Terremoti, rischio sismico in aumento a Fukushima


A seguito del devastante terremoto di magnitudo 9 che ha colpito il Giappone l’11 marzo del 2011, il rischio sismico nell’area della centrale di Fukushima sarebbe aumentato.

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A dirlo è un recente studio condotto dai ricercatori della European Geosciences Union (EGU), pubblicato sulla rivista scientifica online Solid Earth. Gli autori hanno analizzato i dati di oltre 6 mila terremoti, scoprendo che quello dell’11 marzo ha aperto una faglia sismica vicino alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

I geologi chiedono pertanto alle autorità giapponesi di rafforzare le misure di sicurezza dell’impianto, in modo che possa resistere a nuove scosse, anche molto intense, che potrebbero interessare l’area.

Da Ecoblog.it   la notizia qui…

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Eolico – Antartide, al via test per turbine con venti a oltre 200 km/h


Antarctic postal services.

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Hanno raggiunto la piena operatività le turbine eoliche realizzate in Antartide a Crater Hill – sull’isola di Ross – dalla società neozelandese Meridian Energy.

Si tratta di tre turbine Enercon E33 dell’altezza di 37 metri e con una potenza di 333 kW ciascuna, la cui produzione elettrica dovrebbe consentire di ridurre dell’11 per cento (pari a 463mila litri all’anno) il consumo di combustibile diesel nella base neozelandese di Scott e in quella americana di McMurdo.

Secondo la Meridian Energy ognuna delle turbine è in grado di resistere ai venti fino a 205 chilometri orari grazie ad una particolare fondazione circolare prefabbricata, realizzata con otto blocchi di cemento armato di 13 tonnellate.

Sopra questa fondazione a otto bracci è ancorata una base in acciaio su cui è fissata la torre eolica. Al di là dell’energia fornita le tre turbine hanno peraltro una notevole importanza per l’esperienza che consentiranno di acquisire in un ambiente estremamente severo per rigidità del clima forza dei venti.

Da Zeroemissiontv la notizia qui…

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Stati Uniti: IDROGENO? MEGLIO LE IBRIDE PLUG-IN


Steven Chu (nella foto) non crede al futuro delle auto a idrogeno. Il neo segretario americano all’Energia, nonché premio Nobel per la Fisica, ha appena ricordato alla rivista “Science” che gli Stati Uniti, intenzionati a divenire il Paese leader in tema di lotta ai cambiamenti climatici, intendono abbattere le emissioni di carbonio dell’80% (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2050.

Un obiettivo certo non facile da raggiungere e che, appunto per questo, si dovrebbe cercare di conseguire nel modo più realistico possibile. Per farlo, a suo parere, è il caso di puntare sulle auto ibride plug-in, ossia ricaricabili alle comuni prese elettriche, lasciando perdere quelle a idrogeno.

Da Quattroruote la notizia qui…

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Disney pianterà due milioni e settecentomila alberi


Mickey Mouse

LOS ANGELES – Grazie all’aiuto del pubblico la Disney pianterà due milioni e settecentomila alberi per combattere il riscaldamento globale. La casa di produzione aveva infatti promesso di piantare un albero per ogni biglietto venduto al botteghino durante la prima settimana di uscita del film Earth.

Da La Stampa la notizia qui…

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Già 488 città di 74 paesi per l’Earth Hour


S103-E-5037 (21 December 1999)--- Astronauts a...

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Obiettivo è di arrivare a 1.000

ROMA – La mobilitazione planetaria per agire contro i cambiamenti climatici lanciata dal Wwf in occasione dell’anniversario del Protocollo di Kyoto, continua a raccogliere adesioni. Mancano infatti 40 giorni, ma per l’Earth Hour – l’Ora della Terra, il 28 marzo alle ore 20,30, è già certo che si spegneranno 488 città di 74 paesi in tutto il mondo.

L’obiettivo di quest’anno è coinvolgere nell’evento almeno 1 miliardo di persone e 1.000 città. Il numero delle adesioni cresce di ora in ora insieme alla certezza che il semplice gesto di spegnere le luci accomunerà singoli cittadini, comunità, città grandi e piccole, aziende, istituzioni in una gigantesca ola planetaria. [continua…]

Da La Stampa la notizia qui…

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Ambiente – CLIMA – La bufala del ghiaccio in ripresa ricercatore costretto a smentire


The geographic distribution of surface warming...

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La notizia era stata lanciata dai negazionisti, ma lo studioso tirato in ballo nega: “Quelli artici rispetto al 1979 sono diminuiti di un milione di km quadrati”
ROMA – Guelfi e ghibellini, Coppi contro Bartali, Mazzola contro Rivera. In Italia, è stato ripetuto spesso, si finisce sempre per dividersi in due partiti. Quando si parla di riscaldamento globale il problema travalica però i confini nazionali e lo stesso atteggiamento di sterile contrapposizione investe tutto il mondo. Da una parte chi è persuaso che il Pianeta si stia rapidamente riscaldando per colpa delle attività industriali umane, dall’altra i negazionisti.

Due fazioni non esattamente simmetriche visto che della prima fa parte la crema della ricerca internazionale sul clima e si esprime attraverso studi posti al vaglio della comunità scientifica. Nella seconda ci sono invece pochi ricercatori outsider e molti polemisti di professione. Ma c’è anche una fazione più catastrofista del primo partito sempre pronta a interpretare qualsiasi segnale, per quanto ambiguo, a proprio sostegno e a duellare su questo terreno con i rivali negazionisti. [continua…]

Da Repubblica.it la notizia qui…

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