Transgreen, energia sotto il Mediterraneo


DLR studies: hypothetical infrastructure of HV...

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Nasce Transgreen, società a cui potrebbe aderire anche Terna, dedicata a studiare l’utilità e la fattibilità di una rete di trasporto di elettricità tra le due rive del Mediterraneo.

La creazione di Transgreen rientra nel Piano solare mediterraneo che prevede la costruzione di strutture di produzione di energia a bassa CO2, in particolare solare, per 20 gigawatt entro il 2020. Una parte di questa elettricità, cinque GW, verrà esportata verso l’Europa. E per sviluppare la produzione di elettricità in siti lontani dalle aree di consumo, occorrerà allestire una rete di trasporto a lunga distanza per la trasmissione e la commercializzazione.

Sono undici le imprese interessate ad aderire a Transgreen: Edf, Rte, Areva, Nexans, Prysmian, Veolia, Atos Origin, Caisse des Dépôts, Terna, Siemens e Abengoa.

Transgreen si considera complementare al progetto tedesco Desertec. Con 17 partner industriali, tra cui Enel Green Power, il progetto mira a creare nel giro di 40 anni una vasta rete di installazioni eoliche e solari in Africa del Nord e Medio Oriente, per fornire fino al 15% dei consumi energetici europei.

Da Iam la notizia qui…

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Il fotovoltaico alla prova competitività


Map of solar electricity potential in Europe

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Nel 2008 l’Italia è stato il terzo Paese al mondo nelle installazioni di impianti fotovoltaici, con oltre 400 MW.

Il 2009, nonostante la crisi, sta tenendo il passo: il Gse (Gestore Servizio Elettrico) riceve oltre 2mila domande al mese. Merito degli incentivi del Conto Energia, i più generosi d’Europa con 35-48 centesimi di euro per ogni Kwh prodotto per 20 anni.

L’Italia, secondo diverse analisi, potrebbe raggiungere presto un primato mondiale: quello dell’equilibrio (grid parity) tra il prezzo della corrente elettrica prodotta con l’energia del Sole e quello della bolletta tradizionale.

Da Sole24ore.it la notizia qui…

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Fotovoltaico: Italia in prima fila per la competitività


The "solar tree", a symbol of Gleisdorf

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Ha fatto scalpore, tra gli addetti ai lavori, uno studio della McKinsey che indicava due Paesi al mondo come i più vicini, oggi, alla “grid parity” fotovoltaica.

Ovvero a quel punto di pareggio in cui una cella solare, sotto un cospicuo irraggiamento, riesce a produrre elettricità a costi uguali, o persino inferiori a quelli prevalenti di mercato. E l’Italia, caratterizzata dalle sue tariffe elettriche più care del 30% rispetto alla media europea e, insieme, da un robusto irraggiamento naturale, è stata valutata dagli analisti della McKinsey global Foundation come il secondo candidato mondiale alla rottura del filo di lana fotovoltaico: elettricità realmente competitiva con le fonti fossili.

Ma le cose stanno davvero così? Heinz Ossembrink, responsabile dell’unità per le energie rinnovabili del centro di ricerca comunitario di Ispra, da oltre vent’anni, con il suo gruppo, misura il fotovoltaico europeo e internazionale. «La “grid parity” stabile, con il progresso delle tecnologie e la riduzione nei costi arriverà all’incirca, nelle previsioni condivise, al 2012 [continua…]

Da ilSole24ore.it la notizia qui…

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