#salvaiciclisti in itinere: proposta a Mario Monti


Italiano: Mario Monti

Italiano: Mario Monti (Photo credit: Wikipedia)

Riceviamo e pubblichiamo volentieri da #Salvaiciclisti:

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,

Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.

Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.

Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.

La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.

Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.

Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.

Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,

cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente

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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.

Da Salvaiciclisti.it   la notizia qui…

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Roma Criminale: La città che uccide chi va in bici


La Bicicletta

Image by Montanaro Maurizio™ via Flickr

Siamo arrivati a questo. Ad un dato di fatto, crudele e cruciale: Prendere la bicicletta a Roma significa tentare il suicidio. E’ così. Dati alla mano sempre più atroci e non ascoltati, inutili tavoli, infinite, vane polemiche.

La cosa più interessante è notare (come fa qualcuno che ha ancora capacità di analisi lucida) è che i ciclisti a Roma sembrano aumentare. Come kamikaze, che non si arrendono, anzi rilanciano. Ad ogni età. Contro tutto e tutti.

Perché? Forse perché non abbiamo nulla da perdere, o forse perché non vogliamo uccidere due volte le tante vittime, veri e propri martiri che cadono ogni giorno in questa sporca strage. Se resteremo, come restiamo, in sella, ed aumentiamo, la città dovrà cambiare. L’ipocrita politica dovrà adeguarsi, l’ignobile filosofia cittadina che osteggia con incompensibile rancore chi pedala dovrà ricredersi, ammettere le ragioni e la verità di un sistema che ovunque nel mondo rappresenta il miglior modo di muoversi in una zona di concentrazione demografica.

Tutto questo certo non consola, né conforta chi piange giustamente i tanti sacrificati di tale guerra insensata. Eppure questa è la situazione. Siamo tutti coinvolti, nessuno (nemmeno i pedoni) creda di potersi chiamare fuori, dipende da tutti dimostrare che morire di traffico, non è un male incurabile.

Da 06blog la notizia qui…

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Bike sharing Milano: arriva l’abbonamento annuale agevolato


Bikemi Duomo
Image by Goldmund100 via Flickr

A Milano l’abbonamento annuale a “BikeMi“, il servizio di bike sharing, costa 36 euro, ma è possibile sottoscriverlo con uno sconto del 30%, ovverosia a soli 25 euro, se si possiede contestualmente un abbonamento annuale ATM al trasporto pubblico.

L’agevolazione è attiva dallo scorso mese di settembre e va chiaramente a premiare chi vuole sia rispettare l’ambiente preferendo i mezzi pubblici all’auto privata, sia evitare lunghe file ai semafori ed ingorghi stradali. Lo sconto di 11 euro, una volta acquistato l’abbonamento a prezzo pieno, viene poi riaccreditato sulla carta di credito.

Da Vostrisoldi la notizia qui…

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Incentivi per bici e motorini elettrici


bici gialla

Image by chaz77 via Flickr

200 Euro di incentivo a comprare una bici, senza doverne rottamare una, pari al 30% del prezzo di listino. Per le bici a pedalata assistita si arriva fino a massimo di 450 euro.

Sono stati annunciati 13 milioni di Euro, di cui la maggior parte dedicate ai mezzi a propulsione umana ed una parte minore ai veicoli elettrici. Si aspetta conferma per venerdì 18 a Milano, all’inaugurazione del salone del ciclo Eicma 2009 con l’intervento del ministro Prestigiacomo.

Rispetto ai 700 Euro dell’anno scorso, l’incentivo per comprare una bicicletta e’ diminuito e questo favorirà l’acquisto di bici di fascia più bassa, disponibili per un maggior numero di persone.

Da Ecowiki la notizia qui…

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Incentivi alle biciclette, il Governo stanzia altri 10 milioni


MILAN, ITALY - MARCH 21:  Lance Armstrong surr...
Image by Getty Images via Daylife

L’iniziativa degli incentivi alle biciclette sarà riproposta e rifinanziata con un fondo di circa 10 milioni di euro.

Lo ha comunicato oggi la responsabile del dicastero dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, la quale ha anche assicurato che «tutte le richieste per gli incentivi delle biciclette già pervenute» verranno evase. «L’iniziativa – ha detto Prestigiacomo – ha avuto un successo straordinario e va quindi promossa e implementata. Dando corso a tutte le istanze già presentate – ha affermato il ministro – saranno circa 60 mila gli acquirenti che fruiranno degli incentivi. Con il nuovo stanziamento ci aspettiamo di raddoppiarne il numero».

Gli incentivi sono in vigore anche per i ciclomotori dietro la rottamazione di un vecchio mezzo e ne acquista uno “ecologico”. I termini e le modalità per la presentazione delle nuove domande – riferisce il ministero – saranno comunicati nei prossimi giorni.

Dal Sole24ore.it la notizia qui…

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“Incentivi per le bici: è boom dopo la prima settimana.” – CRESCE IL MALUMORE DEI NEGOZIANTI


Ladri di biciclette?

Riceviamo e pubblichiamo da Segreteria Bicigroup un comunicato di aggiornamento circa i problemi e le difficoltà di accesso al bonus degli ecoincentivi da parte dei negozianti e rivenditori, che stanno bloccando le vendite delle biciclette verificatesi questi ultimi giorni…

CRESCE IL MALUMORE DEI NEGOZIANTI

Cresce di ora in ora il disappunto, misto a rabbia, dei rivenditori di biciclette, dopo il blocco, in atto ormai da alcuni giorni, del sito internet che dovrebbe consentire loro lo svolgimento delle pratiche necessarie a ottenere i cosiddetti ecoincentivi.

Si tratta di un fondo di 8.750.000 euro, reso operativo dal Ministero dell’Ambiente a partire dal 22 aprile scorso, da erogare nel corso del 2009 ai cittadini che decideranno di acquistare una nuova bicicletta comprese le bici elettriche a pedalata assistita, senza obbligo di rottamazione.

Dopo una partenza alla grande, a quanto pare senza problemi di connessione e con tempi di inserimento pratiche piuttosto rapidi, all’improvviso la doccia fredda: il sistema è andato letteralmente “in tilt”, completamente bloccato da quasi una settimana, rendendo impossibile quindi procedere con le vendite.

Una situazione al limite dell’assurdo, protestano i rivenditori, che rischia di vanificare l’accordo firmato tra il Ministero dell’Ambiente e Confindustria Ancma per la diffusione di veicoli a basso impatto ambientale e che consente all’utente di risparmiare fino a 700 euro sull’acquisto di biciclette, ciclomotori e veicoli elettrici, grazie allo sconto del 30%.

”E’ andato tutto bene fino al 6 maggio scorso – afferma Franco Scattolon, rivenditore socio Bicigroup – fino a quando non hanno introdotto nell’elenco anche i marchi stranieri. Il sistema informatico utilizzato secondo me è modesto, estremamente lento, basti pensare che da giovedì scorso non sono più riuscito ad inserire una pratica. Stiamo subendo un grave danno, ho diverse bici già vendute ma non posso consegnarle al cliente finché la pratica è bloccata”.[…]

Da Segreteria Bicigroup#commento: Incentivi per le bici: è boom dopo la prima settimana. Stentano gli aiuti per i motorini

Vedi anche: INCENTIVI PER LE BICI: CRESCE IL MALUMORE DEI NEGOZIANTI

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Ancora bici: mortalità e boom di vendite


via Flickr”]proud to be what we are - delle persone che us...

Mentre come racconta il “sole24ore” grazie agli incentivi c’è un boom di vendite di biciclette (segnalazione dal blog Deamaltea), si discute sui dati sulla mortalità in bici di cui davo conto in un post precedente. Segnalo il bel articolo “Noi, kamikaze della bicicletta sui marciapiedi per protesta” di Maria Laura Rodotà sul Corriere di oggi (una sorta di manifesto del ciclista urbano che incollo qui sotto) e la replica di Edoardo Galatola che, per FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), si occupa dei temi della sicurezza stradale.

Io la penso più o meno così.
Sicuramente in Italia ci saranno ciclisti imprudenti. Ma non è questo il punto.

Ce ne saranno anche all’estero, eppure lì il numero di ciclisti morti è molto più basso. La differenza è che all’estero gli interventi per favorire la mobilità ciclabile (non solo piste cilabili) sono molto più diffusi ed anche i controlli.

Alcuni numeri di esempio: attualmente a Milano i km di piste ciclabili sono 74, contro i 390 di Copenaghen, i 740 di Monaco di Baviera, i 1.000 di Vienna, i 730 di Stoccolma e potrei proseguire.

Ricordo che

  1. il traffico delle auto è la principale causa di inquinamento nelle nostre città e che l’inquinamento produce asme e tumori;
  2. la bicicletta rappresenta la principale alternativa all’auto negli spostamenti in città su distanze medio-brevi;
  3. quindi l’uso della bicicletta andrebbe incentivato, a partire innanzitutto dal garantire una maggiore sicurezza.

Da Briciole caotiche la notizia qui…

Documenti/riferimenti: COMUNICATO STAMPA – ANDARE IN BICI OGGI E’ PIU’ SICURO DI 5 ANNI FA.pdf *

*Alcune considerazioni su quanto apparso sugli organi di stampa – Edoardo Galatola, Responsabile Sicurezza FIAB (348.2269002)

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