Roma: Drappo rosso contro la strage di ciclisti Lettera al sindaco: lavori su piste, subito


critical mass
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STRADE PERICOLOSE: TROPPE VITTIME SU DUE RUOTE. Il Coordinamento di Traffico si Muore invita a indossare «il colore del sangue». E la Federazione ciclisti scrive ad Alemanno: i soldi per percorsi protetti ci sono.

ROMA – Rimbalza di blog in blog, la nuova proposta del Coordinamento Di traffico si muore. I ciclisti romani, nei prossimi mesi, pedaleranno con un drappo rosso al braccio. Dopo l’ennesimo ciclista vittima di un pirata della strada – Paolo Cascavilla travolto, domenica 7 novembre, al chilometro 13 della via Colombo – le associazioni delle due ruote hanno deciso di ricordare ogni giorno «il pericolo che corrono gli utenti leggeri della strada, ciclisti e pedoni».
Un colore scelto non a caso: «Il rosso sangue – spiegano i ciclisti sui blog – per protestare contro l’immobilismo delle istituzioni a fronte della strage che si consuma sulle strade». Il tam tam, il passaparola, tra le associazioni è già partito: «Indossate il drappo rosso».

STRADE PERICOLOSE – Non è che l’ultima forma di protesta pubblica, dopo la clamorosa manifestazione in Campidoglio del 25 marzo scorso e la campagna choc che mostrava i piedi del cadavere di un «morto di traffico» all’obitorio. «Da oltre un anno – scrive in un comunicato il Coordinamento Di Traffico Si Muore – segnaliamo al governo cittadino la ferocia dello stato delle strade: abbiamo dimostrato che ai Fori Imperiali nessuno viaggia entro il limite di velocità cittadino e in molti superano i 100 chilometri orari. Cos’è successo? Niente».

Da Corriere.it la notizia qui…

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Francia sì alle bici contromano


vive la france

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Sul territorio francese dal 1° Luglio entrerà in vigore un decreto del 2008 che permetterà di andare in bici contromano.

Ciò potrà avvenire solo dove vige il limite di 30km/h e se la singola municipalità non abbia espresso specifico divieto. Questo provvedimento è stato sperimentato per 5 anni in una città dell’Alsazia dove non si sono verificati problemi particolari come certificato da un ente di studio e ricerca governativo.

Ogni città si sta organizzando a modo suo: chi ha avviato nei mesi scorsi una sperimentazione, chi sta adeguando la segnaletica stradale, chi invece non vuole aderire a questa nuova pratica e pone il divieto ovunque. La norma nazionale resta comunque una misura in favore della mobilità ciclistica da prendere come esempio.

Da Biciroma la notizia qui…

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Milano – Dal Pirellone via libera al progetto di legge sulla mobilità ciclistica


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La Commissione Territorio del Consiglio regionale approva all’unanimità il pdl sullo sviluppo della ciclabilità

La mobilità ciclistica riesce a mettere d’accordo tutti. Con il via libera all’unanimità nella Commissione Territorio del Consiglio Regionale lombardo al progetto di legge sullo sviluppo della ciclabilità, è avvenuta una piccola svolta bipartisan al Pirellone.

Il provvedimento, che ora passa al vaglio della Commissione Bilancio, punta a creare una rete diffusa di percorsi ciclopedonali in tutta sicurezza, considerando la bicicletta come mezzo alternativo all’auto. Pilastro del progetto, presentato su iniziativa dell’opposizione, è l’idea che le due ruote possano contribuire a migliorare il traffico e l’ambiente urbano.

Obiettivi del progetto: lo sviluppo di politiche integrate della mobilità che creino piste ciclabili sicure, parcheggi per bici, intermodalità secondo la formula treno + bici e bus+bici. Tra le norme anche il principio del cicloturismo, cioè l’uso della bici per turismo, che in una regione come quella lombarda ricca di montagne e laghi assume un valore importante.

Da Eco dalle città la notizia qui…

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