AMBIENTE L’Europa in bicicletta


mad bikes in germany

Image by grenade via Flickr

«La rastrelliera all’esterno della biblioteca statale di Berlino può ospitare più di cento biciclette. A mezzogiorno sono quasi tutte occupate, per questo arrivo sempre al mattino…». Immagine emblematica quella della Stabi, la biblioteca della città dell’ex Muro, descritta da Max Mauro nel suo “angelico” diario a pedali La bici sopra Berlino (Ediciclo).

Berlino, dal Mitte al quartiere turco di Kreuzberg, fino agli estremi lembi di una metropoli di quasi quattro milioni di abitanti, totalmente ciclabile, si gira rigorosamente pedalando, ed è riconosciuta da sempre tra le grandi capitali della bicicletta e del traffico sostenibile, su due ruote. Del resto nella sagace Germania della signora Merkel le biciclette che sfrecciano per le strade, sempre nel rispetto dei semafori e soprattutto del pedone, sono il doppio delle auto, le quali vengono abbandonate a lunghi letarghi nei garage dalla maggior parte degli ottantadue milioni di tedeschi. Questi infatti, molto civilmente e senza appellarsi al pensiero della Scuola di Francoforte, visto che la media degli spostamenti giornalieri è di appena cinque chilometri hanno compreso da tempo che è molto più vantaggioso, per la salute pubblica e privata, servirsi dei settanta milioni di mezzi pedalanti. Ma l’ottimo modal share ciclistico teutonico non si accontenta e per stare a ruota con i modelli più avanzati di Viennae Londra, ma soprattutto con le “regine” della “mobilità dolce” Copenaghene Amsterdam.

Da Berlino a Monaco di Baviera, aumenta ad ogni stagione il numero e la lunghezza delle piste ciclabili, che ormai costituiscono una rete di quarantamila chilometri.

Da Avvenire la notizia qui…

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Una Risposta

  1. In fact, many looks consisted associated with black sheer blouses worn sans undergarments, either tucked into leather mini skirts or e cigarette trousers, and topped off with slimmed down versions associated with le smoking, the tuxedo jacket that¡¯s a signature of the storied French label.While part of the particular show was a lick on Saint Laurent¡®s common style, the other half experienced a distinct punk are insane feel.
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    There were leather biker leather coats, gold lame dresses, frocks with lip prints, and plenty of minuscule one shoulder dresses, some even with puffy sleeves. One outfit in particular, a leopard-print mini skirt paired using a sequin black and pink striped tank and also a blazer, practically screamed Debbie Harry.Even though Slimane initially encountered backlash for straying a bit too far from your brand¡¯s DNA, his sophomore effort was both an important and commercial success, and by all accounts his current and third collection will follow suite. Take a look at the entire looks and let us know what you think. http://www.figjam.org/

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