Dossier IRES: 250mila posti di lavoro nelle rinnovabili


Past and Future

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Il dossier su “Energia e Lavoro Sostenibile” , curato dall‘IRES – l’Istituto delle Ricerche Economiche e Sociali – in collaborazione con la CGIL, fa il punto della situazione sulle politiche per le energie rinnovabili in Italia e le possibilità occupazionali del mercato.

Il documento offre una fotografia piuttosto precisa del settore, contestualizzandolo nel panorama degli accordi internazionali e dei nuovi scenari, aperti da innovazioni come le smart grid. Da tempo, si discute, infatti, delle notevoli potenzialità occupazionali della green economy e il rapporto di IRES-CGIL, prova a mettere sul tavolo cifre e ipotesi documentate.

Attualmente l’occupazione nel settore delle fonti rinnovabili in Italia è, tra posti diretti e indiretti, di poco superiore alle 100 mila unità; i settori delle rinnovabili più importanti sono l’eolico, con circa 10.000 addetti, il solare fotovoltaico, con circa 5.700, ed il comparto leader delle biomasse, con circa 25.000 occupati, mentre il resto dell’occupazione definita “verde” si distribuisce tra il geotermico, il solare termico, il mini idroelettrico e le altre forme minori di produzione di energia da FER (Fonti di Energia Rinnovabile) che impiegano, tra diretti e indiretti, circa 50 mila lavoratori.

Secondo lo studio, avvalorato dai dati di altre agenzie internazionali, le prospettive di crescita lasciano tuttavia presagire un’espansione di questi settori e della relativa occupazione. Nell’ipotesi di massima potenzialità l’occupazione italiana nel settore delle rinnovabili potrebbe raggiungere, entro dieci anni, le 250.000 unità, con una predominanza ancora delle biomasse, del fotovoltaico e dell’eolico.

Da Greenews la notizia qui…

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Politiche energetiche Ue, più colletti verdi a patto di centrare il 2020


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Lo studio Employ-RES della Commissione europea vede all’orizzonte 2,8 milioni di possibili posti di lavoro nelle rinnovabili

L’Europa deve spendere di più, per assumere i colletti verdi dei nuovi impieghi legati alle rinnovabili. Secondo un recente studio (Employ-RES) pubblicato dalla Commissione europea, ci sono all’orizzonte 2,8 milioni di posti di lavoro grazie alle fonti alternative, con un aumento della ricchezza pari a 129 miliardi di euro, l’uno per cento del Pil comunitario. A patto di centrare l’obiettivo del vecchio continente per il 2020: soddisfare il 20% del consumo finale di energia con le rinnovabili, come parte delle misure contro i cambiamenti climatici e la riduzione dei gas serra.

I benefici ambientali, come ha ricordato in una nota il commissario europeo all’Energia, Andris Piebalgs, vanno a braccetto con quelli economici, anche considerando i nuovi occupati al netto dei lavoratori persi in altri settori energetici tradizionali. In quest’ultimo caso, infatti, i colletti verdi in più saranno circa 410mila, con una crescita della ricchezza pari allo 0,24% del Pil europeo. Nel 2005, le rinnovabili impiegavano già quasi un milione e mezzo di persone, generando un valore aggiunto di 58 miliardi di euro.

Da Energia24club la notizia qui…

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