Appunti sulle case ecologiche. L’esempio realizzato a Alcatraz.


León, Mirador de Babia, Riolago (Castilla y León)

Image by Toprural via Flickr

Costruisci una casa ecologica

Indice di pagina:

* Una casa in classe “A”
* Case In legno lamellare
* Ogetto e destinatari della proposta
* Dove vogliamo arrivare
* Riassumendo
* Ti piace l’idea?
* I vantaggi della costruzione in legno

Una casa in classe “A”
Oggi una casa in classe energetica “A” costa circa il 20% in più rispetto ad una casa a bassa efficienza. Una casa non isolata, però, consuma molta energia e soldi e nella maggior parte dei casi è persino malsana. Il maggior costo iniziale si recupera, quindi, in poco tempo e permette di risparmiare denaro per decenni.

Una casa ecologica ha costi di riscaldamento, illuminazione e acqua, bassissimi. Produce l’energia elettrica di cui ha bisogno GRATIS, dura di più ed è più confortevole e sana. L’uso di nuove tecnologie, del legno lamellare, dei tripli vetri, permette di raggiungere altissimi livelli di qualità con costi contenuti.

Esempi di case ecologiche dal Blog di Jacopo Fo:

  1. Costruzione della nuova casa ad alta efficienza termica, costruita con struttura portante di legno lamellare, successivamente ricoperta con sfoglie di pietra ricostruita. La casa è dotata di isolamento termico, pareti e tetto ventilato. Nella foto la struttura portante in lamellare viene assemblata. Bastano pochi giorni e una gru per fissare lo scheletro della costruzione.
  2. La nuova casa ad alta efficienza termica di Alcatraz. Sullo sfondo la valle dove sorgerà l’ecovillaggio.
  3. La serra orientata a sud contribuisce al riscaldamento invernale dell’abitazione offrendo un notevole risparmio economico e stanze meravigliosamente panoramiche.
  4. Interno della casa al grezzo. Internamente verranno montati 2 cm di isolamento, tutti i cavi e i tubi. Il tutto verrà poi coperto da una parete interna di pino al naturale. Esternamente 16 centimetri di isolamento termico, intercapedine ventilata, pannelli, rete e cemento, colla e pietre rigenerate.
  5. Riscaldamento a pavimento. Permette di ottenere una grande superfice radiante. Non è quindi più necesario riscaldare l’acqua a 60/70 gradi centigradi, temperatura necessaria utilizzando la superfice radiante limitata dei caloriferi tradizionali. Nei riscaldamenti a pavimento la temperatura dell’acqua può esere mantenuta al di sotto dei 45 gradi con un notevole risparmio energetico.

Da Ecofiera.it la notizia qui…

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Casa&Design – Il metro per misurare la sostenibilità


real estate listings for paris

Image by remabulous via Flickr

Con Green Rating è possibile calcolare l’impatto ambientale degli edifici esistenti, utile alle aziende immobiliari per promuoverli in relazione alle loro performance ambientali

Se si volesse condurre un’indagine sulle parole più utilizzate da media e gente comune in questo periodo, probabilmente accanto alla famigerata “crisi“, dovremmo mettere i vocaboli “riduzione” e “risparmio“, declinate però non solo in ambito economico. L’altro campo strategico per la diffusione di questi termini riguarda l’ambiente e i problemi di tutela e risparmio energetico.

A questo proposito, diversi studi hanno dimostrato il ruolo fondamentale del settore immobiliare come fonte potenziale di riduzione delle emissioni, soprattutto di biossido di carbonio. Fino a poco tempo fa tuttavia era possibile valutare l’impatto ambientale ed energetico solo delle nuove costruzioni, utilizzando standard diversi a seconda del Paese. Data l’importanza che i temi ambientali hanno assunto, oggi Bureau Veritas ha creato Green Rating, un metodo obiettivo di misurazione di 6 indicatori chiave di performance ambientale, valido anche per gli immobili già esistenti.

Per farlo, il gruppo internazionale che ha come obiettivo la verifica e l’attestazione della conformità nell’ambito della qualità, sicurezza, salute ambientale e responsabilità sociale si è avvalso del contributo di quattro grandi nomi del settore immobiliare: AEW Europe, AXA Reim, GE Real Estate e ING Reale Estate.

I parametri utili a stabilire l’impatto ambientale dell’edificio sono sette:

  • – il suo rendimento energetico
  • – i trasporti e l’accessibiità alla sede
  • – le emissioni di CO2
  • – la gestione dell’acqua
  • – la salubrità dei luoghi
  • – il comfort abitativo
  • – la gestione dei rifiuti

Grazie a questo metodo sarà possibile stabilire un confronto tra l’aspetto dell’edificio legato al suo design, ai materiali di cui è costituiito, alla sua struttura e la sua performance di utilizzo reale e concreto. [continua…]

Da Casa&design la notizia qui…

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Energizzando/ Sorpresa: i Paesi arabi puntano sulle rinnovabili


The location of Baghdad within Iraq.

Image via Wikipedia

Sabato 31.01.2009 17:38 – La settimana scorsa (dal 19 al 21 gennaio) si è svolto ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi, il World Future Energy Summit. Facile capire di cosa si è parlato e ovviamente quale importanza rivestano tali argomenti per il futuro della società civile mondiale.

Il vostro inviato preferito era lì, ed è stato colpito da un impegno, speriamo genuino, di alcuni paesi arabi nello sviluppo sostenibile. Alcuni stati trovandosi sotto i piedi una montagna di petrolio o gas naturale sono riusciti però trasformare e modernizzare in pochi decenni la stessa struttura sociale della popolazione ridistribuendo fra i cittadini una certa ricchezza e creando infrastrutture che saranno fondamentali negli anni a venire. Se si pensa che uno staterello come il Qatar (che però galleggia letteralmente sul gas naturale) ha il secondo PIL pro capite mondiale (dopo il Lussemburgo), si capisce come, dopo tutto, il denaro non sia rimasto fra le tasche della famiglia regnante ma sia stato in buona parte investito per far sviluppare il paese. Se pensiamo ad altri paesi come l’Iraq vediamo che la situazione è ben diversa.

Insomma, forse qualche regnante illuminato ha capito che prima o poi le riserve di petrolio e gas naturale finiranno ed il rischio è di tornare rapidamente alla situazione degli anni ’70 quando lo skyline di Dubai o Abu Dhabi assomigliava più alla grotta di Betlemme che alle meraviglie architettoniche che vediamo oggi. Il temporaneo crollo del prezzo del petrolio ha messo in crisi anche le attività di real estate nelle città degli Emirati che assomigliano più ad un cantiere a cielo aperto che a metropoli che si dovrebbero sviluppare organicamente.[continua…]

Da Affaritaliani.it la notizia qui…

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