31 Ottobre – Halloween 2009


cat and witch halloween seals
Image by carbonated via Flickr

« Venite con me / È la festa di Ognissanti / Faremo tremare tutti quanti.
Gli scherzi, stavolta, son giustificati / le risa e i lazzi perfino aumentati. »

(Ray Bradbury, L’albero di Halloween, XX secolo).

Il nome “Halloween” deriva da “All Hallows Eve”, che vuole dire appunto “Vigilia di Tutti i Santi”, perciò “Vigilia della festa di Tutti i Santi”, festa che ricorre, appunto, il 1° novembre.

Halloween o Hallowe’en (fatta corrispondere alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre.

Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all’inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

Buona notte delle streghe, dei folletti e delle zucche!

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Milano mobilità – Croci rischia il posto da assessore Scontro nel Pdl sulla successione


MILANO - Bike MI (02)
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Scoppia il caso a poco più di un anno dal voto. La Moratti pronta a togliere le deleghe sul traffico. Resta il nodo Ecopass. La Lega: meglio un rimpasto.

MILANO – I bookmaker di Palazzo Mari­no parlano di venerdì. La deci­sione del sindaco Letizia Morat­ti sul futuro dell’assessore Edo­ardo Croci arriverà entro la fi­ne della settimana. Ci sono va­rie opzioni allo studio. La più radicale: a Croci viene revocata la delega al traffico, mentre re­sta quella all’Ambiente. Il traffi­co viene affidato al vicesindaco Riccardo De Corato. Ecopass se­guirà la delega al traffico o re­sterà nelle mani del suo padre putativo Edoardo Croci (la ma­dre è lo stesso sindaco Morat­ti)? Domanda da un milione di euro. La tentazione c’è, ma as­somiglierebbe molto a un ha­rakiri politico della stessa Mo­ratti. Altra opzione: nessuno vuole mettere mano allo spac­chettamento degli uffici a me­no da un anno e mezzo dalle elezioni (mobilità, ambiente e trasporti sono insieme), quin­di c’è allo studio una sorta di «commissariamento».

[….] La difesa di Croci arriva dal fronte ambientalista, da fette della società civile e dalla Lista Moratti, di cui lo stesso Croci fa parte. Anche il Pdl scende in campo. Ma non per difendere Croci.
[…]
La solidarietà a Croci arriva da molte parti. Da Andrea Pog­gio, Legambiente: «Croci è l’unico difensore dei mezzi pubblici, dei pedoni e dei cicli­sti di questa maggioranza».

Dal Fai e da Italia Nostra: «Sia­mo seriamente preoccupati dall’ipotesi di amputazione delle deleghe di Croci. In que­sti anni ha cercato, pur tra mil­le difficoltà politiche, di con­durre una coerente politica ambientale».

Dal Verde Enrico Fedrighini: «Il sindaco è di fronte a un’alternativa secca: o difende Croci cioè la politica di cambiamento della mobili­tà urbana oppure consegna Mi­lano e il suo popolo inquinato agli interessi delle lobby dei commercianti e alle logiche dei partiti, per finalità elettora­li ».

Da Paolo Gradnik, capo­gruppo della Lista Moratti: «Nessuno può negare che sul tema della mobilità sostenibi­le Milano abbia proposto scel­te innovative. Ce lo riconosce l’Europa e il mondo».

Da Corriere Milano la notizia qui…

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Comune, sondaggio sull’Ecopass «Pedaggio per tutti o centro chiuso»


Transport economics

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Senza modifiche, tra due anni il provvedimento esaurirà ogni efficacia. Al via tra una settimana la consultazione sul ticket d’ingresso e le politiche di mobilità sostenibile.

MILANO – Le domande dell’Eurisko ar­riveranno nel giro di una setti­mana. E poi si darà via al son­daggio sull’Ecopass. Anzi, al sondaggio sulle politiche di mobilità sostenibile del Comu­ne. E chiaramente, non poteva mancare la domanda sull’Eco­pass. Non su quello che abbia­mo sperimentato per quasi due anni, ma sugli scenari evo­lutivi della pollution charge. Due ipotesi radicali di tra­sformazione. Ai milanesi ver­rà chiesto se ritengono più giu­sto andare verso una conge­stion charge di tipo londinese (si paga meno, ma si paga tutti per entrare nell’area Ecopass) o verso una chiusura progres­siva del centro. Due opzioni li­mite. Ma che vengono richie­ste dalla stessa natura di Eco­pass.

Senza modificazioni del­la pollution charge l’effetto sul traffico e l’inquinamento an­drebbe a svanire a fine 2011. Si ritornerebbe esattamente al­la situazione pre-Ecopass con 90 mila autoveicoli che sfrec­ciano nell’area dei Bastioni. E anche l’effetto riduzione sulle polveri sottili si ridurrebbe ai minimi storici. Ma le domande non hanno nessun riferimento temporale. Quindi, qualsiasi sarà la rispo­sta del campione cittadino, ogni decisione sul futuro di Ecopass verrà presa a discrezio­ne dal Comune.

Da Corriere Milano la notizia qui…

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Verso l’Expo 2015 Dalla parte dei pedoni


Munich – Lion’s parade

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A Palazzo Marino il seminario “Milano Cammina”. Il punto sulla mobilità pedonale e l’urbanistica ad essa legata. L’assessore Croci: “Riqualificazione e benefici per l’ambiente”. Il presidente Palmeri: “Sviluppo per una città moderna”.

Milano, 27 ottobre 2009 – Si è svolto questa mattina a Palazzo Marino il seminario “Milano Cammina” promosso dai consiglieri comunali Enrico Fedrighini, Paolo Gradnik e Carlo Montalbetti. Il seminario è stato un’occasione per confrontarsi sulle diverse possibilità di trasformazione urbana attraverso l’ampliamento delle aree pedonali.

Assieme ai cittadini sono intervenuti i rappresentanti di associazioni culturali, come Luca Carra, Presidente di Italia Nostra Milano, Costanza Pratesi del FAI ed esperti di aree urbane come Andreas Kipar, architetto paesaggista. Al convegno ha partecipato anche l’assessore alla Mobilità Trasporti e Ambiente Edoardo Croci che nel suo intervento ha illustrato alcuni esempi di città estere dove è stata attuata una politica “a favore del pedone”, aggiungendo che anche Milano sta percorrendo la stessa strada, sostenuta dal consenso e dall’apprezzamento dei cittadini. Le isole pedonali – oltre ai benefici per la salute, la qualità della vita, la riqualificazione delle aree – hanno prodotto vantaggi anche di tipo economico: a Monaco di Baviera, per esempio, gli affari sono aumentati del 40% e a Copenhagen del 32% (fonte UITP Millenium Cities Database).

Da Comune di Milano la notizia qui…

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L’Italia cresce verde


per sentieri

Image by gigi 62 via Flickr

L’alta tecnologia, la voglia d’impresa, il coraggio della sfida. Con questi ingredienti una parte del paese sta avviando in sordina una rivoluzione ambientale. Ecco dove e come.

La rivoluzione verde è appena iniziata. In sordina. Guidata da imprenditori coraggiosi che fiutano un’opportunità e non se la lasciano scappare. A cui si aggiungono un paio di assessori che ci credono davvero. Qualcuno vince un premio internazionale. Arriva del capitale, ma raramente dalle banche: le innovazioni non garantiscono reddito sicuro. E di venture capital in giro ce n’è poco. Ma ci sono alcune regioni che riescono a distribuire i fondi europei alle imprese innovative. E ancora più imprenditori che ce la fanno da soli. Insieme stanno rivoluzionando l’industria italiana. Creando i distretti del futuro. E un nuovo volto del made in Italy.

Concentrati soprattutto nel Nord Italia, i neodistretti dell’economia ecosostenibile sono, come i loro antenati, frutto della straordinaria inventiva delle piccole e medie imprese. Ma, a differenza loro, non sono tali solo in virtù della vicinanza fisica dei protagonisti, come accadeva per i vecchi distretti industriali, quanto piuttosto grazie alla messa in comune delle conoscenze.

Da l’Espresso la notizia qui…

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Disastro ambientale in Australia


ExxonValdez

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A 2 mesi dal guasto a un pozzo off-shore al largo dell’Australia, milioni di litri di petrolio continuano a riversarsi nel mare di Timor.

Lo rende noto la versione online del quotidiano britannico ‘The Times’, citando gli scienziati intervenuti sul posto, che parlano di un pauroso disastro ambientale paragonabile a quello causato nel 1989 dalla petroliera Exxon Valdez, che contaminò il golfo dell’Alaska con 30.000 tonnellate di greggio.

Da Saluteme la notizia qui…

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Sui rifiuti niente Iva Ma lo Stato la pretende


Taxation Without Representation

Image by Tuaussi via Flickr

Il focus sulla capitale. Disattesa la sentenza della Consulta. Gli utenti pagano ancora il 10% non dovuto. Le Entrate: “Il mancato gettito toglie soldi alla finanza pubblica”.

Ci ha provato la Cassazione a certificare che sulla Tariffa dei Rifiuti pagata dai romani l’Iva al 10% non va applicata. Poi è arrivata la Corte Costituzionale che ha ribadito che i costi richiesti sono “tasse” esenti da imposta. Ma lo Stato continua a incassare perché non sa come coprire il mancato gettito. Insomma dopo l’ultimo grado di giudizio che ha certificato che sulla Tariffa Rifiuti pagata dai cittadini alla aziende di pulizia l’Iva al 10% non va applicata. E la la parola della Corte Costituzionale che dovrebbe essere quella definitiva sull’interpretazione della legge nazionale.

E che ha spiegato nella sentenza del 24 luglio 2009 che ha stabilito che: «sia la Tia (Tariffa d’Igiene Ambientale) che la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sono “tasse” e non “tariffe” e non sono quindi assoggettate all’Iva (applicata in bolletta al 10%)», nulla è cambiato.

Lo Stato ha continuato a incassare la tassa aggiuntiva rimasta a campeggiare in bella mostra sui bollettini di pagamento. Inutile scomodare il fatto che molte società, in prevalenza di proprietà dei Comuni, avessero cambiato la dicitura da Tassa a Tariffa sulla bolletta.

Da il Tempo la notizia qui…

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