Fusione nucleare senza scorie


A toroidal coordinate system in common use in ...

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E’ padovana l’elica di plasma che “non perde” energia – I risultati dell’esperimento saranno illustrati domani nel corso di una visita ai Laboratori del Consorzio RFX di Padova. La scoperta, pubblicata su Nature Physicis, è la conferma sperimentale alla teoria

Fusione nucleare senza scorie – I ricercatori del Consorzio RFX di Padova hanno prodotto in laboratorio un plasma da fusione a 15 milioni di gradi, scoprendo la sua naturale tendenza ad assumere la forma di un’elica e a raggiungere così un equilibrio spontaneo.

I risultati dell’esperimento saranno presentati domani, venerdì 19 giugno, alle ore 11.00, nel corso di una visita al laboratorio di Corso Stati Uniti, 4 in Padova.

“Questo risultato sperimentale, appena pubblicato sulla rivista Nature Physics, conferma quanto già previsto da studi teorici”, spiega il Presidente del Consorzio RFX, prof. Giorgio Rostagni, già direttore dell’Istituto gas ionizzati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). “E’ una scoperta importante che, insieme ad altre ottenute di recente, apre nuove e promettenti prospettive ‘fusionistiche’ per il tipo di plasmi prodotti in RFX e conferma il ruolo leader del gruppo padovano nelle ricerche di fisica del plasma per applicazioni energetiche, sia a livello europeo che mondiale”.

Scienziati di tutto il mondo stanno sviluppando le ricerche sulla fusione quale fonte di energia seguendo percorsi diversi e complementari: i ricercatori padovani in particolare producono plasmi denominati “Reversed field Pinch”, ottenuti in una “ciambella” del diametro di 4 metri (l’esperimento RFX), al cui interno si crea un plasma di idrogeno, ovvero un gas estremamente “caldo” e rarefatto.

Da Report on line la notizia qui…

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Laser e fusione nucleare “Ecco l’energia del futuro”


A pyhsical proton proton chain

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Visita al “Nif” di Livermore a 80 km da San Francisco. Un impianto avveniristico: a portata di mano la rivoluzione energetica?

Se è da tempo che bazzicate l’ambiente di chi si occupa di energie rinnovabili, vi sarà capitato di sicuro di ascoltare storie inverosimili. Di sentir parlare, per esempio, di qualcuno che ha inventato e messo a punto nel proprio garage un processo col quale trasformare il carbone in carburante vegetale, e qualcun altro che in cantina tiene nascosta un’anatra che aziona nell’acqua una ruota che gonfia un pallone che alimenta una turbina che crea sufficiente elettricità per illuminare e riscaldare la cuccia del cane. Se bazzicate ancor più a lungo questo ambiente vi capiterà altresì di sentirvi raccontare che tra altri dieci o dodici anni inizieranno a essere una realtà commercializzabile le automobili alimentate a idrogeno e l’energia ottenuta da fusione termonucleare controllata.

Se mi avessero dato dieci centesimi di dollaro ogni volta che ho ascoltato una di queste previsioni, avrei potuto acquistare uno space shuttle personale. Non deve pertanto stupire granché il fatto che gli scettici spesso affermino che l’energia ottenuta da fusione termonucleare controllata o le automobili alimentate a idrogeno sono lontane nel tempo “almeno altri 20 anni, e così continuerà a essere per sempre”.

E se questa volta le cose andassero differentemente?
E se ci fossero dieci anni appena o poco più a separarci da un impianto energetico a fusione nucleare alimentata a laser, in grado di garantirci tutta l’affidabilità del carbone senza produrre tutto il diossido di carbonio, tutta la pulizia dell’energia eolica e solare senza doversi preoccupare che il Sole non splenda e che il vento scarseggi, e tutta la potenza del nucleare senza le scorie? Questo sì che sarebbe un cambiamento rivoluzionario. Ci siamo arrivati? [continua…]

Da Repubblica.it la notizia qui…

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