Toni Servillo: io l’ho fatto, ho firmato i referendum RomaSìMuove, invito tutti a farlo


ROMA SI MUOVE

8 REFERENDUM PER
VIVERE MEGLIO A ROMA

Perché i Referendum?

Per migliorare la qualità della vita di chi ci vive, Roma ha bisogno di rivoluzionare le politiche dei trasporti, dei rifiuti, dell’urbanistica, dei diritti e dei servizi alla persona.

Se venissero adottate misure coraggiose eviteremmo 2.000 morti causati ogni anno da traffico e smog e le continue emergenze discariche, avremmo più verde e risparmieremmo soldi per ridurre le tasse e investire in servizi e infrastrutture. Purtroppo la politica romana è stata incapace di queste scelte.

I referendum sono l’unico modo per ridare ai cittadini il diritto di scegliere il loro futuro e indicare la strada a chiunque sarà il prossimo sindaco.

Le firme e il voto.

Abbiamo tre mesi di tempo per raccogliere 50 mila firme. Il voto sui referendum si terrà nei primi 6 mesi del 2013. Se almeno il 30% dei romani andrà a votare e vinceranno i Sì, i referendum avranno il valore di un preciso indirizzo per il prossimo Sindaco.

Da Romasimuove.it   la notizia qui…

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MOBILITA’ – Da Londra a Singapore ecco dove si paga per entrare con l’auto in centro


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Image via Wikipedia

Nella capitale inglese più di 11 euro a ingresso, ma i soldi per legge devono finanziare il trasporto pubblico.

La madre di tutti gli Ecopass? Non è Londra dove per entrare in centro con l’auto bisogna sborsare 10 sterline (11 euro e 40 cent), ma Singapore: la città stato asiatica è stata la prima, nella metà degli anni 70, a introdurre un sistema di pedaggio urbano per tutti i veicoli in transito in alcune zone presidiate da varchi. Un esperimento che ha fatto scuola, seppure a latitudini ben diverse: circa dieci anni dopo, in Norvegia, le amministrazioni di Bergen e Oslo varano zone a pagamento per finanziare nuove linee di trasporto pubblico.

Caselli simili a quelli autostradali spuntano in città. Per gli automobilisti è l’inizio di una nuova era, quella del «road pricing»: l’ennesimo balzello per i critici, mentre per i sostenitori è una misura indispensabile per alleggerire il traffico e al tempo stesso per potenziare il trasporto pubblico locale.

A Londra la «congestion charging» è nata nel 2003 su impulso dell’allora sindaco Ken Livingstone. Per realizzare il progetto, fra telecamere, software e campagne informative, sono state spese 161 milioni di sterline (al cambio 183 milioni di euro) a cui vanno ad aggiungersi oltre 100 milioni l’anno per gestione ordinaria, ma gli incassi restano superiori agli investimenti: solo lo scorso anno introiti per 173,5 milioni, soldi che per legge devono essere reinvestiti nel trasporto pubblico locale. Nonostante la decisione del primo cittadino Boris Johnson di rimuovere la parte ovest dell’area a pedaggio.

Le tariffe della capitale inglese sono elevate: ogni accesso costa 10 sterline, che diventano 12 in caso di pagamento posticipato entro la mezzanotte. A pagare sono tutte le automobili e i mezzi commerciali, tranne quelli elettrici e le vetture Euro 5 che emettono meno di 100g/km di CO2. Insomma, anche le auto ibride che non rispettano tali parametri non hanno accesso libero. E per l’anno prossimo è previsto un inasprimento: il bonus toccherà soltanto a chi produce meno di 80 g/km, cioè una parte infinitesimale del parco circolante di Londra.

Da Corriere.it   la notizia qui…

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Italia sotto smog: che fare?


Smog

Image by Simone Ramella via Flickr

Oggi sul Corriere vari articoli che parlano del problema smog, in particolare a Milano. La capitale del nord su 26 giorni ha già sforato il limite di particolato pm10 già 14 volte.

Se non erro il limite ANNUALE è di 50 giorni. A Milano giustamente c’è stata l’occupazione del consiglio comunale, come atto di protesta. Gruppi di mamme si organizzano per dimostrare la loro contrarietà allo status quo, vogliono aria pulita per i propri figli.

Ora ovviamente ci vuole la proposta. Una è composta dall’associazione “Genitori antismog”, un gruppo che cerca di sensibilizzare e fare pressing per migliorare l’aria delle città come Milano

57 città medie e grandi sono fuorilegge, eppure le cose continuano ad andare così…in un Paese civile sarebbe un problema da risolvere al più presto, sarebbe uno scandalo, da noi sembra che la gente non abbia interesse all’argomento…non abbia interesse alla propria salute. Qui a Roma ormai si sente la puzza di smog, e la gola è irritata, la tosse ci perseguita, le difese immunitarie si indeboliscono, per non parlare del resto.

Troppa automobile e troppo traffico, questi i primi problemi da risolvere nelle grandi città

Da Eco della terra la notizia qui…

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