Speciale certificazione energetica degli edifici

La radio del Mulino Bianco

Quì di seguito gli approfondimenti relativi all’edilizia sostenibile, agli incentivi statali sul risparmio energetico e alle normative nazionali e regionali sulla certificazione energetica degli edifici:

  1. Dal 1 luglio obbligatoria la certificazione energetica degli edifici
  2. Efficienza energetica detrazioni 55% – Enea faq
  3. Certificazione energetica degli edifici, un altro bluff colossale
  4. Arrivano i Certificati energetici decennali
  5. Cert. energ. degli edifici
  6. Efficienza energetica detrazioni 55%- Regione Lombardia faq
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Politica: G8, sul clima arriva oggi l’accordo che conta

Silvio Berlusconi

9 luglio 2009 – Sul clima l’appuntamento più atteso è oggi pomeriggio quando il G8, il club che riunisce gli otto grandi del pianeta (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia) incontrerà il Mef (Major Economies Forum), il gruppo che raccoglie oltre ai paesi industrializzati – quindi il G8 – i paesi emergenti a maggiore tasso di sviluppo (Messico, Brasile, Sud Africa, Indonesia) oltre ad Australia e Unione europea nel suo complesso.

Insieme, i Paesi del Mef sono responsabili dell’80 per cento di anidride carbonica emessa nell’atmosfera al livello mondiale. È proprio alla luce di quest’ultimo dato che si comprende come non può essere che l’accordo che emergerà dalla cornice del Mef quello che rivestirà un peso reale nel prosieguo dei negoziati sul clima fino a quello di dicembre a Copenhagen.

Lo si evince dalle stesse parole del premier Berlusconi che nonostante l’entusiasmo mostrato nella conferenza stampa conclusiva della prima giornata per la comune visione dei grandi della Terra sulla questione clima, non ha nascosto la necessità di presentarsi “uniti” al vertice del Mef di oggi “per chiedere a Cina, Brasile, India e agli altri paesi emergenti di prendere impegni ben precisi”.
 Appunto, precisi!

Da Zeroemission.tv la notizia qui…

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Energia rinnovabile giorno e notte, tutto l’anno e costa meno del nucleare!

Off-shore Wind Farm Turbine

Image by phault via Flickr

Quando i sostenitori del nucleare dicono che le energie alternative non potranno mai coprire il fabbisogno energetico del pianeta perchè non ci sono sempre. Il sole solo di giorno, il vento quando vuole lui, l’acqua dei fiumi che finisce d’estate.

Si dimenticano sempre che il mare c’è 24 ore su 24. E non sta mai fermo. E quindi potrebbe fornire un flusso “di garanzia” dell’energia.E non è il solo sistema per avere energia senza interruzioni.

Ci danno energia costante il geotermico (il calore sotterraneo) e le biomasse (ad esempio il gas prodotto dai batteri che si mangiano immondizia e letame.  Nel frattempo in Usa sono riusciti a digerire con l’aiuto di enzimi le canne del mais che oggi vengono lasciate sui campi. Ne tirano fuori alcool, 10 kw di energia per ogni kw investito nel processo.

Ma è nel settore marino che stiamo assistendo a progressi strabilianti.
Al largo del Portogallo e della Scozia sono stati costruiti impianti formati da enormi tubi galleggianti.

Da Jacopofo la notizia qui…

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Energia elettrica: Gestire la variabilità delle fonti rinnovabili

Kinderdijk Blue Hour

Il crescente sviluppo della generazione distribuita porterà ad un sistema elettrico più flessibile ed efficiente, grazie all’innovazione tecnologica e ad opportune misure di gestione della domanda

Fornire elettricità in modo efficiente e affidabile è una sfida ai massimi livelli di complessità tecnologica.
Occorre generarla, adattando la produzione “istante per istante” al variare della domanda. E lo si fa (per ragioni tanto tecniche, quanto economiche e politiche) ricorrendo ad un vasto campionario di fonti e di tecnologie. In Italia a fine 2007 erano in servizio circa 11.400 impianti di generazione, così suddivisi:

- 1.056 termoelettrici
- 2.128 idroelettrici (293 grandi impianti e 1.835 mini-impianti, cioè con potenza unitaria inferiore ai 10 MW)
- 31 geotermoelettrici
- 203 eolici
- 324 a biomasse e rifiuti
- oltre 7.650 fotovoltaici (in rapidissima evoluzione: mentre scriviamo – giugno 2009 – gli impianti fotovoltaiciin servizio sono saliti a oltre 40.000 e il GSE stima che a fine 2009 saranno circa 70.000.

Da Enel.it la notizia qui…

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Arrivano i Certificati energetici decennali

León, Mirador de Babia, Riolago (Castilla y León)

Arrivano i certificati energetici a tempo, che avranno la validità di 10 anni ; il decreto entrerà in vigore nelle prosisme settimane con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale (segue dpr 2/4/2009 n. 59).

Il decreto stabiisce i requisiti energetici minimi per i nuovi building in costruzione e per le attività di ristrutturazione di quelli che sono già esistenti. Saranno interessati la maggiorparte degli edifici: residenziale, edifici adibiti ad uffiico, edifici pubblici e sanitari, ecc. Non rientrano invece i garage, le autorimesse, le cantine, depositi, strutture stagionali a protezione di impianti sportivi, parcheggi multipiano.

Ci sarà poi l’obbligatorietà di allegare il libretto di impianto o di centrale,all’attestato di certificazione energetica (in originale o in copia). Come già detto il certificato avrà validità decennale, tuttavia ci sarà obbligatorietà di aggiornamento dell’attestato nel caso in cui si eseguano lavori che migliorano del 25% le perfomance energetiche.

Il decreto parla poi anche del coordinamento fra le disposizioni nazionali e quelle regionali; questo è un apsetto molto rilevante in quanto in questi anni regioni e province hanno comunque emanato delle guidelines in tema di certificazione energetica. Pertanto si procederà anche alla costituzione di una sorta di comitato di coordinamento aperto ai vari esponenti di regioni, province e comuni, al fine di attivare tutta una serie di attività di panificazione e controllo della normativa. Il decreto contiene poi le metodologie di calcolo per misurare le prestazioni energetiche degli impianti.

Da B2corporate.com la notizia qui…

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Il sole catturato dal deserto nei piani di Germania e Italia

Follow The Lines

Impianti in Africa per l’energia da importare in Europa. Grazie agli incentivi del governo tedesco la quota delle energie rinnovabili ha raggiunto il 14%. Nel nostro Paese i sussidi più alti nell’area Ue

BERLINO — Sembreranno file in­finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co­me lo sono i pannelli solari. Si chia­ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Mo­naco. L’idea è del gigante assicurati­vo Munich Re, che ha messo insie­me un gruppo di imprese per realiz­zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen­te potrebbe essere approvvigiona­to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre­se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria.

Non risolverà il pro­blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven­tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me­rkel — incentivano lo sviluppo del­le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi­vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am­biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri­ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi­nari.

Da Corriere.it la notizia qui…

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Obama, avanti sul clima Sì della Camera alla legge

Ocean Circulation Conveyor Belt. The ocean pla...

Image via Wikipedia

Approvata con 219 sì e 212 no la “Climate change bill” che impone all’industria importanti tagli alle emissioni di gas inquinanti. Il presidente: “Provvedimento coraggioso e necessario”

WASHINGTON – Obama va avanti sulla sua politica “verde”. La Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato nella notte italiana (219 voti favorevoli e 212 contrari) la nuova legge sul clima (”Climate change bill”) che pone severi limiti alle emissioni di gas inquinanti. La legge, che deve ancora essere approvata dal Senato, è considerata dalla amministrazione una delle maggiori priorità della agenda del presidente americano. Il presidente ha fatto subito conoscere la sua soddisfazione: “Un passo coraggioso e necessario” ha detto aggiungendo la sua speranza che anche dal Senato arrivi presto un “sì”.

La legge impone alle compagnie americane – incluse le raffinerie e le centrali di energia – di ridurre le emissioni di gas inquinanti (associate al mutamento del clima) di una percentuale del 17 per cento entro il 2020 e dell’83 per cento entro il 2050, prendendo come punto di riferimento i livelli del 2005.

Da Repubblica.it la notizia qui…

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Dal 1 luglio obbligatoria la certificazione energetica degli edifici

That's what I call "cool glasses"! (...

Image by Ric e Ette via Flickr

Entra in vigore per tutti gli immobili la certificazione delle prestazioni energetiche, a carico del costruttore o del venditore. Previste sanzioni pecuniarie per chi contravviene all’obbligo

Il 1 luglio 2009 entra in vigore l’obbligo di certificazione energetica per gli edifici. Fino all’entrata in vigore delle linee guida nazionali, nelle regioni che non hanno legiferato in materia (Veneto, Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna e Sicilia), le prestazioni energetiche di un immobile (in sintesi, l’indicazione di quanta energia “consuma” un edificio) saranno determinate dal cosiddetto attestato di qualificazione energetica (Aqe), un documento transitorio introdotto dal D.Lgs. 311/2006 che viene redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori.

Per le altre regioni, invece, fa fede l’attestato di certificazione energetica (Ace), redatto da un certificatore in possesso dei requisiti

Da Eco dalle città la notizia qui…

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Certificazione energetica degli edifici, un altro bluff colossale

Marseille 2005 edifici

Image by Zilindreen via Flickr

Certo questo Paese, inteso come Italia, è davvero ben strano. Prendiamo per esempio la storia della certificazione energetica degli edifici. E’ un fatto che non sono state emanate le Linee Guida che la concernono (ma la legge entrerà definitivamente in vigore per tutti gli immobili dal 1° luglio 2009).

In assenza delle medesime linee guida i notai saranno costretti a rogitare richiedendo soltanto l’AQE (attestato qualificazione energetica), anziché l’attestato di certificazione energetica (ACE) come dovrebbero per legge. E fin qui passi. Passi anche che non è più obbligatorio allegare all’atto di compravendita di un immobile l’ACE (circostanza che rende privo di significato l’adempimento stesso, che non dovrebbe consistere in un mero pezzo di carta, ma dovrebbe invece rappresentare il punto di svolta a favore di una maggiore attenzione verso il risparmio energetico). Passino pure tutti questi “inopportuni” ridimensionamenti della norma, sui quali peraltro. Tuttavia ciò che appare ed è sommamente incomprensibile è che, mentre la mancata emanazione delle Linee Guida in materia di certificazione energetica si dice sia da imputare al disaccordo sorto in sede di Conferenza Stato e Regioni, queste ultime si stiano muovendo in ordine sparso, ciascuna per proprio conto.

Alcune legiferando, altre indirizzando, altre ancora astenendosi del tutto dal prendere in considerazione la materia, con la inevitabile conseguenza che risulterà impossibile giungere a una normativa omogenea almeno quanto ai principi informatori. E’ facile immaginare a quali disparità e incongruenze darà luogo a livello locale la caotica situazione che si va delineando. Per quanto è dato sapere (è infatti tutt’altro che agevole muoversi tra le “pandette“ regionali, online poi non ne parliamo!) finora sono otto le Regioni che hanno emanato disposizioni in materia:

1. Emilia Romagna (Delib. Ass. Legisl. 4 marzo 2008, n. 156, B.U.) Emilia-Romagna 25 marzo 2008, n. 47);
2. Friuli-Venezia Giulia (L.R. 23-2-2007 n. 5, B.U. 28 febbraio 2007, n. 9);
3. Lazio (L.R. 27-5-2008 n. 6, B.U. 7 giugno 2008, n. 21);
4. Liguria: (L.R. 29 maggio 2007, n. 22, B.U.: 28 novembre 2007, n. 19, parte prima e sgg modifiche);
5. Piemonte (L.R. 28 maggio 2007, n. 13, B.U. Piemonte 31 maggio 2007, n. 22);
6. Puglia (L.R. 10-6-2008 n. 13, B.U. 13 giugno 2008, n. 93),
7. Valle d’Aosta (Legge regionale 18 aprile 2008, n. 21, B.U. 8 luglio 2008, n. 28);
8. Lombardia (Delibera Giunta regionale del 22 dicembre 2008 n. 8745).

Naturalmente non è questa la sede più adeguata per entrare nel dettaglio delle normative dettate Regione per Regione, per metterne in rilievo congruenze e (dio non voglia!) eventuali incongruenze. Vorrei invece qui limitarmi molto più modestamente e pedissequamente a passare in rassegna in rassegna i siti web delle singole Regioni per vedere cosa trova chi in quella Regione sta cercando di capire come dovrà comportarsi se, per esempio, sta vendendo casa.

Da Energymanager.net la notizia qui…

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Bike Mi: A presto la geolocalizzazione su I Phone

My current iPhone 'desktop'

Ammetto di subire la fascinazione per l’iPhone, non tanto per il telefono, quanto per le sue infinite applicazioni.Ce ne sono un’infinità, gratuite o a pagamento. Su Melablog potete dare un occhio alle applicazioni più scaricate nel 2008. Alcune, assolutamente inutili; la mia preferita e Pocket Guitar che permette di suonare le corde di una chitarra virtuale. Altre invece rivoluzioneranno le nostre abitudini; ricordo a tal proposito di aver letto (su Panorama First) di un’applicazione che tramite la lettura del codice a barre permette di confrontare i prezzi al supermercato.

Questo per dirvi che a Barcellona il servizio di bike sharing ha reso disponibile un’applicazione gratuita per iPhone per sapere se in una determinata stazione ci sono disponibili stalli e biciclette. Inutile dilungarmi sulla sua utilità, almeno per chi possiede il famoso Smartphone. Un nostro lettore, Puck74, ci ha segnalato lo scambio di mail avuto con la Clear Channel, la stessa società che gestisce Bike Mi e il bike sharing anche a Barcellona.

La multinazionale ha confermato, su invito del nostro utente, che sono in corso di valutazione “soluzioni per visualizzare la rete BikeMi tramite iphone”. Per maggiori informazioni su questo servizio si può visitare il sito relativo al progetto internazionale Smartbike. A tutti gli iphoner non resta che aspettare.

Da 02Blog.it la notizia qui…

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Milano: Viaggi, catering e consulenze le spese folli dei manager Zincar

Pantalone year 1550

Image via Wikipedia

I revisori della Price-Waterhouse Coopers presentano in commissione Bilancio, a Palazzo Marino le loro conclusione sulla gestione della società. E spiegano come sia stato possibile accumulare milioni di debiti

Sembra la parodia della pubblicità. Per tutto il resto c’è… Zincar. Trasferte in Grecia con tanto di interpreti al seguito? Oltre 5mila euro. Un contributo al Museo del paesaggio del maestro Ferraguti a Verbania Pallanza? Ventimila euro. Un pranzo con la delegazione bulgara? Altri 1.600 euro (ai delegati della Rhur Grenoble è andata peggio, con una ricevuta da soli 600 euro). Tanto, a nota spese, paga Pantalone. Ecco come, in pochi anni, una società all’avanguardia è diventato un pozzo senza fondo di debiti.

Da Repubblica.it la notizia qui…

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Roma. Bike sharing: se il malcostume fa sfigurare Roma nel confronto con altre capitali europee

Roma Bike Sharing

Roma non è città facile per chi ami le due ruote, ma che il successo faticosamente conquistato dal servizio di bike-sharing potesse essere annullato dai furti anziché dalla poca voglia di pedalare in salita, pochi se lo sarebbero aspettato.

Sulla Cronaca di Roma del Corriere della Sera, si riporta oggi la notizia che ben 50 delle 200 biciclette gestite dal nuovo servizio pubblico di noleggio (il cosiddetto bike-sharing, appunto) sono già state rubate.

E quel “già” è significativo, perché le nuove biciclette verdi – il servizio era passato alla gestione della società di trasporti pubblici Atac dopo un esperimento con le biciclette rosse della spagnola Cemusa – erano parcheggiate negli stalli da soli ventitrè giorni. Dunque sono sparite quasi due bici al giorno.

Da Corriere.it la notizia qui…

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Milano. Bike sharing: Da venerdì altre 8 stazioni per le bici gialle

bikeMi

Sono localizzate in S. Maria del Carmine – Cusani, Mentana, Paleocapa – Cadorna, Arco della Pace, Arco della Pace – Pagano, Mascagni – Conservatorio, Gioia – Sassetti e Gioia – Pirelli.

Milano, 25 giugno 2009 – Da venerdì 26 giugno, entreranno in funzione 8 nuove stazioni del bike sharing per un totale di 90 punti in città e 1.200 bici a disposizione. Le nuove stazioni sono localizzate in S. Maria del Carmine – Cusani, Mentana, Paleocapa – Cadorna, Arco della Pace, Arco della Pace – Pagano, Mascagni – Conservatorio, Gioia – Sassetti e Gioia – Pirelli.

“Bikemi è in continua crescita – ha detto l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente Edoardo Croci -. Con l’apertura delle nuove stazioni vogliamo offrire un servizio sempre più capillare e distribuito sul territorio. In particolare, con le due nuove stazioni all’Arco della Pace, un’altra zona della movida milanese sarà servita da Bikemi. I giovani potranno così raggiungere i luoghi del divertimento in modo sostenibile”.

Il servizio avviato lo scorso dicembre e accolto con successo dai milanesi e city users sta dando risultati positivi: sono 9.800 gli abbonamenti annuali sottoscritti, 4.650 i giornalieri e 910 i settimanali (questi ultimi due disponibili dal 1° aprile scorso). Le biciclette prelevate sono in tutto 270.000.

Da Comune di Milano la notizia qui…

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L’ORTO BIO CONQUISTA L’AMERICA Tutti pazzi per l’orto della Casa Bianca

Shahela and Obama

E’ bastato vedere Barack, Michelle e figliolette alle prese con le zappe per scatenare negli Stati Uniti la corsa ai semi di ortaggi.

Wal Mart – la catena di ipermercati più diffusa in America – registra rispetto all’anno scorso un incremento delle vendite pari al 30%, mentre i negozi specializzati in sementi arrivano anche al +75% (vedi articolo su La Nuova Ecologia).

Oramai tutti sanno che la famiglia Obama ha conquistato gli Stati Uniti (e forse un po’ tutti noi). E potevamo quindi immaginare l’inevitabile influenza del loro stile di vita sui comportamenti quotidiani degli statunitensi. Del resto, cosa simile era già accaduta ai tempi di Roosvelt, quando l’allora first lady Eleanor aveva lanciato la moda del “Victory Garden”: frutta e verdure fai-da-te avevano raggiunto un grado di diffusione talmente elevato da contribuire al 40% della produzione nazionale.

Da My Ecologia la notizia qui…

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Certificati Verdi, le associazioni chiedono al Governo la modifica del Ddl 1441-ter-B

particolare delle bandiere di Palazzo Chigi, s...

Image via Wikipedia

Le Associazioni aderenti al Comitato di Indirizzo hanno richiesto al Governo la modifica del Ddl 1441–ter–B, in discussione al Parlamento, in modo da evitare danni alla finanziabilità dei progetti di fonti rinnovabili.

Le Associazioni ANEV, ASSOLTERM, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB e LEGAMBIENTE, aderenti al Comitato di Indirizzo, hanno richiesto al Governo la modifica del Ddl 1441–ter–B (vedi emendamenti in allegato), in discussione al Parlamento, finalizzata al miglioramento della parte del suddetto Ddl che si rivolge al meccanismo dei Certificati Verdi per la promozione delle fonti rinnovabili.

La modifica dell’attuale sistema di incentivazione dei Certificati Verdi, come contenuta nel provvedimento AC 1441-ter-B, al comma 16 e 17 dell’articolo 27, rischia di causare gravi ripercussioni sul sistema di crescita delle fonti rinnovabili.

Pur condividendo l’obiettivo di aumentare la base imponibile dell’obbligo per i produttori da fonte fossile, le suddette Associazioni ritengono che la norma, così redatta, per alcuni meccanismi tecnici connessi al funzionamento del sistema dei Certificati Verdi, possa recare danni alla finanziabilità dei nuovi progetti e, ancor più gravemente, influire sui flussi economici degli impianti già finanziati.

Da Kyoto club la notizia qui…

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