L’efficienza energetica entra (finalmente) nei bandi per il trasporto pubblico


Bus in Bergamo, Italy.

Image via Wikipedia

Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legislativo che impone alle pubbliche amministrazioni di introdurre parametri di efficienza energetica nei bandi pubblici per l’acquisto di beni e servizi legati al trasporto pubblico. Il provvedimento recepisce la direttiva comunitaria numero 33 del 2009.

Il Governo ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2009/33, una delle misure varate dall’Ue per ridurre l’impatto energetico ed ambientale dei veicoli a motore adibiti al trasporto su strada (vedi allegato). Il provvedimento, si legge in un comunicato stampa del Consiglio dei ministri, stabilisce che «le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori e gli operatori soggetti all’obbligo di applicare determinate le procedure di appalto debbano fissare specifiche tecniche in materia di prestazioni energetiche ed ambientali nei documenti preparatori ovvero, ove sia aperta una procedura di appalto con il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, integrare nella decisione di acquisto l’impatto energetico e l’impatto ambientale, che divengono criteri di aggiudicazione».

Questo significa, in pratica, che al momento della redazione di documenti preparatori relativi ad appalti pubblici in materia di trasporto, le amministrazioni dovranno prevedere regole per privilegiare le proposte più efficienti dal punto di vista energetico e in grado di garantire un minore impatto sull’ambiente. Almeno sulla carta, una vera e propria svolta, che dovrebbe introdurre parametri “energetici” rigidi nell’attribuzione degli appalti.

Da Eco dalle città la notizia qui…

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La bassa densità abitativa è una valida giustificazione per rinunciare a offrire alternative all’auto?


World Metro Map by Mark Ovenden
Image by Annie Mole via Flickr

Pensiamo spesso che niente potrà liberare dalla dipendenza dall’auto gli abitanti delle periferie urbane a meno di non attuare una rivoluzione urbanistica che porti a moltiplicarne le densità.

Oggi circa il 10 per cento della popolazione mondiale si trova ad abitare in zone dove l’unico mezzo di trasporto disponibile è l’auto privata e quel che è peggio è che ci sono moltissime persone, tra i 7 miliardi di esseri umani che abiteranno il pianeta alla fine dell’anno prossimo, che non vedono l’ora di intrappolarsi nella stessa situazione. Come se non bastasse l’idea dell’indissolubile legame tra auto e ambiente suburbano è un ottimo alibi per amministratori e politici. Paul Mees nel suo saggio “Transport for suburbia” contesta alla radice questa visione, accusandola di essere solo un alibi per amministrazioni incompetenti.

Se in paesi come l’Australia e il Canada, dove lo sprawl urbano è un fenomeno molto più accentuato che nella nostra penisola, dove la conformazione del territorio ha di fatto limitato l’eccessiva dispersione abitativa, quello che sostiene Mees nel suo saggio assume ancora più forza e incisività se riportato nella nostra realtà.

Da Nuova mobilità la notizia qui…

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