Come le aziende che sviluppano il solare possono sopravvivere ad un mercato difficile


rapporto fra il prodotto cartesiano e il prodo...

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Sembra ormai che l’energia solare stia diventando un bene diffuso. E quando sarà definitivamente una materia prima facilmente stoccabile e commerciabile, si verificherà un consolidamento del settore, in cui il mercato sarà dominato da un gruppo ristretto di fornitori.

Quindi, come può fare una società del solare a sopravvivere ad un ridimensionamento del settore? E che cosa ci vuole per costruire una duratura posizione di leadership in un settore che produce e vende una merce di questo genere? La risposta sta nel fatto che le imprese devono cercare di restare al passo con l’evoluzione delle preferenze del mercato, costruendo la propria offerta in un mix di caratteristiche del prodotto materiali e immateriali.

La relazione tra caratteristiche tangibili e intangibili del prodotto sposta l’attenzione dalle qualità tecniche e innovative della merce immessa nel mercati, al valore aggiunto dato dalla reputazione dell’azienda che lo commercializza. Mano a mano che il mercato dell’energia solare diventa più competitivo, gli aspetti immateriali assumono maggiore importanza. Può accadere che i produttori leader del settore perdano la loro importanza iniziale, se un nuovo concorrente riesce a posizionare meglio il suo prodotto, puntando su un mix più efficace di qualità immateriali.

Da L’elettronica open source la notizia qui…

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Fotovoltaico & C: le rinnovabili hanno anche degli svantaggi?


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Image by birdvoyeur via Flickr

Le fonti di energie rinnovabili oltre a rappresentare un’opportunità per l’ambiente nascondono aspetti meno positivi anche per l’ecologia del nostro pianeta.

In questa occasione verrà fatto solo un esempio: nelle turbine utilizzate nelle centrali eoliche ed idroelettriche i dischi magnetici impiegati per massimizzare le prestazioni dei motori sono a base di neodimio, una combinazione di terre rare presenti nelle foreste pluviali, e quindi per estrarlo è necessario il disboscamento delle aree interessate. Insomma anche nel campo delle rinnovabili si cela lo spettro di un danno all’ambiente, e solo un approccio senza pregiudizi di sorta potrà di volta in volta rendere possibile una valutazione realistica di rischi e benefici, senza considerazioni fideistiche che potrebbero addirittura nuocere al nostro pianeta.

Da Giornalettismo   la notizia qui…

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Auto elettriche: è boom!


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Image by Chad Horwedel via Flickr

E’ un vero e proprio boom quello delle auto elettriche nel mondo: quest’anno raggiungeranno la cifra record di un milione di esemplari venduti. Ed entro il 2015 si arriverà a tre milioni di auto “verdi” comprate in tutto il pianeta.

Sono questi i dati diffusi dal centro studi britannico J.D. Power. I numeri forniti dalla compagnia parlano di una previsione di 940mila auto elettriche vendute nel 2010, con un balzo in avanti rispetto alle 732mila dello scorso anno.

Lo studio ha inoltre preso in considerazione la penetrazione del fenomeno per aree geografiche evidenziando per esempio come agli Stati Uniti andrà il 55% del mercato dei veicoli ibridi entro il 2015, mentre il 30% della domanda sarà appannaggio dell’Asia grazie alla forte domanda del Giappone (che da solo coprirà il 25% delle vendite, e cioè 750mila unità).

Da You4planet la notizia qui…

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Francia sì alle bici contromano


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Sul territorio francese dal 1° Luglio entrerà in vigore un decreto del 2008 che permetterà di andare in bici contromano.

Ciò potrà avvenire solo dove vige il limite di 30km/h e se la singola municipalità non abbia espresso specifico divieto. Questo provvedimento è stato sperimentato per 5 anni in una città dell’Alsazia dove non si sono verificati problemi particolari come certificato da un ente di studio e ricerca governativo.

Ogni città si sta organizzando a modo suo: chi ha avviato nei mesi scorsi una sperimentazione, chi sta adeguando la segnaletica stradale, chi invece non vuole aderire a questa nuova pratica e pone il divieto ovunque. La norma nazionale resta comunque una misura in favore della mobilità ciclistica da prendere come esempio.

Da Biciroma la notizia qui…

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Milano. Grandi firme per i cinque quesiti referendari di Croci e Fedrighini


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Image by El Bibliomata via Flickr

Ambientalisti, come Andrea Poggio di Legambiente, politici da Pietro Ichino, all’ex presidente della provincia Michele d’Elia, ma anche rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo, l’architetto di Expo Stefano Boeri, ad esempio e i comici Antonio Cornacchione e Diego Parassole.

Sono alcuni dei primi cento firmatari per i 5 quesiti referendari
sulla “qualita’ dell’ambiente e della vita a Milano“, promossi dal radicale Marco Cappato, dall’ex assessore all’ambiente Edoardo Croci e dal consigliere comunale Enrico Fedrighini (Verdi). “Riduzione del traffico e Ecopass”, “salvaguardia del suolo”, “conservazione del futuro parco dell’area Expo”, “riduzione di emissioni” e “riapertura dei navigli” i temi dei referendum che, corredati appunto dalle prime firme necessarie, sono stati consegnati questa mattina al presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri. “Un momento importante per Milano e per i milanesi – ha spiegato Croci – una mobilitazione dei milanesi per una citta’ più’ vivibile”.

Cappato ha invece parlato di “tentativo per coinvolgere l’opinione pubblica per risolvere problemi sui quali la classe politica ha dimostrato di essere per vari motivi paralizzata”. “Abbiamo pensato e deciso – ha detto – che l’unico modo per far fare in pochissimi anni ‘la rivoluzione ambientalista’ a una citta’ che rischierebbe di metterci decenni e’ quello di coinvolgere l’opinione pubblica. Inizia oggi una grande impresa di mobilitazione”.

Dopo il “via libera” da parte del Comune partiranno i 120 giorni di tempo per la raccolta delle 15.000 firme necessarie per la consultazione, per la validita’ della quale sarebbe poi necessario un quorum del 30 per cento.

Da Affaritaliani la notizia qui…

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Obama parla alla nazione sulla marea nera: «Bp pagherà. Il futuro sono le energie pulite»


~ Obama Results ~

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Presidenziale, deciso, pronto a giocare al rilancio partendo da una posizione di debolezza, Barack Obama ha parlato ieri notte per la prima volta agli americani dall’intimità dell’Ufficio Ovale, per chiamarli a raccolta nella battaglia contro la marea nera.

Una battaglia con tre fronti ben definiti. Il primo riguarda la sfida per ripulire le acque e le coste e le paludi e gli uccelli coperti di petrolio appicicaticcio. Il presidente ha promesso che entro le prossime settimane si dovrebbe poter “catturare” almeno il 90% del petrolio che fuoriesce dal “buco” nelle profondità dell’oceano.

Una promessa virtuale perché le stime della fuoriuscita continuano ad aumentare e ieri sono passate addirittura a 60.000 barili al giorno. Il secondo fronte aperto da Obama ieri notte riguarda la sicurezza per chi ha perso il lavoro, abitudini, passioni e uno stile di vita «a cui si erano abituati da generazioni». In questo caso il messaggio è stato chiarissimo e duro: «Pagherà la Bp… gli dirò che cosa mi aspetto da loro», ha tagliato corto il presidente senza neppure ipotizzare una possibilità di dialogo con il colosso petrolifero che starà semplicemente ad ascoltare le imposizioni finanziarie e organizzative della Casa Bianca.

E’ chiaro che se Barack Obama si permette di puntare l’indice contro questa grande compagnia petrolifera, senza darle una possibilità d’appello in un paese garantista come l’America significa che la BP l’ha fatta grossa. Una ricostruzione del Congresso dimostra che pochi giorni dopo l’esplosione il colosso petrolifero britannico, per risparmiare, ha prima ignorato le raccomandazioni scritte della Halliburton, favorevoli all’impiego di un maggior numero di stabilizzatori e poi altre regole seguite normalmente dalle compagnie petrolifere in circostanze simili.

Da Sole24ore la notizia qui…

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Milano: Mobilità cittadina. “Circle line” cambierà il modo di muoversi in città


Il passante

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La nuova rete di trasporti prevede sei nuove stazioni, un treno ogni sei minuti e punti di intersezione con la metro. Sarà a regime entro quattro anni. Masseroli: “Una rivoluzione a basso costo. Diventerà un sistema complementare alla metropolitana e al passante”

Milano, 15 giugno 2010 – “Una rivoluzione nel sistema della mobilità cittadina. La Circle line diventerà, a basso costo, un sistema di trasporto complementare alla metropolitana e al passante. Essa permetterà di spostarsi senza passare dal centro trasformando, di fatto, la struttura radiale in una rete”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli durante un sopralluogo sul tracciato ferroviario interessato dalla realizzazione della Circle line.

Sul tracciato di 27 km del passante esistente saranno realizzate 6 nuove stazioni (Dergano, Istria, Forlanini, Zama, Tibaldi, Canottieri) che, con le 9 già in esercizio, andranno a incrociare le linee metropolitane facilitando tutte le interconnessioni. La frequenza dei treni passerà dagli attuali 30 a una media di uno ogni 6 minuti. Un’operazione che si potrà effettuare con l’acquisto di una decina di nuovi mezzi e con l’aumento della velocità di percorrenza che potrebbe portare a compiere il percorso intorno a Milano da nord-ovest a sud-ovest in meno degli attuali 30 minuti.

Documenti: il tracciato della Circle_line

Da Comune di Milano la notizia qui…

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