RINNOVABILI: IL SETTORE ATTENDE I DECRETI ATTUATIVI DEL DLGS. 28/2011


decreto abracadabra

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RINNOVABILI: IL SETTORE ATTENDE I DECRETI ATTUATIVI DEL DLGS. 28/2011  CHE DOVEVANO ESSERE EMANATI ENTRO OGGI PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO COMUNITARIO E RILANCIARE L’ECONOMIA. IL PRESIDENTE DELL’ANEV SIMONE TOGNI: “AUSPICHIAMO ALMENO CHE L’ATTESA SIA RIPAGATA CON UN PROVVEDIMENTO RISOLUTIVO PER IL COMPARTO”.

Roma, 29.09.2011: L’ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento – auspica una rapida emanazione dei decreti attuativi al Decreto Legislativo 28/2011, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, la cui data limite era prevista per oggi (29/09/2011 ndr.). L’Associazione sottolinea l’importanza di questi provvedimenti per garantire al settore regole certe e trasparenti e superare l’attuale incertezza diffusa in ambito normativo che il comparto sta scontando con una crisi evidente.

Da Anev la notizia qui…

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Vuoi un impianto eolico gratis, con la piena garanzia sul fatto che si ripaghi da se’ e ti faccia guadagnare da subito?


Free Tibet

Oggi e’ possibile grazie alla legge Prodi per la quale Berlusconi, dopo tante insistenze da parte del movimento ecologista, ha finalmente emanato i decreti attuativi.

Innanzi tutto chiariamo che stiamo parlando di mini eolico. Cioe’ impianti con potenza dai 20 ai 100 kilowatt e un supporto di 10-25 metri di altezza. Non stiamo parlando cioe’ dei mega impianti da 3 megawatt che hanno dimensioni enormi.

Il meccanismo e’ sostanzialmente simile a quello del solare fotovoltaico (ma piu’ semplice, non ci sono tariffe differenziate, non c’e’ doppio contatore). Si trova una banca che finanzi l’installazione di una pala eolica (impropriamente detta mulino a vento), mentre per la durata di 15 anni lo Stato paga un incentivo che al momento e’ di 30 centesimi di euro per ogni kilowatt prodotto: la produzione, diversamente che nel meccanismo fotovoltaico, viene completamente ceduta alla rete.

In Italia una pala eolica da 25 kW situata in buona posizione puo’ produrre dai 40.000 ai 60.000 kilowattora all’anno. Quindi, se la banca concede il prestito, e’ possibile installare un impianto eolico senza sborsare un centesimo e, grazie all’incentivo dello stato, non solo ammortizzare l’investimento in 15 anni, ma trovarsi anche ad avere da subito un utile economico. Teoricamente meraviglioso.

Da Jacopo Fo la notizia qui…

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Certificati Verdi, le associazioni chiedono al Governo la modifica del Ddl 1441-ter-B


particolare delle bandiere di Palazzo Chigi, s...

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Le Associazioni aderenti al Comitato di Indirizzo hanno richiesto al Governo la modifica del Ddl 1441–ter–B, in discussione al Parlamento, in modo da evitare danni alla finanziabilità dei progetti di fonti rinnovabili.

Le Associazioni ANEV, ASSOLTERM, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB e LEGAMBIENTE, aderenti al Comitato di Indirizzo, hanno richiesto al Governo la modifica del Ddl 1441–ter–B (vedi emendamenti in allegato), in discussione al Parlamento, finalizzata al miglioramento della parte del suddetto Ddl che si rivolge al meccanismo dei Certificati Verdi per la promozione delle fonti rinnovabili.

La modifica dell’attuale sistema di incentivazione dei Certificati Verdi, come contenuta nel provvedimento AC 1441-ter-B, al comma 16 e 17 dell’articolo 27, rischia di causare gravi ripercussioni sul sistema di crescita delle fonti rinnovabili.

Pur condividendo l’obiettivo di aumentare la base imponibile dell’obbligo per i produttori da fonte fossile, le suddette Associazioni ritengono che la norma, così redatta, per alcuni meccanismi tecnici connessi al funzionamento del sistema dei Certificati Verdi, possa recare danni alla finanziabilità dei nuovi progetti e, ancor più gravemente, influire sui flussi economici degli impianti già finanziati.

Da Kyoto club la notizia qui…

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ANEV INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA UGO CAPPELLACCI


Parque Eólico Degracias

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IL PRESIDENTE UGO CAPPELLACI HA RICEVUTO UNA DELEGAZIONE DELL’ANEV E DELLA UIL CHE HANNO POTUTO ESPORRE LO STUDIO SUL POTENZIALE EOLICO NAZIONALE E REGIONALE CHE VEDE LA SARDEGNA TRA I TERRITORI MAGGIORMENTE PREDISPOSTI ALLO SFRUTTAMENTO DELL’ENRGIA EOLICA. NELL’INCONTRO ESTREMAMENTE POSITIVO SI E’ POSTO IN RISALTO DA PARTE DEL PRESIDENTE ANEV ORESTE VIGORITO COME SOLO CON NORME TRASPARENTI E CERTEZZA DEL DIRITTO GLI IMPRENDITORI POSSONO TORNARE AD INVESTIRE IN SARDEGNA, MENTRE IL SEGRETARIO CONFEDERALE UIL PAOLO CARCASSI HA EVIDENZIATO I SIGNIFICATIVI RISVOLTI OCCUPAZIONALI CHE LA REALIZZAZIONE DEL POTENZIALE AL 2020 PUO’ GARANTIRE

Da Anev la notizia qui…

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Quanta energia buttata al vento


The Kingdom of Italy as it existed at the asce...

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L’Italia ha un bisogno vitale di fonti energetiche che riducano la dipendenza da gas e petrolio. Deve anche abbassare le emissioni di anidride carbonica.

Per questo ha abbracciato con entusiasmo l’energia del vento, che risolve entrambi i problemi. E così i campi eolici sono spuntati come funghi nell’arieggiato Mezzogiorno: la capacità produttiva installata ora è di 3.700 megawatt e dovrebbe raggiungere i 9.600 entro il 2014.

Peccato che molti di questi impianti non possano immettere tutta la loro produzione nella rete elettrica, in alcuni casi devono tagliarla addirittura del 50 per cento. Può anche tirare la bora, ma le pale vanno fermate. La ragione: la rete esistente non può assorbire tutta l’energia.

Da Panorama.it la notizia qui…

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LETTERA APERTA DELLE ASSOCIAZIONI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SILVIO BERLUSCONI SULLE TEMATICHE CLIMA ED ENERGIA


Berlusconi silvio

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ANEV INSIEME AD AIEL, ASSOLTERM, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE ITALIA, GSES, ISES ITALIA, ITABIA, KYOTO CLUB, LEGAMBIENTE E WWF ITALIA HA INVIATO UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SILVIO BERLUSCONI AFFINCHE’ PROSEGUA NELL’ATTIVITA’ DI SVILUPPO DI POLITICHE VOLTE AL MIGLIORAMENTO E ALLO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE PULITE NELL’AMBITO DELLA LOTTA ALLE EMISSIONI.

IN PARTICOLARE LE ASSOCIAZIONI AUSPICANO UNA AZIONE DEL NOSTRO PAESE MAGGIORMENTE COORDINATA CHE, CON VOCE UNIVOCA, POSSA AUTOREVOLMENTE RAPPORTARSI A LIVELLO INTERNAZIONALE PER LA DEFINIZIONE DI UNA POLITICA CONDIVISA SU QUESTE TEMATICHE OGGI CONDIVISE ANCHE DAGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL PRESIDENTE OBAMA

ALL’INTERNO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA INVIATA

Onorevole Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 Roma

Gentile Presidente del Consiglio, Desideriamo sottoporre alla Sua attenzione le seguenti considerazioni. Premesso che:

la Conferenza Internazionale sul Clima che si terrà a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre 2009, avrà il compito di definire una serie di obiettivi e di strumenti per contrastare il cambiamento climatico (il cosiddetto “post-Kyoto”, più propriamente “post-2012”);

il Presidente degli Stati Uniti ha invitato il 28 marzo scorso, le sedici maggiori economie mondiali, l’Unione europea e le Nazioni Unite a partecipare a un Forum sul cambiamento climatico, al fine di facilitare il raggiungimento di un accordo alla Conferenza di Copenhagen;

l’obiettivo del Forum è pervenire a una proposta condivisa di alto profilo, da approvare nel corso dall’incontro conclusivo di tutti i Paesi invitati, che avrà luogo in Italia, alla Maddalena, in luglio, in concomitanza con il G8 da Lei presieduto;

Lei ha dato una risposta positiva alla lettera con cui il Presidente degli Stati Uniti La informava dell’iniziativa;

la prima riunione preparatoria del Forum avrà luogo a Washington il 27 e 28 aprile p.v., e l’Italia che presiederà il G8, sarà chiamata a svolgervi un ruolo di primo piano;

desideriamo esprimerLe la nostra preoccupazione per la concomitanza fra il caloroso assenso da Lei dato all’iniziativa del Presidente degli Stati Uniti (che di fatto teneva conto della migliore conoscenza scientifica attualmente disponibile in merito, riaffermata tra l’altro dall’International Climate Congress di Copenaghen del 10-12 marzo scorso e da tutte le pubblicazioni scientifiche presentate dopo la pubblicazione del IV Rapporto IPCC) e la mozione approvata dal Senato il 2 aprile scorso che, sulla base di affermazioni scientifiche non condivise dalla grande maggioranza dei climatologi, nella sostanza mette in dubbio o comunque ridimensiona i rischi non solo ambientali, ma anche economici del riscaldamento del pianeta.

Da Anev la notizia qui…

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