Toni Servillo: io l’ho fatto, ho firmato i referendum RomaSìMuove, invito tutti a farlo


ROMA SI MUOVE

8 REFERENDUM PER
VIVERE MEGLIO A ROMA

Perché i Referendum?

Per migliorare la qualità della vita di chi ci vive, Roma ha bisogno di rivoluzionare le politiche dei trasporti, dei rifiuti, dell’urbanistica, dei diritti e dei servizi alla persona.

Se venissero adottate misure coraggiose eviteremmo 2.000 morti causati ogni anno da traffico e smog e le continue emergenze discariche, avremmo più verde e risparmieremmo soldi per ridurre le tasse e investire in servizi e infrastrutture. Purtroppo la politica romana è stata incapace di queste scelte.

I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro e indicare la strada a chiunque sarà il prossimo sindaco.

Le firme e il voto.

Abbiamo tre mesi di tempo per raccogliere 50 mila firme. Il voto sui referendum si terrà nei primi 6 mesi del 2013. Se almeno il 30% dei romani andrà a votare e vinceranno i Sì, i referendum avranno il valore di un preciso indirizzo per il prossimo Sindaco.

Da Romasimuove.it   la notizia qui…

Annunci

Trenitalia: alta velocità, addio a prima e seconda classe


Frecciarossa at Napoli Centrale

Image by jonworth-eu via Flickr

L’offerta di Trenitalia, per quel che riguarda il servizio di trasporto ad alta velocità, si prepara a dire addio alla prima ed alla seconda classe.

Nella giornata di ieri, infatti, l’amministratore delegato Moretti ha reso noto che l’offerta AV nel corso del 2010 sarà rimodulata in funzione di quattro nuove classi di servizio, da quella base, la prima, alla quarta che è stata definita come “un’offerta tra le migliori al mondo“. L’annuncio della soppressione della prima e della seconda classe sul Frecciarossa è arrivata tra l’altro in concomitanza con la notizia della stipula di un accordo FS – Telecom Italia per introdurre sulle tratte e sui convogli AV il Wi-Fi.

Da Vostrisoldi   la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Clima, 7,2 miliardi di euro ai Paesi poveri


TOYAKO-ONSEN, HOKKAIDO, JAPAN. During a meetin...

Image via Wikipedia

BOZZA DI ACCORDO. Berlusconi: «600 milioni dall’Italia». L’obiettivo dell’Onu: «Contenere l’aumento della temperatura tra 1,5 e 2°».

COPENAGHEN – I capi di Stato e di governo dell’Ue si sono accordati per dare 7,2 miliardi di euro ai Paesi poveri per il triennio 2010-2012 (2,4 mld all’anno): il cosiddetto fondo «fast start» aiuterà i Paesi in via di sviluppo a dotarsi di tecnologie pulite per frenare il surriscaldamento del pianeta ma dovrebbe facilitare anche il raggiungimento dell’accordo al summit internazionale di Copenaghen. L’Italia darà 200 milioni di euro, un contributo definito «generoso» dal premier Silvio Berlusconi; ma hanno dato contributi anche quei Paesi – come la Lettonia, la Bulgaria, l’Ungheria e la Grecia- che si trovano in una situazione economica molto delicata.

OLTRE LE ASPETTATIVE – I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno così superato le aspettative della stessa Commissione Europea. «È di più di quel che ci attendevamo», ha detto il presidente della Commissione, Manuel Barroso. E Ivo de Boer, il capo negoziatore delle Nazioni Unite sul clima, ha definito lo stanziamento «un grande incoraggiamento» ai colloqui in corso a Copenaghen. Le organizzazioni internazionali non governative mettono però in guardia: i fondi, dicono da più parti, devono essere aggiuntivi all’impegno di portare l’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) allo 0,7% del Pil entro il 2015.

L’ONU – Intanto al vertice nella capitale danese, è sceso in campo l’Onu con una prima bozza ufficiale: un’ipotesi di compromesso, redatta dalla presidenza Onu.

Da Corriere.it la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Politiche energetiche Ue, più colletti verdi a patto di centrare il 2020


Urbine raising062p

Image via Wikipedia

Lo studio Employ-RES della Commissione europea vede all’orizzonte 2,8 milioni di possibili posti di lavoro nelle rinnovabili

L’Europa deve spendere di più, per assumere i colletti verdi dei nuovi impieghi legati alle rinnovabili. Secondo un recente studio (Employ-RES) pubblicato dalla Commissione europea, ci sono all’orizzonte 2,8 milioni di posti di lavoro grazie alle fonti alternative, con un aumento della ricchezza pari a 129 miliardi di euro, l’uno per cento del Pil comunitario. A patto di centrare l’obiettivo del vecchio continente per il 2020: soddisfare il 20% del consumo finale di energia con le rinnovabili, come parte delle misure contro i cambiamenti climatici e la riduzione dei gas serra.

I benefici ambientali, come ha ricordato in una nota il commissario europeo all’Energia, Andris Piebalgs, vanno a braccetto con quelli economici, anche considerando i nuovi occupati al netto dei lavoratori persi in altri settori energetici tradizionali. In quest’ultimo caso, infatti, i colletti verdi in più saranno circa 410mila, con una crescita della ricchezza pari allo 0,24% del Pil europeo. Nel 2005, le rinnovabili impiegavano già quasi un milione e mezzo di persone, generando un valore aggiunto di 58 miliardi di euro.

Da Energia24club la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]

Elezioni 2009 – Parla il Partito pirata italiano: “Felici per la Svezia, qui ci vorrà più tempo”


festa dei pirati

La loro baia è stata attaccata, loro si sono vendicati con un arrembaggio al galeone del parlamento europeo. Il “Partito pirata” è riuscito a strappare un seggio grazie al sorprendente 7% guadagnato in Svezia. Eppure gli svedesi non sono gli unici “hacktivist” (hacker attivisti) che hanno deciso di buttarsi in politica: in tutta Europa è nata una “Internazionale” dei pirati.

E anche in Italia c’è un loro “covo” il loro segretario si chiama Alessandro Bottoni. Nei video in cui appare in barba bianca e giubba rossa non ha l’aspetto minaccioso di un corsaro ma quello di un tranquillo consulente informatico di mezza età. Si è candidato come indipendente con Sinistra e Libertà, nella circoscrizione nord-est.

Com’è andata?
Come ci aspettavamo, niente di eclatante. Ma è una battaglia che andava fatta, andrà meglio la prossima volta

Contento per il risultato dei “pirati” svedesi?
Sì, eccome. Dimostra la differenza di sensibilità sui temi della cultura digitale, del copyright, della privacy e dell’uso di internet tra i paesi nordici e quelli del sud

Da Panorama.it la notizia qui…

Reblog this post [with Zemanta]