Messina nel fango, i morti sono 25. Polemica sul mancato lutto nazionale


Colonne

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[…] Vista dalla parte del cemento, il lassismo è tragicomico. Registrate le oltre 800 modifiche al piano regolatore, ridicolizzato in modo grossolano (raddoppiando, alla bisogna, perfino i numeri degli abitanti di Messina), va ricordato che negli ultimi 3 anni i vigili hanno multato più di mille case abusive, mai abbattute.

Fra quelle regolari ce ne sono molte (identificate in 32 zone, e anche a Giampilieri) costruite con “cemento che sembra acqua”.

Lo rivela un’inchiesta della divisione investigativa antimafia sui fratelli Pellegrino, titolari della Messina Calcestruzzi srl, che imponeva alle imprese locali la fornitura di calcestruzzo depotenziato. In questa città ad alto rischio sismico un ingegnere si è accorto, costruendo un centro commerciale, che “il cemento era acqua completa”, e lo aveva riferito a Domenico Pellegrino. La telefonata intercettata dalla Dia è del 2004. Sono stati sequestrati 50 milioni di beni ai fratelli Pellegrino, ma i palazzi friabili restano lì, abitati, anche nel centro cittadino.

Dovesse succedere il peggio, si potrà sempre dire: lo sapevamo tutti. Qualcuno lo dice prima, come il Wwf, che sei mesi fa presentò 4 esposti in procura, inascoltati

Da l’Unità la notizia qui…

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Traffico illecito dei Rifiuti: evitare i limiti alle intercettazioni


Emergenza rifiuti a Napoli

Il Presidente della della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Gaetano Pecorella, ha chiesto di ‘evitare che siano posti limiti troppo rigidi alle intercettazioni telefoniche’.

Pecorella lo ha dichiarato durante un suo intervento al convegno dell’associazione Liberambiente. Secondo Pecorella ‘la legge sulle intercettazioni se non viene emendata subito su questo tema rischia di non includere i rifiuti.

Da Ambientenergia la notizia qui…

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Mario Chiesa: da Tangentopoli allo smaltimento rifiuti, a volte ritornano


trivulzio

Image by yukali via Flickr

La professionalità non si butta mai via. In qualsiasi campo, “inciucio” e reati contro la pubblica amministrazione compresi.

Come dimostra oggi l’arresto di Mario Chiesa, l’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano protagonista del primo episodio dell’inchiesta che avrebbe sconvolto l’Italia della Prima Repubblica, Mani Pulite. [continua…]

Da Panorama.it la notizia qui…

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Dati errati nei documenti? E’ traffico illecito dei rifiuti. La Corte di Cassazione “bastona” l’ecomafia


Gomorra (film)

Image via Wikipedia

Se n’è parlato a lungo sia durante il Forum Ambiente e Legalità che nel corso della Settimana per la legalità, ovvero della necessità di introdurre i reati ambientali nel Codice Penale.

In questa direzione è stata approvata il 18 novembre scorso una direttiva europea (2008/99/CE) che stabilisce le tipologie di reati ambientali perseguibili penalmente, alla quale si dovrà uniformare anche l’Italia entro il 26 dicembre 2010.

E in attesa che questa uniformazione avvenga, nel nostro Paese è stato introdotto il reato di traffico illecito di rifiuti, un grande passo avanti rispetto al passato – quando i reati di ecomafia non erano praticamente riconosciuti giuridicamente -, perché permette di contrastarte in qualche modo i peggiori reati ecomafiosi.

In questo senso ci viene incontro una recente sentenza della Corte di Cassazione, 13 febbraio 2009, n. 6227, la quale stabilisce che le difformità dei dati contenuti nella documentazione “non costituisco un mero errore di indicazione dei dati, ma una violazione delle norme comunitarie in materia di procedure di esportazione dei rifiuti”.

In poche parole, se nelle bolle o nei documenti di accompagnamento i dati sono sbagliati, si cade nel campo del “traffico illecito di rifiuti”, un reato punibile anche con la reclusione. [continua…]

Da Verdenero la notizia qui…

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Truffa dei rifiuti a Colleferro 13 arresti e sequestro dell’impianto


Il vecchio inceneritore

Image by CasteFoto via Flickr

Smantellata la dirigenza del termovalizzatore – Falsificati i certificati di analisi: nel sistema di riciclo finivano anche materiali tossici

ROMA – Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull’ambiente circostante. E’ questa l’accusa per cui nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Velletri, nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Gli investigatori hanno poi anche deciso il sequestro dei due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando «tutte le norme previste». Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arriva «di nascosto» dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.[continua…]

Da Corriere.it la notizia qui…

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Traffico di rifiuti a Colleferro: sigilli al termovalorizzatore e 13 arresti


Il vecchio inceneritore

Image by CasteFoto via Flickr

Le manette sulla discarica. Sono tredici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alessandra Ilari della procura della Repubblica di Velletri (Roma) per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e favoreggiamento personale.

In tutto, sono 25 le persone indagate nell’inchiesta, estesa nel centro Sud (le ordinanze sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno).

Sono coinvolti amministratori di società che si occupano di smaltimento e riciclaggio rifiuti e di cdr (combustibile da rifiuti) in Lazio, Campania e Puglia. Sotto l’osservazione degli inquirenti soprattutto l’inceneritore di Colleferro [continua…]

Da Panorama.it la notizia qui…

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Parco del Circeo, lo scempio del lago di Paola


Sabaudia

Image by Macorig Paolo via Flickr

Vale la pena di soffermarsi su questa storia che riguarda il Parco Nazionale del Circeo, un’area verde a soli 90 chilometri da Roma che si estende lungo il litorale tra coste, dune e laghi.

Una vicenda tipicamente italiana fatta di cemento e speculazione che prevede un fantomatico “Programma di riqualificazione e fruizione sostenibile del lago e del canale di Paola promosso dalla Provincia di Latina. E, udite udite!, che comprende, fra le altre cose, un canale percorribile dagli yacht di grandi dimensioni.

Ora, mi chiedo io, ma vi sembra possibile che all’interno di un parco nazionale ci sia spazio per gli yacht? Bé, pare proprio di sì. E non solo.

Nella darsena del lago “sono stati costruiti svariati manufatti, a terra, connessi all’attività di ormeggio (fornitura di acqua ed elettricità sui pontili, servizi di sollevamento di barche, officina meccanica, scuola di sci nautico, un ristorante, un bar, il deforestamento di ampie aree appartenenti al Parco nazionale del Circeo al fine di consentire il parcheggio delle autovetture e una boutique), tutti privi del permesso di costruire e delle autorizzazioni correlate ai vincoli esistenti”. Tutte queste strutture (una scuola di sci nautico?!) sono state costruite grazie a un’autorizzazione concessa dalsindaco di Sabaudia nel 1984, e rinnovata solo l’anno successivo, che attualmente risulta scaduta.

Quindi nessuna valutazione di impatto ambientale o autorizzione paesaggistica, né tantomeno un nulla-osta o autorizzazione dell’Ente parco. Ora sentite questa: la banchina in legno sul lago prevede l’attracco per 500 imbarcazioni. Peccato che nel lago ci sia un divieto di navigazione per le imbarcazioni a motore… [continua…]

Da VerdeNero la notizia qui…

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