per le bici in metro, e per tutti i giorni della settimana, sempre), ed intendiamo continuare su questo percorso, per contribuire a liberare dalla morsa del traffico la nostra bella città, che oggi vede il più altro tasso di motorizzazione individuale d’Europa…».

PIU’ ORE DI TORNELLI APERTI – «Questo argomento, ne siamo certi, è ben a conoscenza soprattutto del nuovo ad, Carlo Tosti, per la sua lunga esperienza internazionale in Bombardier transportation Italy Spa. Perciò vi scriviamo, rilanciando -c erti che lo stesso Aurigemma potrà convenirne, come recentemente affermato – un ventaglio maggiore di ore in cui sia possibile utilizzare metro+bici. Sappiate che sono state individuate dalla vostra stessa azienda, tramite misurazioni ai tornelli, 3 fasce orarie di cosiddetta “morbidità”, in cui la folla in metro non è ingente: dall’inizio del servizio alle 7, dalle 10 alle 16, dalle 20 a fine servizio. Per ora siamo riusciti a convincere l’Atac solo per la terza fascia, quella serale, e con in più il sabato durante tutto il servizio, come era in precedenza solo per la domenica…».

NEI VAGONI SENZA DISTURBARE – «Osservazioni empiriche, da noi condotte nelle scorse settimane, ci hanno confermato l’effettiva possibilità di trovare spazio nei vagoni senza dare fastidio a nessuno. Oltre alle metro A e B e alla Roma-Lido bisognerebbe aggiungere anche la ferrovia Roma-Viterbo che parte da piazzale Flaminio.
Tra l’altro, vi sottolineiamo,per chi non è abbonato il trasporto di bici può essere effettuato solo pagando un altro biglietto, dunque un totale di due (persona+bici): sicuramente una goccia nel mare dei disastrati conti Atac, però può sempre essere un contributo, per una volta giusto e giustificato e soprattutto giustificabile agli occhi dell’utenza, al servizio pubblico romano.

In attesa di riscontro, cordiali saluti
Coordinamento Di Traffico Si Muore

Da DTSM e Corriere.it   la notizia qui…

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ROMA MOBILITA’: Bici in metrò, firmata la delibera Dal 1° marzo si viaggia sui treni


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Image by ·júbilo·haku· via Flickr

L’assessore Aurigemma dà l’ok all’ampliamento degli orari per l’accesso sui mezzi pubblici: dalle 20 e tutto il sabato. Pieghevoli sempre su bus e tram.

ROMA – La «rivoluzione possibile» era stata ventilata il 27 gennaio scorso: ampliamento degli orari di accesso delle biciclette in metropolitana. Cambiano i vertici della Mobilità capitolina e, rispettando i tempi pattuiti, arriva martedì 15 febbraio la delibera firmata dal neo assessore Antonello Aurigemma. Diciassette giorni per realizzare, almeno in parte, quello che le associazioni dei ciclisti chiedono da anni. La tecnica dei ciclisti romani è sempre la stessa, «p.p.p», procedere a «piccoli passi possibili».

PIANO AURIGEMMA – Per questo la delibera di Aurigemma viene vista dalle associazioni come un primo importante traguardo. Punti cardine dell’accordo: adesso è ufficiale, dal primo marzo, le bici pieghevoli potranno essere trasportate su tutti i mezzi pubblici (tutti i giorni, gratis); anticipato alle 20 l’ingresso sulle metro (a, b e Ferrovia Metropolitana Roma Lido). Inoltre: si estende al sabato l’ingresso delle bici sulle due linee della metro per l’intera durata del servizio. E, infine, è allo studio (non risulta allo stato attuale inserito nella delibera) l’installazione di canalette per il trasporto delle due ruote ecologiche sulle scale delle 4 stazioni della metropolitana che non hanno l’ascensore, per consentire ascesa e discesa delle biciclette lungo le scale.

BICI IN METRO DA MARZO – «Finalmente qualcosa si muove anche a Roma – spiega Paolo Bellino del Coordinamento di Traffico si muore – anche se è solo un piccolo inizio almeno è un inizio, dopo anni di totale stasi. Da oltre 14 mesi chiediamo atti concreti e a costo zero all’amministrazione romana per favorire la ciclabilità urbana, come da anni si fa nelle capitali veramente europee. E questa volta, complice anche il cambio della Giunta, un primo passo verso la modernità è stato fatto, per ora timido ma abbiamo fiducia che sia sempre più compresa l’esigenza di alleggerire il traffico veicolare favorendo gli spostamenti in bici». Soddisfazione per l’operato del nuovo assessore: «Antonello Aurigemma ha compreso questa esigenza ed ha lavorato in una direzione che finalmente, ripetiamo, sembra essere quella giusta – continua Bellino –. La nostra intenzione è quella di continuare a spingere per il riconoscimento della figura del ciclista urbano come una soluzione per il decongestionamento di Roma, e non come di un problema per gli altri utenti della strada».

Da Corriere.it   la notizia qui…
Vedi anche… Ditrafficosimuore.org

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Roma: Camion travolge e uccide una ciclista proteste e sit-in contro il traffico


Una sagoma di vigile...

Image by Roby Ferrari via Flickr

Roma. VIA AOSTA. La donna, 70 anni, schiacciata sotto le ruote dell’ autocarro. Il Coordinamento Di Traffico Si Muore:
«Chiediamo il licenziamento del comandante dei vigili».

ROMA – Tragico incidente in via Aosta, traversa di piazza Re di Roma, a San Giovanni, che vede ancora vittima un ciclista. Intorno alle 13 di giovedì 3 febbraio, un camion ha travolto e ucciso una donna in bicicletta, G. L., che è morta sul colpo. Sul posto sono subito intervenuti gli agenti del IX Gruppo della Polizia municipale. La donna, 70 anni, è rimasta schiacciata sotto le ruote dell’autocarro, anche se la dinamica dell’incidente è ancora da verificare. E’ la seconda tragedia in pochi mesi: a novembre un ciclista era stato ucciso sulla Colombo, esattamente un anno dopo la tragica morte di Eva Bohdalova, la 28enne travolta da un taxi ai Fori Imperiali il 4 novembre 2009.

[…]PROTESTA SU DUE RUOTE – Preoccupate le associazioni dei ciclisti, che da tempo chiedono interventi, soprattutto dopo i tragici incidenti di via dei Fori Imperiali e della Colombo, in cui sono morti due ciclisti. In particolare, il Coordinamento Di Traffico Si Muore, auspica

BICI-MONUMENTO COME PER EVA – Ma il Coordinamento non si ferma qui e torna ad attaccare il comandante della Polizia municipale: «Paghiamo inutilmente un corpo di polizia municipale che si arrende di fronte alla violenza del più grosso, e non fa rispettare in nessun caso, come da noi più volte dimostrato, misurato, filmato e urlato, il limite di velocità, la doppia fila (mortale per i ciclisti), ogni tipo di infrazione», attacca. E minaccia: «Se non ci saranno cambiamenti, chiederemo le sue dimissioni». Giovedì sera, adunata dei ciclisti sul luogo dell’ultima tragedia: l’associazione porterà una bicicletta bianca in via Aosta; un altro monumento per ricordare la strage dei ciclisti, come la bici bianca da due anni posizionata su via dei Fori Imperiali dove morì la ciclista Eva.

Da Corriere.it la notizia qui…
Riferimenti: Coordinamento Di Traffico Si Muore

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