Edilizia, la certificazione energetica e l’intergazione di quella ambientale


As there are Apartments in our own Minds that ...

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Qualenergia.it ha intervistato Giuliano Dall’O’, del SACERT per fare il punto sulla certificazione energetica in edilizia in Italia e sulla novità dell’intergazione di una certificazione più globale, cioè quella ambientale.

Ai margini di un Forum sulla certificazione energetica in edilizia in Italia svolto a Solarexpo&Greenbuilding di Verona, Qualenergia.it ha intervista Giuliano Dall’O’, del SACERT – Ente di Certificazione delle competenze dei Tecnici Certificatori Energetici degli edifici, ma anche docente del Politecnico di Milano, oltre che coordinatore del Gruppo di Lavoro “Efficienza Energetica” del Kyoto Club.

Professor Dall’O’ ci può riassumere la situazione della certificazione energetica degli edifici in Italia?
Le Regioni che sono partite in modo autonomo come Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria mantengono il loro schema. Le altre Regioni, all’indomani dell’approvazione delle linee guida nazionali sulla certificazione energetica, le adotteranno automaticamente. Alcune di queste però hanno già approvato delle regole per la gestione della certificazione energetica, come l’elenco dei certificatori energetici, piuttosto che il catasto e via dicendo. Il fatto nuovo è che molte Regioni nell’emanare queste regole hanno introdotto anche la certificazione ambientale: una certificazione globale che comprende sia gli aspetti energetici che quelli ambientali. Tutte le regioni che hanno approvato queste leggi, come Puglia e Toscana, hanno fatto riferimento al protocollo ‘Itaca’: un sistema di certificazione – risultato di un lavoro che ha coinvolto tutte le Regioni italiane – che conferisce dei punteggi ai progetti tenendo conto variabili ambientali. Quindi la novità è che il protocollo Itaca sta diventando lo standard nazionale.

Da Kyoto Club la notizia qui…

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Edifici pubblici siciliani a rischio


Municipio di Messina - HDR

Image by Al Ianni via Flickr

Aggiornamento ! – Purtroppo il rischio degli edifici a Messina era noto. Note soprattutto le condizioni strutturali degli edifici. Come conferma un articolo postato tempo addietro pubblicato in occasione del terremoto abruzzese. Perchè gli “effetti” degli eventi naturali non sempre sono imprevedibili.

Pubblicato il 17 aprile 2009:

La lista nera degli edifici pubblici siciliani rivela indici di sicurezza al di sotto della norma. In caso di forte sisma pochissime le strutture resisterebbero. Nella lista nera anche l’Ospedale Piemonte. Una lista, apparsa su Repubblica, non rincuora Messina. La Protezione Civile avrebbe avviato una lunga serie di controlli su strutture pubbliche in Sicilia, per verificare la i requisiti antisismici, guarda caso solo adesso vengono pubblicate.

Un elenco che allarma: 276 edifici pubblici siciliani ricadenti in zone ritenute ad alto rischio sismico, solo cinque strutture superano la soglia di stabilità, una sola quella che in caso di terremoto garantisce la stabilità dell’edificio. Ben 45 sembrano costruiti con la sabbia (di mare?). Nella lista nera 17 strutture nella provincia di Messina. L’Ospedale Piemonte ha nove padiglioni al di sotto della soglia di sicurezza. Totalmente a rischio l’ex presidio ospedaliero Mandalari.

Alcune chiese di Messina crollerebbero in caso di scossa tellurica. Dal maggio del 2008 ad oggi questa lista è rimasta nei cassetti della Protezione civile e tirata fuori all’indomani della tragedia che ha colpito l’Aquila.

Da Associazione Salute la notizia qui…

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