La Ue: «I fondi europei? Scordateveli»


Terzigno - 21-10-10
Image by Raffaele Annunziata via Flickr

BRUXELLES. Niente denaro a chi non rispetta i patti. L’emergenza rifiuti travalica i confini nazionali e torna ad avere eco sul tetto d’Europa.

Niente denaro a chi non rispetta i patti. L’emergenza rifiuti travalica i confini nazionali e torna ad avere eco sul tetto d’Europa. Il portavoce del commissario all’ambiente della Commissione europea, Janez Potocnik, ha espresso preoccupazione per i fatti di Terzigno, e si augura che il tutto si risolva «il più presto possibile e in maniera adeguata». Ma l’Unione non si ferma ad auspici e speranze. «La Campania si può scordare di vedere sbloccati i 145 milioni di euro di fondi europei, attualmente congelati dalla Commissione europea, per l’apertura di una discarica in un parco nazionale», ha assicurato la presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare europea, la laburista olandese Judith Merkies, che ha poi sottolineato come l’Italia non stia onorando gli accordi presi nei mesi scorsi.

Niente nuove discariche all’interno del parco: questa la promessa fatta a Bruxelles dalle autorità campane. Ma le cose stanno andando in tutt’altra direzione. Verso derive «aberranti», a detta della laburista. Poi l’affondo: «La Campania non sta vivendo soltanto una nuova emergenza rifiuti, ma anche una grave situazione ambientale e di perdita del rapporto di fiducia tra governo e cittadini». Soltanto tre settimane fa, la stessa Merkies aveva ringraziato Berlusconi per aver detto che il sito non sarebbe stato aperto. «Promesse che stanno per essere rotte», ha sottolineato l’olandese, secondo cui «un governo è buono quando è affidabile».

Da Terra la notizia qui…

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Napoli: ricariche telefoniche in cambio di differenziata


Il Porto di Mergellina in Napoli

Image via Wikipedia

Ispirandosi a modelli nordeuropei il quartiere di Chiaia cerca di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti che a Napoli, nel 2009, ha raggiunto il 20%.

Ricariche per i telefoni cellulari in cambio di rifiuti differenziati. E’ questa l’idea (non poi così tanto originale, ma senza dubbio incentivante) lanciata dalla prima municipalità di Napoli per incrementare la raccolta differenziata in uno dei quartieri più chic e commerciali della città partenopea.

Il progetto, inizialmente solo per la plastica, prevede l’installazione di macchine compattatici le quali, sulla base del quantitativo di rifiuti inserito, rilasciano uno scontrino con un punteggio che darà diritto ad ottenere ricariche telefoniche.

“Le compattatrici – spiegano i promotori della I municipalità in una nota – sono state posizionate in alcuni esercizi commerciali del territorio. L’obiettivo è di estendere quanto più possibile questa iniziativa, coinvolgendo tutti i centri commerciali della nostra municipalità”.

Da Yeslife la notizia qui…

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Messina: cronaca di una tragedia annunciata. Cementificazione selvaggia all’ origine del disastro


view of Messina straight

Image by Daveness_98 via Flickr

L’alluvione di Messina è un disastro annunciato. La zona sud della provincia siciliana è infatti soggetta da molti anni ormai a inondazioni periodiche, quasi puntuali, ogni volta che le piogge si fanno insistenti per qualche giorno.

Giampilieri, il paesino più colpito del messinese dall’alluvione di ieri e oggi, che ha pagato con almeno sei morti, era già stato colpito da un’alluvione simile il 25 ottobre del 2007, solo due anni fa, quando per puro caso non vi furono vittime.

Tragedie dovute certo alla pioggia, ma più ancora all’inadeguatezza delle politiche di prevenzione e pianificazione territoriali, a livello strettamente locale e regionale. E poi c’è la cementificazione selvaggia: concessioni edilizie rilasciate in maniera “leggera”, quando non colpevole, permettono di costruire in terreni a rischio d’inondazioni. E, ancora più grave, seppur consapevoli di tali rischi, le istituzioni locali non prendono alcun provvedimento, neanche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria.

Da Report on line la notizia qui…

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Quanta energia buttata al vento


The Kingdom of Italy as it existed at the asce...

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L’Italia ha un bisogno vitale di fonti energetiche che riducano la dipendenza da gas e petrolio. Deve anche abbassare le emissioni di anidride carbonica.

Per questo ha abbracciato con entusiasmo l’energia del vento, che risolve entrambi i problemi. E così i campi eolici sono spuntati come funghi nell’arieggiato Mezzogiorno: la capacità produttiva installata ora è di 3.700 megawatt e dovrebbe raggiungere i 9.600 entro il 2014.

Peccato che molti di questi impianti non possano immettere tutta la loro produzione nella rete elettrica, in alcuni casi devono tagliarla addirittura del 50 per cento. Può anche tirare la bora, ma le pale vanno fermate. La ragione: la rete esistente non può assorbire tutta l’energia.

Da Panorama.it la notizia qui…

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Trasporti veloci: Frecciarossa e Frecciaverde, dalla sfida all’alleanza?


Alitalia Airbus A321-100 landing at London Hea...

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Il mondo dei trasporti italiano vede la contrapposizione sempre più forte tra l’offerta dell’alta velocità di Trenitalia e gli aerei della nuova Alitalia. Ma l’amministratore delegato delle ferrovie, Mauro Moretti, ha voluto lanciare oggi un segnale conciliante a Colaninno e soci.

Potremmo puntare su pacchetti integrati di offerte treno-aereo con Alitalia per aumentare la competitività del paese sul piano turistico’’. Il famoso e per molti versi inesistente “sistema Italia”. Nel corso di una conferenza stampa di presentazione della nuova offerta commerciale, Moretti ha citato l’esempio di un turista che arrivi a Fiumicino da New York e possa raggiungere in poche ore in treno il mare in Calabria. ‘’Si tratta di un vantaggio immediato per i clienti e per le agenzie di viaggio’’.

Ma se questi sono gli auspici, nella realtà del quotidiano tra Alitalia e Alta velocità sul mercato italiano la concorrenza è molto forte. Proprio domani partirà il “pacchetto anticrisi” delle ferrovie: Milano-Roma con lo sconto del 60% costerà 33 euro in seconda classe sul Frecciarossa; due euro in più, 35, da Milano a Napoli. [continua…]

Da Panorama.it la notizia qui…

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Calano le auto, una sfida per la città Legambiente: “Nuovi quartieri per bici e pedoni”


Sorpasso

Image by Giuseppe Nicoloro via Flickr

Nell´ultimo anno sono state immatricolate 185mila auto in meno rispetto al 1990

A Manhattan l’auto privata è già in via di estinzione: 13 veicoli ogni 100 abitanti, il tasso di motorizzazione più basso al mondo (sei volte inferiore a quello di Milano) in una delle metropoli più avanzate. Ci si muove a piedi, in taxi, in bici, ma soprattutto con i mezzi pubblici. E anche a Londra avere la macchina è un problema eliminato da molti: la dotazione di parcheggi e di strade carrabili pro capite è tra le più basse tra le città occidentali.

Milano, nel suo piccolo, è la capofila delle città italiane che hanno iniziato a perdere auto in rapporto ai residenti: dal 1990 a oggi ne ha perse 185mila, a fronte dei 48 mila abitanti in meno. Quattro a uno in quasi vent’anni. «Un fenomeno che comincia a vedersi anche a Firenze, Bologna, Torino, perfino Napoli e Palermo, e sta cominciando a Roma», spiega Andrea Poggio, presidente di Fondazione Legambiente. «Questo non vuol dire che a Milano le strade non siano congestionate. Ma c’è sicuramente un fenomeno in atto, non governato. La gente si è accorta che in città si può vivere meglio con meno o senza auto. Il contrario di quel che succede fuori Milano».

Abbandonare l’auto e vivere la città a piedi, in bicicletta o usando i mezzi pubblici, con i servizi essenziali a portata di mano, si può: lo dimostrano gli esperimenti riusciti, dalla Svezia alla Florida, dalla Cina alla Germania. A patto di costruire quartieri ad hoc in cui la macchina non è una risorsa, ma un peso inutile di cui disfarsi per vivere meno faticosamente.

«Perché sia possibile disfarsi della macchina bisogna avere una alternativa di spostamento, mezzi pubblici frequenti ed efficienti — aggiunge Poggio E bisogna disegnare gli spazi e le strade del quartiere in modo da dare priorità alla mobilità leggera, alle biciclette e ai pedoni». La nuova scoperta dell’urbanistica ecosostenibile è a favore delle città dense: «Quartieri con condomini, e negozi e servizi di prossimità sulla strada: consuma meno suolo, permette una maggiore efficienza dei mezzi pubblici, riduce l’inquinamento. Tutto il contrario della città estesa, delle villette e dei centri commerciali in cui se non hai la macchina non vivi». [continua…]

Da Corriere.it la notizia qui…

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