La bassa densità abitativa è una valida giustificazione per rinunciare a offrire alternative all’auto?


World Metro Map by Mark Ovenden
Image by Annie Mole via Flickr

Pensiamo spesso che niente potrà liberare dalla dipendenza dall’auto gli abitanti delle periferie urbane a meno di non attuare una rivoluzione urbanistica che porti a moltiplicarne le densità.

Oggi circa il 10 per cento della popolazione mondiale si trova ad abitare in zone dove l’unico mezzo di trasporto disponibile è l’auto privata e quel che è peggio è che ci sono moltissime persone, tra i 7 miliardi di esseri umani che abiteranno il pianeta alla fine dell’anno prossimo, che non vedono l’ora di intrappolarsi nella stessa situazione. Come se non bastasse l’idea dell’indissolubile legame tra auto e ambiente suburbano è un ottimo alibi per amministratori e politici. Paul Mees nel suo saggio “Transport for suburbia” contesta alla radice questa visione, accusandola di essere solo un alibi per amministrazioni incompetenti.

Se in paesi come l’Australia e il Canada, dove lo sprawl urbano è un fenomeno molto più accentuato che nella nostra penisola, dove la conformazione del territorio ha di fatto limitato l’eccessiva dispersione abitativa, quello che sostiene Mees nel suo saggio assume ancora più forza e incisività se riportato nella nostra realtà.

Da Nuova mobilità la notizia qui…

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Litio: il “petrolio” delle auto elettriche


3rd generation Toyota Prius G (2009/5 - )

Image via Wikipedia

Ogni volta che utilizziamo un telefono cellulare o un computer portatile abbiamo a che fare con il litio. Presto questo materiale diventerà sempre più frequente anche sulle nostre automobili.

Il più leggero dei metalli, scoperto nel 1817, viene usato da diverso tempo per le batterie ricaricabili di svariati prodotti elettronici. La sua densità di carica elevata e le ridotte dimensioni dei suoi ioni permettono di realizzare accumulatori più leggeri e compatti di quelli fabbricati con altri componenti chimici. Senza dimenticare l’assenza dell’effetto memoria (mantengono cioè le stesse prestazioni anche dopo diversi cicli di ricarica), che li distingue dalle batterie nichel-cadmio.

Naturalmente non mancano gli svantaggi: una batteria al litio ha una vita complessiva inferiore rispetto a quelle del passato, costa di più ed è pericolosa (se surriscaldata eccessivamente può addirittura esplodere). Questo spiega come mai le Case automobilistiche giapponesi (Honda, Lexus e Toyota) non utilizzino ancora questa nuova tecnologia sulle loro vetture ibride nonostante siano state le prime ad entrare in questo segmento. I brand tedeschi arrivati in seguito (BMW, Mercedes, Porsche e Volkswagen) sembrano invece aver risolto i problemi di sicurezza mantenendo gli accumulatori ad una temperatura prefissata.

La crescente diffusione delle auto totalmente elettriche (che invece già ora sono “convertite” al litio) porterà ad una riduzione dell’uso di combustibili fossili e ad un maggior sfruttamento di questo metallo: nel 2015 si stima che sarà presente sul 10% delle auto nuove, una percentuale destinata a salire al 20% nel 2020. Chi otterrà i maggiori guadagni da tutto questo?

Il 90% del litio presente sulla Terra si trova in Sudamerica, soprattutto nei laghi salati prosciugati della Bolivia.

Da Panorama la notizia qui…

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Auto elettriche: è boom!


Tesla Electric Car

Image by Chad Horwedel via Flickr

E’ un vero e proprio boom quello delle auto elettriche nel mondo: quest’anno raggiungeranno la cifra record di un milione di esemplari venduti. Ed entro il 2015 si arriverà a tre milioni di auto “verdi” comprate in tutto il pianeta.

Sono questi i dati diffusi dal centro studi britannico J.D. Power. I numeri forniti dalla compagnia parlano di una previsione di 940mila auto elettriche vendute nel 2010, con un balzo in avanti rispetto alle 732mila dello scorso anno.

Lo studio ha inoltre preso in considerazione la penetrazione del fenomeno per aree geografiche evidenziando per esempio come agli Stati Uniti andrà il 55% del mercato dei veicoli ibridi entro il 2015, mentre il 30% della domanda sarà appannaggio dell’Asia grazie alla forte domanda del Giappone (che da solo coprirà il 25% delle vendite, e cioè 750mila unità).

Da You4planet la notizia qui…

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Fatelo per voi: abbonatevi al car sharing


U Car Share reserved parking

Image by boltzr via Flickr

Roma – Purtroppo l’Agenzia per la Mobilità (una volta si chiamava ATAC) non ci riconoscerà un solo cent, ma questo potete pigliarlo comunque come un messaggio promozionale.

Un messaggio tutto dedicato al car-sharing. Con un invito: iscrivetevi, iscrivetevi, iscrivetevi. Fatelo sia per voi (risparmierete moltissimi soldi, più già vi racconteremo come), sia per il vostro territorio: più abbonati significa meno auto in giro e significa, anche, una maggiore attenzione della società che gestisce il servizio per le nostre zone, magari con un aumento delle stazioni che comunque non mancano.

Risparmio, dicevamo. Sì e parecchio anche. Vi faremo un esempio a casaccio: quello del babbo di questo blog. Piacere, mi chiamo Massimiliano. Fino a qualche mese fa possedevo una prestante Alfa Romeo: l’ho venduta e mi sono abbonato al car-sharing. Non ho auto di proprietà, quando ne ho bisogno apro il computer, digito qualche password e mi prenoto l’auto. Quasi sempre la vettura (a scelta una Panda, una Punto, una Multipla o una 500) è disponibile al posteggio car-sharing sotto casa, a Porta Maggiore, mal che vada senno’ bisogna fare qualche centinaio di metri a piedi per raggiungere la prima stazione disponibile.
Da quando ho fatto questa scelta, è come se avessi uno stipendio in più: tra finanziamento, bollo, multe, assicurazione, manutenzione, tagliandi, gomme, olio e carburante la vettura di proprietà mi costava qualcosa come 500 o 600 euro al mese. Senza quasi che me ne accorgessi (avete capito da cosa deriva la vecchia storia delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e poi magari hanno due o tre auto da gestire con costi simili a questi!?).

Oggi quelle 600 euro me le metto in tasca nette, ogni tanto mi concedo un taxi, il car-sharing mi costa una media di 40€ al mese tutto compreso e per tutti gli altri spostamenti è più che sufficiente lo scooter. Diciamo che mi rimangono 400€ puliti al mese? Bhe stiamo parlando di 4800€ annui (facciamo 4650€ dovendo sottrarre il costo dell’abbonamento annuo al car-sharing: 150€), vi rendete conto cosa si può fare ogni anno con questa sommetta in più?

Perché ho fatto questa scelta solo ora? Semplice, perché mi hanno piazzato un visibilio di stazioni del car-sharing vicino casa. E dunque anche vicino casa vostra. Dunque non avevo davvero più scuse, sarebbe stato incivile non farlo. Oltre che molto, molto stupido visti i quattrini che sto recuperando.

Da Degradoesquilino la notizia qui…

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L’auto? Il 70% italiani la vorrebbero elettrica


Petrobrás electric station and electric car in...

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Lo rileva una ricerca effettuata da Swg per conto di FederUtility, la federazione che riunisce le aziende locali dell’acqua del gas e dell’energia

Oltre il 70% degli automobilisti italiani sarebbe disponibile a comprare un’auto elettrica. Uno su dieci la comprerebbe di sicuro se fosse in commercio. Il 54% chiede buona autonomia di chilometri e più punti di ricarica, il 45% vorrebbe incentivi pubblici e il 40% vorrebbe che le elettriche costassero come le auto in commercio. Lo rileva una ricerca effettuata da Swg per conto di FederUtility, la federazione che riunisce le aziende locali dell’acqua del gas e dell’energia.

Proprio per la rete dell’energia nei Comuni, le aziende di servizi pubblici locali avranno un ruolo fondamentale nella realizzazione delle infrastrutture, nella diffusione delle “colonnine” di ricarica, in ogni luogo pubblico e privato . In Italia le auto elettriche sono già una realtà nei comuni di Milano e Brescia (grazie al progetto condotto da A2A e Renault e a Roma e Pisa, dove i comuni hanno siglato accordi con Enel).

Che il mercato sia maturo e già incentivato in moltissimi paesi, lo hanno testimoniato i dati presentati da Cei-Cives, che hanno confrontato l’Italia ed il resto del mondo su questo tema. Negli Usa sono previsti un milione di veicoli entro il 2015, 11.000 punti di ricarica entro il 2011 e incentivi all`acquisto di veicoli, fino a 11.000 dollari. La Cina prevede 500.000 veicoli entro il 2011 e otto milioni entro il 2025, con incentivi fino a 6.000 euro.

Da Iam la notizia qui…

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Fiat è il marchio europeo più verde


Fiat 500 (2007)

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Ebbene si, il marchio italiano è ancora il più “eco” tra le 25 maggiori case automobilistiche in Europa. Il livello medio di CO2 emesso dalle autovetture targate Fiat vendute nella prima metà del 2009 è sceso ancora ed è arrivato a 129,1 g/Km.

Ma non finisce qui i torinesi possono anche vantare un altro ottimo risultato: sono l’unica casa del nostro continente che ha raggiunto l’obiettivo dei 130 g/Km fissato dalla Comunità europea per il 2015.

Di sicuro, questo risultato è stato possibile soprattutto grazie ai veicoli Natural Power a metano prodotti e venduti da Fiat quest’anno.

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Kia a Francoforte con le nuove ibride


Kia Motors Company

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Della nuova Kia Venga, al suo debutto assoluto, già sapevamo: sarà presentata a Francoforte in 5 versioni diesel, benzina e benzina-GPL. Tutti motori Euro 5, equipaggiati anche con sistema start&stop. Accanto alla spaziosa monovolume (disponibile da fine anno?) ci sarà però anche la gamma EcoDynamics, con le nuove Sorento e Cee’d anche in versione Hybrid.

La Sorento, in particolare, avrà un motore diesel (soluzione sempre più in voga) da 1,6 litri con toppio turbo, combinato con un propulsore elettrico: la potenza complessiva arriva a ben 165 Cv. Niente male davvero.

Da Panorama.it la notizia qui…

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