Fotovoltaico dai frutti di bosco


English: Schematic illustration of a generic d...

English: Schematic illustration of a generic dye-sensitized solar cell. (Photo credit: Wikipedia)

Il fotovoltaico organico continua a dare i suoi “frutti”, vi ricordate?

Ne abbiamo già parlato in passato, negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi sull’energia di nuova generazione ricavata dal sole. Adesso è la volta dei frutti di bosco e le dye-sensitized solar cell, celle solari a colorante fotosensibile. Tale tecnologia è stata messa a punto nel 1991 da Michael Gratzel professore alla École Polytechnique Fédérale di Losanna che, grazie a questa scoperta, ha ricevuto il Millennium Prize 2010.

Nella Regione Lazio, il Polo per Il Solare Organico, il CHOSE (Center for Hybrid and Organic Solar Energy), in collaborazione con Tor Vergata, sta approfondendo le ricerche sul solare organico.

Tali cellule hanno una struttura a “sandwich”, con materiali fotoattivi racchiusi tra due elettrodi conduttivi depositati su un substrato di vetro, plastica o su film flessibili e adesivi che ampliano di molto i campi di applicazione. Possono infatti essere applicati su varie superfici attraverso metodi tipici della stampa come la serigrafia o la stampa a getto d’inchiostro.

Da fotovoltaicoblog.it   la notizia qui…

Enhanced by Zemanta
Annunci

ENERGIE ALTERNATIVE: Il nuovo pannello solare? È uno spray trasparente


Solar panel. Pannelli solari fotovoltaici.

Image via Wikipedia

Alcune aziende americane, norvegesi e cinesi annunciano di aver prodotto sistemi “a pellicola” applicabili su tutte le superfici e in grado di produrre energia elettrica. Ma siamo ancora nella fase dei prototipi, solo nel 2016 la produzione reale

SAN FRANCISCO – La frontiera delle ricerca nel campo delle energie rinnovabili appartiene di sicuro alla nebulizzazione, cioé pannelli solari “spray” applicabili su qualunque superficie. Una tecnica favoleggiata già agli inizi del nuovo secolo, quella delle cellule solari che si spruzzano cioè come se fossero una lacca per capelli, che ricevette un forte impulso nel 2005 quando un gruppo di ricercatori dell’università di Toronto in Canada annunciò d’essere riuscito a produrre una plastica nanomerica. Non solo era in grado di sfruttare gli infrarossi solari per sviluppare energia elettrica, ma che per le sue proprietà chimico-fisiche poteva essere anche spruzzata sulla superficie di un edificio, di una macchina e anche dei vetri di casa come se fosse stata una vernice tradizionale.

Da Repubblica.it la notizia qui…

Enhanced by Zemanta

E il vento continua a soffiare: entro il 2014 eolico a 409 GW nel mondo


World installed wind power capacity, past and ...

Image via Wikipedia

Entro il 2014 la capacità mondiale di potenza energetica installata toccherà i 409 GW contro i 158,5 GW di fine 2009, con un tasso di crescita del 21% all’anno. Lo prevede il Gewc, l’associazione internazionale che rappresenta il settore dell’industria eolica.

E nello stesso anno il mercato del vento potrà contare su oltre 60 GW installati in 12 mesi, in costante crescita dai 38,3 GW del 2009. I dati sono tutti contenuti nel “Global Wind 2009”, il rapporto che la Gewc ha presentato alla European wind energy conference (Ewec 2010) che si è tenuta di recente in Polonia, a Varsavia.

“Nonostante la recessione globale e l’importante crisi finanziaria che stiamo attraversando, l’energia eolica continua a essere la tecnologia più scelta in molti paesi del mondo – ha commentato Steve Sawyer, segretario generale di Gwec: – è pulita, affidabile e veloce da installare.

E quindi si tratta della soluzione più interessante per il miglioramento della sicurezza, la riduzione delle emissioni di CO2 e la creazione di migliaia di posti di lavoro”.

Da L’eco pensiero la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Enel entra in Desertec, il maxi progetto per il sole del Sahara


desertec

Image by A Siegel via Flickr

Enel Green Power entra in Desertec, il progetto per la promozione delle energie rinnovabili nelle aree desertiche di Africa settentrionale e Medioriente e la trasmissione – con cavi sottomarini in corrente continua – in Europa.

La joint venture Desertec industrial initiative è nata nel 2009 «per aprire la strada allo sviluppo di un quadro di riferimento per gli investimenti per la fornitura di energia prodotta usando fonti solari ed eoliche al Mena (Medio Oriente e Nord Africa) e all’Europa – spiega la joint venture in una nota – l’obiettivo è fornire il 15% del fabbisogno di energia elettrica dell’Europa e una porzione significativa di energia ai Paesi produttori entro il 2050, con investimenti stimati per 400 miliardi di euro». Fanno parte del consorzio, dalle prime battute, grossi nomi come Siemens, Deutsche Bank, Rwe, Abb, Abengoa Solar, Cevital, Hsh Nordbank, Man Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, Rwe e Schott solar. Ora, per l’Italia, c’è la controllata di Enel dedicata alle energie rinnovabili. «Siamo entrati come soci fondatori» spiega al Sole24ore.com Francesco Starace, a capo di Enel Green Power.

Ingegner Starace, dell’eventualità di sfuttare il sole del Sahara per l’elettricità d’Europa si parla da molti anni. Ci sono gli entusiasti e gli scettici. Quali sono le concrete possibilità?
Noi crediamo in Desertec, ma con una filosofia di base diversa da quella che è stata raccontata finora. Faremo gli impianti nel deserto, ma non per l’Europa. Non solo e non subito. Il primo passo è farli per i Paesi che li ospitano. Vanno innanzitutto soddisfatti i bisogni locali.

Da Sole24ore.it la notizia qui..

Reblog this post [with Zemanta]

La Scozia diventerà l’Arabia Saudita dell’energia marina


Sea Storm in Pacifica, w:California

Image via Wikipedia

Il sogno della Scozia di diventare «l’Arabia Saudita dell’energia marina», come annunciato dal primo ministro Alex Salmond, compie un passo importante con gli appalti per i primi dieci progetti commerciali nel Pentland Firth, nel nord, e attorno alle isole Orkney.

L’obiettivo è arrivare a una capacità di 1,2 Gw entro il 2020. Ad aggiudicarsi i lavori per sei progetti di sfruttamento delle onde e quattro delle maree grandi gruppi come E.on e Scottish power, ma ci sarà posto anche per la Pelamis Wave Power di Edinburgo, un pioniere dell’energia marina, il cui meccanismo a”serpente” è in fase di test al largo del Portogallo.

Niall Stuart, numero uno di Scottish Renewables, ha detto al quotidiano locale The Scotsman che quella di oggi è «l’alba di una nuova era in un nuovo settore che crescerà e avrà sede in Scozia, ma ha nuovi potenziali mercati in tutto il mondo».

Da Sole24ore.it la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Fotovoltaico record, ritirato l’emendamento anti-rinnovabili


Six dish Stirling Systems developed by Schlaic...

Image via Wikipedia

La potenza installata degli impianti fotovoltaici italiani ha superato i 700 megawatt. Secondo il censimento del Gestore dei servizi energetici, che si occupa dell’incentivo, le centrali solari sono 56.285, in massima parte piccolissime istallazioni domestiche.

Le regioni con una maggiore potenza sono la Puglia (96 megawatt), la Lombardia (84) e l‘Emilia Romagna (62 megawatt), mentre il Gestore dei servizi energetici ha censito il maggior numero di impianti in Lombardia (8.630), Emilia Romagna (5.293) e Veneto (5.166).

Intanto l’emendamento di fonte governativa alla Finanziaria per il 2010, contenente drastici tagli all’incentivazione delle fonti rinnovabili, è stato ritirato, con il sollievo delle associazioni Anev, Aper, Assossolare, Federpern, Fiper, Greenpeace, Ises, Itabia, Kyoto Club e Legambiente. Secondo le associazioni, se la proposta di modifica al testo della Legge Finanziaria 2010 fosse stata accolta, il settore delle rinnovabili avrebbe subito un duro colpo.

Da Sole24ore.it la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Nel Lazio una centrale solare competitiva


Cooking with mirrors

Image by hugovk via Flickr

Gli specchi curvi convogliano la radiazione solare su un tubo metallico all’interno del quale scorre un fluido composto da sali minerali, fluido che può raggiungere una temperatura di oltre 500 gradi centigradi; uno scambiatore di calore produce vapore che viene utilizzato nelle turbine: queste, girando, muovono una specie di grossa dinamo che produce elettricità.

Stiamo parlando di una nuova centrale per la produzione di energia elettrica, che sorgerà nel Lazio, in provincia di Latina, in un’area di circa 100 ettari, con una capacità di produrre 30 Megawatt elettrici, ovvero il fabbisogno giornaliero di ben 10.000 abitazioni, grazie ad un complesso sistema di specchi paraboidali che catturano e concentrano l’energia solare, per poi trasformarla in energia elettrica.

Il costo previsto per realizzare questa opera è di circa 170 milioni di euro: una cifra che può sembrare alta, mentre invece va rapportata alla durata media di questo moderno tipo di impianti (da 30 a 40 anni), oltre che ai giorni ed alle ore medie di insolazione, arrivando quindi ad una cifra (comprendente anche i costi di installazione ed i costi di gestione) che si aggira tra 0,12 e 0,15 euro a chilowattora! Prezzo decisamente competitivo con l’energia nucleare che in Europa viene venduta al costo di 0,10 euro a kw, senza contare gli altri costi aggiuntivi riguardanti il riprocessamento del combustibile, lo smantellamento delle centrali, l’immagazzinamento e la messa in sicurezza delle scorie.

Si tratta quindi di una centrale solare termodinamica, la prima in Italia nel suo genere, dopo quella di Priolo, in Sicilia. L’impianto risulterà sicuramente conveniente ed adeguato all’ambiente ed all’economia, in quanto nel Lazio si prevedono circa 18.000 posti di lavoro in questo settore.

Da Quotidiano.net la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]