Messina nel fango, i morti sono 25. Polemica sul mancato lutto nazionale


Colonne

Image by frachirico via Flickr

[…] Vista dalla parte del cemento, il lassismo è tragicomico. Registrate le oltre 800 modifiche al piano regolatore, ridicolizzato in modo grossolano (raddoppiando, alla bisogna, perfino i numeri degli abitanti di Messina), va ricordato che negli ultimi 3 anni i vigili hanno multato più di mille case abusive, mai abbattute.

Fra quelle regolari ce ne sono molte (identificate in 32 zone, e anche a Giampilieri) costruite con “cemento che sembra acqua”.

Lo rivela un’inchiesta della divisione investigativa antimafia sui fratelli Pellegrino, titolari della Messina Calcestruzzi srl, che imponeva alle imprese locali la fornitura di calcestruzzo depotenziato. In questa città ad alto rischio sismico un ingegnere si è accorto, costruendo un centro commerciale, che “il cemento era acqua completa”, e lo aveva riferito a Domenico Pellegrino. La telefonata intercettata dalla Dia è del 2004. Sono stati sequestrati 50 milioni di beni ai fratelli Pellegrino, ma i palazzi friabili restano lì, abitati, anche nel centro cittadino.

Dovesse succedere il peggio, si potrà sempre dire: lo sapevamo tutti. Qualcuno lo dice prima, come il Wwf, che sei mesi fa presentò 4 esposti in procura, inascoltati

Da l’Unità la notizia qui…

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Messina: cronaca di una tragedia annunciata. Cementificazione selvaggia all’ origine del disastro


view of Messina straight

Image by Daveness_98 via Flickr

L’alluvione di Messina è un disastro annunciato. La zona sud della provincia siciliana è infatti soggetta da molti anni ormai a inondazioni periodiche, quasi puntuali, ogni volta che le piogge si fanno insistenti per qualche giorno.

Giampilieri, il paesino più colpito del messinese dall’alluvione di ieri e oggi, che ha pagato con almeno sei morti, era già stato colpito da un’alluvione simile il 25 ottobre del 2007, solo due anni fa, quando per puro caso non vi furono vittime.

Tragedie dovute certo alla pioggia, ma più ancora all’inadeguatezza delle politiche di prevenzione e pianificazione territoriali, a livello strettamente locale e regionale. E poi c’è la cementificazione selvaggia: concessioni edilizie rilasciate in maniera “leggera”, quando non colpevole, permettono di costruire in terreni a rischio d’inondazioni. E, ancora più grave, seppur consapevoli di tali rischi, le istituzioni locali non prendono alcun provvedimento, neanche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria.

Da Report on line la notizia qui…

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Messina e le demolizioni Eseguite zero su mille


Frana

Image by Roby Ferrari via Flickr

Edifici abusivi e a rischio, ignorati i decreti emanati dai vigili a partire dal 2007. A Giampilieri si è costruito persino nell’alveo della fiumara

Messina, 5 ottobre 2009 – La legge parla chiaro. Detta i criteri, certifica le responsabilità dei controlli e i tempi degli interventi repressivi. E quella regionale numero 37 del 10 agosto 1985, sotto questo aspetto è un faro nel porto nebbioso degli abusi edilizi.

Ma più una legge appare lineare, più si scovano scorciatoie, interpretazioni, storture. Se anche queste non riescono ad aggirare il dettato del legislatore nessuno si scoraggia, perché i deterrenti, i cosiddetti interventi repressivi appunto, sono più fragili delle montagne franate sui centri abitati di Gampilieri, Altolia, Molino e Scaletta Zanclea dopo il nubifragio di giovedì scorso.

Che la situazione fosse di particolare gravità era da tempo nota a tutti, non solo agli ambientalisti o alla Protezione Civile e anche ieri mattina il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha ricordato che nella provincia di Messina si concentra il 60% delle problematiche di tutta l’isola, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico del territorio, una conseguenza dell’abuso.

Da Quotidiano.net la notizia qui…

Vedi anche: Edifici pubblici siciliani a rischio

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