Milano: ecco tutti i progetti ecologici in vista dell’Expo 2015


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Image via Wikipedia

La città di Milano si appresta ad un restyling in proiezione 2015: l’obiettivo è Expo “Nutrire il pianeta Energia per la vita” e soprattutto dare un’immagine moderna e pulita di sé, e dell’Italia tutta, che verrà proiettata nel resto mondo.

Rifiuti sottoterra – Una delle idee più innovative su cui Milano investirà viene dalla Svezia e punta a rinnovare seriamente il ciclo della gestione dei rifiuti. Stiamo parlando del sistema di gestione dei rifiuti urbani del futuro, la raccolta pneumatica: un tubo all’interno del quale viene inserita la spazzatura differenziata e che spara i rifiuti sottoterra alla velocità di 79 km/h direttamente dai punti di raccolta allo stoccaggio.

Stoccolma, e precisamente il quartiere ecologico di Hammarby Sjostad, è stata la prima a introdurre questo sistema innovativo, seguita a ruota da Copenaghen, Barcellona, Madrid, Bilbao e Siviglia.
Il progetto verrà attuato nella zona di Citylife dei Navigli e in tutta l’area dove si svolgerà l’Expo.

Da Yeslife.it la notizia qui…

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Milano: le bici ci sono, ma le ‘ciclabili’ dove stanno? E il Comune rischia pure di perdere i fondi per realizzarle


pista ciclabile 2

Image by Marco Ferracuti via Flickr

Non è una novità il fatto che Milano [è un eufemismo] non sia propriamente una città a ‘misura di ciclista’.

L’ Amministrazione Comunale ha investito moltissimo nel ‘gioiellino’ bike sharing [ma solo in quello, purtroppo], e ora che l’iniziativa è stata ripagata con entusiasmo dagli utenti, è ancora più evidente l’assenza di una rete organica di percorsi urbani riservati alle biciclette.

Quello che si può trovare a Milano e hinterland è invece un’accozzaglia disordinata di percorsi ‘monchi’, distanti e scollegati, dove solo quattro itinerari superano i quattro chilometri di lunghezza. L’estensione complessiva dovrebbe ammontare ad una settantina di Km, ma se si mettono nel conto anche ciclabili assurde e pericolose come quella di via Monterosa (Lotto-Amendola) soprannominata ‘Toboga Road’ dal ciclista Matteo [per farvi un’idea date un’occhiata al video dedicato alla ‘Toboga road’], appare evidente la distanza del capoluogo lombardo dalle altre capitali del Nord Europa (ad Amsterdam le ciclabili si estendono per 400 km , a Copenhagen per 332 km e a Monaco di Baviera per 350 km).

E il Comune cosa fa? Latita, ovviamente: dal Corriere di ieri leggo la notizia che l’ex governo Prodi, per la realizzazione di tre itinerari di complessivi 6,7 km nel centro storico (da piazza Duomo a Porta Nuova, al parco Sempione e verso zona Monforte) aveva concesso la bellezza di 15,6 milioni di euro (!), ma che i progetti preliminari, una volta approvati dal Ministero, sono stati letteralmente ‘abbandonati’ dall’Assessorato alla Mobilità, a causa di rivoluzioni nei programmi.

Ora l’Amministrazione Comunale, che aveva già dovuto rinunciare al bando regionale da 4,5 milioni perché non era stata in grado di fornire dei progetti definitivi, rischia di perdere anche i fondi statali. E che dire allora dei 6,5 milioni stanziati nel 2009 e non ancora spesi, destinati a coprire i costi di altri «7 grandi itinerari di penetrazione» (28,8 chilometri)? Sono ancora in attesa di essere spesi

Da Giann.net la notizia qui…

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