Cresce spesa prodotti Doc e biologici nonostante la crisi


Italy Wine tasting..

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Coldiretti:ripresa consumi, grandi potenzialità dal made in Italy

Roma, 7 feb. (Apcom) – Gli italiani non rinunciano alla buona tavola e nonostante la crisi, aumenta del 6% la spesa delle famiglie in vini a denominazione di origine nel 2008 e cresce dell’8% la percentuale dei cittadini che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (28%) e del 23% di quelli che comperano cibi biologici, i quali però interessano una fetta più ridotta della popolazione (16%).

E’ quanto emerge dall`analisi Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani. Si tratta di settori di eccellenza del made in Italy in cui l`Italia detiene il primato a livello comunitario con 50mila aziende biologiche che coltivano oltre un milione di ettari, ben 176 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.396 specialità tradizionali censite dalle regioni.

L`Italia – precisa la Coldiretti – è diventato, con il sorpasso sulla Francia, anche il primo produttore mondiale di vino e sono 477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt). In generale, le esportazioni dell’agroalimentare italiano sono quelle con un segno positivo più alto (+10%) mentre i consumi alimentari interni nel 2008, a differenza di altri settori, sono gli unici che complessivamente hanno retto.[continua…]

Da ilRiformista.it la notizia qui…

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Biologico addio?


Maize for popcorn, cultivated in Hungary, prod...

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Non succedeva da 10 anni. La Commissione europea ha aperto la procedura per l’autorizzazione di due mais geneticamente modificati destinati alla coltivazione in Europa: il mais Bt11 della multinazionale Syngenta e il Bt1507 della società Pioneer.

Si riapre così la battaglia sul futuro dell’agricoltura europea, o per meglio dire sull’equilibrio di potere: da una parte il timone in mano alle multinazionali della chimica, dall’altra il business dei prodotti tipici, delle coltivazioni tradizionali, del biologico.

Ogni parte difende il suo punto di vista, e ciò è ovvio. Ma l’interesse dell’Italia è piuttosto evidente, come risulta dalla sollevazione degli agricoltori: il cibo è una parte essenziale del nostro export: se si perde il legame con il territorio il danno è consistente. [continua…]

Da Eco logica la notizia qui…

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