L’Italia cresce verde


per sentieri

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L’alta tecnologia, la voglia d’impresa, il coraggio della sfida. Con questi ingredienti una parte del paese sta avviando in sordina una rivoluzione ambientale. Ecco dove e come.

La rivoluzione verde è appena iniziata. In sordina. Guidata da imprenditori coraggiosi che fiutano un’opportunità e non se la lasciano scappare. A cui si aggiungono un paio di assessori che ci credono davvero. Qualcuno vince un premio internazionale. Arriva del capitale, ma raramente dalle banche: le innovazioni non garantiscono reddito sicuro. E di venture capital in giro ce n’è poco. Ma ci sono alcune regioni che riescono a distribuire i fondi europei alle imprese innovative. E ancora più imprenditori che ce la fanno da soli. Insieme stanno rivoluzionando l’industria italiana. Creando i distretti del futuro. E un nuovo volto del made in Italy.

Concentrati soprattutto nel Nord Italia, i neodistretti dell’economia ecosostenibile sono, come i loro antenati, frutto della straordinaria inventiva delle piccole e medie imprese. Ma, a differenza loro, non sono tali solo in virtù della vicinanza fisica dei protagonisti, come accadeva per i vecchi distretti industriali, quanto piuttosto grazie alla messa in comune delle conoscenze.

Da l’Espresso la notizia qui…

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TENDENZE – La bici nuova deve sembrare vecchia


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Image by pastaboy sleeps via Flickr

Vintage ed alta tecnologia al salone di Milano. Tornano gli incentivi per rilanciare gli acquisti.

Dopo l’annus horribilis del 2008, in cui si pedalava sì, ma solo in salita per arrivare alla quarta settimana del mese, finalmente s’inizia a intravedere la discesa. Non che la crisi sia alle spalle. Tutt’altro. Ma almeno i numeri dicono che il mercato della bicicletta ha segnato una ripresa, sia pur lieve e dovuta più che altro alla campagna di primavera del governo.

Solo tra aprile e maggio gli ecoincentivi voluti dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, hanno contribuito a vendere quasi 50 mila bici mandando in tilt il sistema informatico del ministero, preso d’assalto dalle richieste. E oggi, all’inaugurazione ufficiale del Salone del Ciclo – in programma fino a lunedì alla Fiera di Milano – il ministro potrebbe annunciare il bis, gomito a gomito con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: una seconda pioggia di contributi statali per acquistare con lo sconto del 30% biciclette, ma anche scooter 50 o un qualsiasi veicolo elettrico.

Tredici milioni di euro di incentivi, di cui la fetta più grande riservati ai pedali: una bella iniezione di aria compressa per le ruote sgonfie del comparto, che quest’anno chiuderà con circa due milioni di bici vendute (+8% rispetto al 2008) e due milioni e mezzo di modelli prodotti

[…] Tra le tendenze, tengono le bici da corsa di media e alta gamma e calano quelle di primo prezzo, anche per via degli incentivi statali che, a parità di spesa, hanno invogliato il popolo dei ciclisti ad acquistare modelli più costosi. Stabili le mountain-bike, mentre crescono in generale le due ruote da cicloturismo: quelle da trekking, le city-bike (anche pieghevoli) e i modelli da passeggio dal sapore retrò: la classica bici del nonno rivisitata in chiave vintage-chic.

Da La Stampa la notizia qui…

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Dal 1 luglio obbligatoria la certificazione energetica degli edifici


That's what I call "cool glasses"! (...

Image by Ric e Ette via Flickr

Entra in vigore per tutti gli immobili la certificazione delle prestazioni energetiche, a carico del costruttore o del venditore. Previste sanzioni pecuniarie per chi contravviene all’obbligo

Il 1 luglio 2009 entra in vigore l’obbligo di certificazione energetica per gli edifici. Fino all’entrata in vigore delle linee guida nazionali, nelle regioni che non hanno legiferato in materia (Veneto, Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna e Sicilia), le prestazioni energetiche di un immobile (in sintesi, l’indicazione di quanta energia “consuma” un edificio) saranno determinate dal cosiddetto attestato di qualificazione energetica (Aqe), un documento transitorio introdotto dal D.Lgs. 311/2006 che viene redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori.

Per le altre regioni, invece, fa fede l’attestato di certificazione energetica (Ace), redatto da un certificatore in possesso dei requisiti

Da Eco dalle città la notizia qui…

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