Referendum nucleare, il governo getta la maschera. Romani: “drammaticamente impopolare”


Internet è libertà - Paolo Romani

Dopo il commento rubato dall’agenzia Dire al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ora arrivano pure le dichiarazioni ufficiali del ministro dello Sviluppo economico a mettere in serissimo dubbio il ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi.

Paolo Romani, durante il forum di Confcommercio a Cernobbio, ha ammesso che

Abbiamo davanti un referendum drammaticamente impopolare per noi. È pericoloso ma se tutto andava come doveva andare ce la potevamo cavare. Oettinger ha fatto una relazione terrificante e io per la prima volta ho fatto un intervento molto duro contro Oettinger dicendo che non possiamo approcciarci in modo emotivo

Gunther Oettinger è il commissario europeo per l’Energia e la differenza di approccio tra Europa ed Italia è sempre più preoccupante: la prima, dopo l’allarme nucleare di Fukushima, sembra aver capito (o almeno sta iniziando a capire) quanto sia pericoloso il nucleare. L’Italia, invece, non ha paura dell’energia nucleare ma del referendum nucleare che potrebbe ledere la fiducia degli elettori nel governo Berlusconi.

Da Ecoblog la notizia qui…

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Torna il nucleare in Italia. Che smantella le vecchie centrali


centrale nucleare

Con 154 voti a favore, un solo contrario e un astenuto, il Senato ha dato il definitivo via libera al “Ddl Sviluppo”: l’Italia dopo 22 anni torna nel nucleare. Questa la novità più rilevante di una legge che ha impiegato quasi dieci mesi per completare il suo percorso, ha passato quattro “letture” parlamentari, ha attraversato 60 sedute in commissione e altrettante in aula tra Camera e Senato, ha affrontato l’esame di oltre 2.800 emendamenti.

Entro sei mesi sarà decisa la normativa per la localizzazione delle nuove centrali nucleari e per i sistemi di deposito e stoccaggio dei rifiuti radioattivi: a gestire il ritorno dell’atomo sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn). Solo allora si potrà cominciare a piazzare le bandierine dei possibili siti sulla carta geografica. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana.

Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni ‘70. Anche se, annuncia il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola: “Una commissione di dieci autorevoli esperti è al lavoro da dieci mesi e sta producendo buoni risultati. Ho ricevuto numerose richieste di amministrazioni locali che hanno dato disponibilità all’insediamento di centrali nucleari”.

Da Panorama.it la notizia qui…

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Fusione nucleare senza scorie


A toroidal coordinate system in common use in ...

Image via Wikipedia

E’ padovana l’elica di plasma che “non perde” energia – I risultati dell’esperimento saranno illustrati domani nel corso di una visita ai Laboratori del Consorzio RFX di Padova. La scoperta, pubblicata su Nature Physicis, è la conferma sperimentale alla teoria

Fusione nucleare senza scorie – I ricercatori del Consorzio RFX di Padova hanno prodotto in laboratorio un plasma da fusione a 15 milioni di gradi, scoprendo la sua naturale tendenza ad assumere la forma di un’elica e a raggiungere così un equilibrio spontaneo.

I risultati dell’esperimento saranno presentati domani, venerdì 19 giugno, alle ore 11.00, nel corso di una visita al laboratorio di Corso Stati Uniti, 4 in Padova.

“Questo risultato sperimentale, appena pubblicato sulla rivista Nature Physics, conferma quanto già previsto da studi teorici”, spiega il Presidente del Consorzio RFX, prof. Giorgio Rostagni, già direttore dell’Istituto gas ionizzati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). “E’ una scoperta importante che, insieme ad altre ottenute di recente, apre nuove e promettenti prospettive ‘fusionistiche’ per il tipo di plasmi prodotti in RFX e conferma il ruolo leader del gruppo padovano nelle ricerche di fisica del plasma per applicazioni energetiche, sia a livello europeo che mondiale”.

Scienziati di tutto il mondo stanno sviluppando le ricerche sulla fusione quale fonte di energia seguendo percorsi diversi e complementari: i ricercatori padovani in particolare producono plasmi denominati “Reversed field Pinch”, ottenuti in una “ciambella” del diametro di 4 metri (l’esperimento RFX), al cui interno si crea un plasma di idrogeno, ovvero un gas estremamente “caldo” e rarefatto.

Da Report on line la notizia qui…

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Nucleare sì, Nucleare no.


La Repubblica

Image via Wikipedia

Pubblichiamo un articolo di Affari&Finanza de La Repubblica del 23 marzo 2009 nel quale veniamo citati come Blog.

Nell’articolo, a firma di Laura Kiss, si parla di energie rinnovabili, blogosfera e possibile ritorno al nucleare in Italia. Ringraziamo La Repubblica per l’attenzione nel seguire il nostro lavoro di diffusione di notizie “energetiche”.

L’articolo da noi pubblicato circa la fusione nucleare alimentata a laser è questo.

Riportiamo di seguito l’articolo citato:

art-repubblica-af-23-marzo

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Puntualizzazioni nucleari


La centrale nucleare di Trino Vercellese

Image by suzukimaruti via Flickr

Qualche puntualizzazione dopo l’overdose di articoli e commenti apparsi sulla carta stampata in seguito allo show di Berlusconi e Sarkozy per dichiarare il ritorno del nucleare in Italia.

Prima cosa, Italia e Francia non hanno firmato alcun accordo internazionale, e’ stata firmata una lettera di intenti (per la precisione due memorandum of understanding) da Enel ed EDF con cui le due societa’ si impegnano a “costruire una joint-venture paritetica che sara’ responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilita’ per la realizzazione di 4 unità di generazione” (fonte ENEL). [continua…]

Da Selvatici la notizia qui…

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Torna il nucleare cosa ne pensi?


{{it|Il Presidente del Consiglio dei Ministri ...

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Un referendum approvato a larga maggioranza aveva chiuso le centrali atomiche nel nostro Paese. Ora Berlusconi ha deciso di costruirne quattro. E’ una mossa inevitabile?

L’Italia aveva chiuso con il nucleare 22 anni fa, con tre quesiti referendari votati con maggioranze che andavano dal 71 al 79 per cento. Un plebiscito, insomma: secondo alcuni dovuto anche al fatto che proprio in quell’anno era avvenuto l’incidente alla centrale di Chernobyl, un evento che aveva probabilmente spostato verso il no al nucleare una parte dell’elettorato. [continua…]

Da L’espresso la notizia qui…

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Nucleare: si apre il dibattito, le regioni si dividono


Centrale nucleare di Gösgen / Gösgen Nuclear P...

Image by Luigi Rosa via Flickr

26 febbraio 2009 – Dibattito acceso intorno all’ipotesi della costruzione di quattro nuove centrali nucleari in Italia.

Dopo l’accordo tra Berlusconi e Sarkozy, svolta energetica accolta con entusiasmo da parte governativa – il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, si fregia di “un elenco di 34 comuni” pronti ad ospitare i nuovi impianti -, il panorama appare per la verità quanto mai eterogeneo, come da migliore tradizione italiana. Se è vero che diversi sondaggi danno un’opinione pubblica più possibilista sul ritorno del nucleare, è forse presto per dire che le barriere definite dal referendum del 1987 siano del tutto sfumate. Anche perché sono molti ancora i nodi da sciogliere: in quali aree sorgeranno le nuove centrali, come e dove stoccare le scorie nucleari vecchie e nuove e, infine, chi metterà i soldi. [continua…]

Da Tiscali.notizie la notizia qui…

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