RES4MED, il super-network delle rinnovabili mediterranee


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Centrale-enel (Photo credit: Wikipedia)

Dal convegno dedicato al futuro dell’energia nel Mediterraneo. Presentata oggi a Roma la nuova associazione, creata da Enel Green Power, Edison, CESI, GSE, PwC e PoliMi. Fungerà da raccordo tra tutte le iniziative internazionali in atto sulle eco-energie.

Trasformare le sfide che l’area del Mediteranno si troverà ad affrontare nel prossimo ventennio in vere e proprie opportunità di crescita energetica ed economica. Un obiettivo complicato ma possibile se l’impegno è quello promosso dalla neonata RES4MED – Renewable Energy Solutions for the Mediterranean. Si tratta della nuova associazione no-profit creata da Enel Green Power, Edison, CESI, GSE, PwC e il Politecnico di Milano e presentata oggi a Roma, presso l’Auditorium Enel. RES4MED, che ha già raccolto l’adesione di Asja Ambiente Italia, Fondazione Bordoni, Terna Plus, Ricerca di sistema-RSE, Aper e Althesys, nasce con il preciso compito di promuovere le fonti di energia rinnovabile e le necessarie reti di distribuzione e trasporto nell’area mediterranea.

Un progetto dalle molteplici sfaccettature che si propone di coinvolgere in modo sistematico e valorizzare le diverse competenze tecniche, economiche, di ricerca presenti a livello mondiale con le analoghe competenze già all’opera in molti paesi del bacino del mediterraneo, assurgendo in qualche modo al ruolo di “network di networks”. La mission di RES4MED sarà infatti quella di dialogare con gli organi politici e i player energetici, raccordando fra loro le iniziative internazionali in atto, sia quelle istituzionali come Med Solar Plan e MEDREG, che quelle industriali come Desertec Di e MedGrid e quelle nazionali come i programmi attivati in questi anni da Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Giordania.

Da Rinnovabili.it   la notizia qui…

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Transgreen, energia sotto il Mediterraneo


DLR studies: hypothetical infrastructure of HV...

Image via Wikipedia

Nasce Transgreen, società a cui potrebbe aderire anche Terna, dedicata a studiare l’utilità e la fattibilità di una rete di trasporto di elettricità tra le due rive del Mediterraneo.

La creazione di Transgreen rientra nel Piano solare mediterraneo che prevede la costruzione di strutture di produzione di energia a bassa CO2, in particolare solare, per 20 gigawatt entro il 2020. Una parte di questa elettricità, cinque GW, verrà esportata verso l’Europa. E per sviluppare la produzione di elettricità in siti lontani dalle aree di consumo, occorrerà allestire una rete di trasporto a lunga distanza per la trasmissione e la commercializzazione.

Sono undici le imprese interessate ad aderire a Transgreen: Edf, Rte, Areva, Nexans, Prysmian, Veolia, Atos Origin, Caisse des Dépôts, Terna, Siemens e Abengoa.

Transgreen si considera complementare al progetto tedesco Desertec. Con 17 partner industriali, tra cui Enel Green Power, il progetto mira a creare nel giro di 40 anni una vasta rete di installazioni eoliche e solari in Africa del Nord e Medio Oriente, per fornire fino al 15% dei consumi energetici europei.

Da Iam la notizia qui…

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Enel entra in Desertec, il maxi progetto per il sole del Sahara


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Image by A Siegel via Flickr

Enel Green Power entra in Desertec, il progetto per la promozione delle energie rinnovabili nelle aree desertiche di Africa settentrionale e Medioriente e la trasmissione – con cavi sottomarini in corrente continua – in Europa.

La joint venture Desertec industrial initiative è nata nel 2009 «per aprire la strada allo sviluppo di un quadro di riferimento per gli investimenti per la fornitura di energia prodotta usando fonti solari ed eoliche al Mena (Medio Oriente e Nord Africa) e all’Europa – spiega la joint venture in una nota – l’obiettivo è fornire il 15% del fabbisogno di energia elettrica dell’Europa e una porzione significativa di energia ai Paesi produttori entro il 2050, con investimenti stimati per 400 miliardi di euro». Fanno parte del consorzio, dalle prime battute, grossi nomi come Siemens, Deutsche Bank, Rwe, Abb, Abengoa Solar, Cevital, Hsh Nordbank, Man Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, Rwe e Schott solar. Ora, per l’Italia, c’è la controllata di Enel dedicata alle energie rinnovabili. «Siamo entrati come soci fondatori» spiega al Sole24ore.com Francesco Starace, a capo di Enel Green Power.

Ingegner Starace, dell’eventualità di sfuttare il sole del Sahara per l’elettricità d’Europa si parla da molti anni. Ci sono gli entusiasti e gli scettici. Quali sono le concrete possibilità?
Noi crediamo in Desertec, ma con una filosofia di base diversa da quella che è stata raccontata finora. Faremo gli impianti nel deserto, ma non per l’Europa. Non solo e non subito. Il primo passo è farli per i Paesi che li ospitano. Vanno innanzitutto soddisfatti i bisogni locali.

Da Sole24ore.it la notizia qui..

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