Cementificazione selvaggia di Messina


La nuova cortina del porto di Messina 1 (Luigi...

Image via Wikipedia

Trovati ieri i due fratellini Lonia di 2 e 6 anni, sepolti sotto 10 metri di fango a oltre 100 metri dalla loro abitazione. “La frana disastrosa che ha colpito il piccolo centro di Giampilieri e Scaletta Zanclea ripropone sul tappeto drammaticamente i problemi che il WWF denuncia da anni.

Non si tratta infatti solo di un eccezionale evento pluviometrico: sono evidenti le nostre responsabilità, la dissennata cementificazione di un territorio dove la pioggia, quando assume forza e intensità tali, non ha più possibilità di essere assorbita dal terreno, e tantomeno lo sfogo naturale di rii e canali. Inoltre, con i cambiamenti climatici gli eventi meteorologici estremi – piogge intense, alluvioni – sono sempre più frequenti.

Bisogna dunque non solo fare opera di mitigazione (ridurre le emissioni di gas serra) ma anche di adattamento, cioè rendere il territorio meno fragile al riscaldamento globale e agli effetti delle piogge intense o delle prolungate siccità. Altrimenti eventi come quello di Messina torneranno a provocare danni devastanti: all’ambiente e alle popolazioni.

A Messina si è fatto l’esatto contrario, nonostante i danni già avuti nell’ottobre del 2007: si è costruito sulle fiumare, si sono sbancate colline, si sono tombati i torrenti. La tragedia di Messina si iscrive nel quadro di una cementificazione e urbanizzazione selvaggia

Da Associazione Salute la notizia qui…

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Messina e le demolizioni Eseguite zero su mille


Frana

Image by Roby Ferrari via Flickr

Edifici abusivi e a rischio, ignorati i decreti emanati dai vigili a partire dal 2007. A Giampilieri si è costruito persino nell’alveo della fiumara

Messina, 5 ottobre 2009 – La legge parla chiaro. Detta i criteri, certifica le responsabilità dei controlli e i tempi degli interventi repressivi. E quella regionale numero 37 del 10 agosto 1985, sotto questo aspetto è un faro nel porto nebbioso degli abusi edilizi.

Ma più una legge appare lineare, più si scovano scorciatoie, interpretazioni, storture. Se anche queste non riescono ad aggirare il dettato del legislatore nessuno si scoraggia, perché i deterrenti, i cosiddetti interventi repressivi appunto, sono più fragili delle montagne franate sui centri abitati di Gampilieri, Altolia, Molino e Scaletta Zanclea dopo il nubifragio di giovedì scorso.

Che la situazione fosse di particolare gravità era da tempo nota a tutti, non solo agli ambientalisti o alla Protezione Civile e anche ieri mattina il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha ricordato che nella provincia di Messina si concentra il 60% delle problematiche di tutta l’isola, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico del territorio, una conseguenza dell’abuso.

Da Quotidiano.net la notizia qui…

Vedi anche: Edifici pubblici siciliani a rischio

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