Notte di negoziati a Copenhagen Oggi l’intervento di Barack Obama


Barack Obama, President of the United States.

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Rasmussen: pronta bozza di accordo.

COPENAGHEN – «Clima positivo» e tante ore di lavoro notturno per cercare con tenacia un accordo sulle misure da prendere per frenare il riscaldamento del pianeta. Negoziati ad oltranza a Copenaghen dove il vertice dell’Onu sul clima è arrivato veramente in dirittura d’arrivo con l’arrivo dei leader. In attesa dell’entrata in scena di Barack Obama, prevista per questa mattina, i capi di Stato e di Governo si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a negoziare sul serio, anche attraverso una girandola di colloqui bilaterali che arriveranno al culmine oggi con gli incontri che il presidente americano avrà – qui a Copenaghen – con il premier cinese Wen Jiabao, con il presidente russo Dmitri Medvedev e brasiliano Ignacio Lula da Silva.

Convocato anche un extra-vertice notturno in una corsa contro il tempo

Da La Stampa la notizia qui…

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Clima, 7,2 miliardi di euro ai Paesi poveri


TOYAKO-ONSEN, HOKKAIDO, JAPAN. During a meetin...

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BOZZA DI ACCORDO. Berlusconi: «600 milioni dall’Italia». L’obiettivo dell’Onu: «Contenere l’aumento della temperatura tra 1,5 e 2°».

COPENAGHEN – I capi di Stato e di governo dell’Ue si sono accordati per dare 7,2 miliardi di euro ai Paesi poveri per il triennio 2010-2012 (2,4 mld all’anno): il cosiddetto fondo «fast start» aiuterà i Paesi in via di sviluppo a dotarsi di tecnologie pulite per frenare il surriscaldamento del pianeta ma dovrebbe facilitare anche il raggiungimento dell’accordo al summit internazionale di Copenaghen. L’Italia darà 200 milioni di euro, un contributo definito «generoso» dal premier Silvio Berlusconi; ma hanno dato contributi anche quei Paesi – come la Lettonia, la Bulgaria, l’Ungheria e la Grecia- che si trovano in una situazione economica molto delicata.

OLTRE LE ASPETTATIVE – I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno così superato le aspettative della stessa Commissione Europea. «È di più di quel che ci attendevamo», ha detto il presidente della Commissione, Manuel Barroso. E Ivo de Boer, il capo negoziatore delle Nazioni Unite sul clima, ha definito lo stanziamento «un grande incoraggiamento» ai colloqui in corso a Copenaghen. Le organizzazioni internazionali non governative mettono però in guardia: i fondi, dicono da più parti, devono essere aggiuntivi all’impegno di portare l’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) allo 0,7% del Pil entro il 2015.

L’ONU – Intanto al vertice nella capitale danese, è sceso in campo l’Onu con una prima bozza ufficiale: un’ipotesi di compromesso, redatta dalla presidenza Onu.

Da Corriere.it la notizia qui…

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Ottimisti contro scettici: chi vincerà a Copenaghen?


Welcome to wonderful Copenhagen.

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Obama non arriverà all’inizio bensì alla fine. Per siglare un accordo vincolante e raccogliere gli applausi?

Diciamo che questo è l’augurio, alla vigilia della conferenza dell’Onu sul clima da cui dipenderà la politica degli stati in materia di emissioni di gas serra. Lo spostamento al 18 dicembre della partecipazione del presidente degli Stati Uniti non è l’unica novità pre-vertice. Un’adesione dell’ultim’ora è per esempio quella del primo ministro indiano Manmohan Singh, mentre già sapevamo che avrebbe preso parte alla conferenza il primo ministro cinese Wen Jiabao. La notizia vera sembra quindi essere questa: i leader dei tre principali emettitori di gas serra a Copenaghen ci saranno tutti.

Da Panorama la notizia qui…

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Bozza danese sul clima: emissioni dimezzate entro il 2050


Eastern reef of Maldivian Ari Atoll from seapl...

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Gas a effetto serra ridotti del 50 percento rispetto ai livelli del 1990? Non è fantascienza ma la concreta proposta del governo danese per evitare di superare i 2 gradi centigradi di aumento delle temperature.

E la bozza precisa anche che a fare l’80 per cento del taglio devono essere le nazioni ricche. Sembrerebbe troppo bello per essere vero, a una settimana dall’apertura del vertice Onu sul clima così cruciale e dall’esito ancora così incerto.

La doccia fredda arriva però nel punto in cui la bozza specifica che l’obiettivo dovrebbe essere raggiunto nel 2050. Ma come, i climatologi non consigliavano di agire immediatamente per evitare conseguenze difficilmente calcolabili? Non bisognava spicciarsi a dare un taglio alla CO2 per evitare che le sue concentrazioni in atmosfera diventassero tali da non poter più impedire l’impennata delle temperature? Non basta che gli iceberg dell’Antartide vadano ad arenarsi sulle spiagge della Nuova Zelanda? Quali altri stimoli servono ai governanti per darsi una mossa?

Mentre i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici si sgolano per attirare l’attenzione sul problema (il Presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, ha dichiarato che “non far nulla contro la CO2 è un crimine contro l’umanità”), i grandi inquinatori fanno mosse caute.

Da Panorama.it la notizia qui…

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Obama e Hu Jintao, impegno sul clima “Da Copenaghen un effetto immediato”


This is why I love China.

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A Pechino il colloquio fra i due leader: ambiente, diritti umani, economia, nucleare. Il presidente cinese: “Opporsi al protezionismo, in tutte le sue manifestazioni”

PECHINO – Dai negoziati di Copenaghen sul clima dovrà uscire un accordo mondiale che abbia “effetto operativo immediato”. E’ quanto chiedono Usa e Cina al termine del colloquio che il presidente statunitense Barack Obama ha avuto con il collega cinese Hu Jintao. Cambiamenti climatici, diritti umani, crisi economica e scambi commerciali, proliferazione nucleare sono stati i principali temi affrontati dai due leader nel corso dell’incontro, storico, nel grande Palazzo del Popolo di Pechino. Nell’occasione, è stato annunciato che Hu Jintao ricambierà la visita del presidente Usa nel 2010, senza però dare date precise.

“Copenaghen non deve fallire”. Dai negoziati di Copenaghen sul clima dovrà uscire un accordo mondiale che abbia “effetto operativo immediato”. Al termine dell’incontro, i due leader si sono detti d’accordo “sulla necessità di lavorare affinché Copenaghen sia un successo”. “Il nostro scopo – ha detto Obama – non è di ottenere un’intesa parziale o una dichiarazione politica, ma piuttosto un accordo che riguardo tutte le questioni su cui si andrà a negoziare e che abbia immediato effetto operativo”.ù

Da Repubblica la notizia qui…

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Clima, nubi su Copenhagen: Casa Bianca teme per legge energia Usa


Obama / Browner

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Carol Browner dubita che Senato la approverà in tempo per summit.

Roma, 5 ott. (Apcom) – La Casa Bianca, per la prima volta, ha espresso il suo scetticismo sulla possibilità che al summit di Copenhagen venga raggiunto un accordo sul clima. Nel corso di un seminario a Washington, Carol Browner, la principale consigliera di Barack Obama sulle questioni energetiche, ha espresso in modo particolarmente esplicito i suoi dubbi sulla possibilità che il Senato americano approvi il progetto di legge su energia e clima prima del vertice di dicembre. “Ovviamente, vorremmo farcela, ma non credo che accadrà”, ha affermato Browner

Da il Riformista la notizia qui…

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Politica: G8, sul clima arriva oggi l’accordo che conta


Silvio Berlusconi

9 luglio 2009 – Sul clima l’appuntamento più atteso è oggi pomeriggio quando il G8, il club che riunisce gli otto grandi del pianeta (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia) incontrerà il Mef (Major Economies Forum), il gruppo che raccoglie oltre ai paesi industrializzati – quindi il G8 – i paesi emergenti a maggiore tasso di sviluppo (Messico, Brasile, Sud Africa, Indonesia) oltre ad Australia e Unione europea nel suo complesso.

Insieme, i Paesi del Mef sono responsabili dell’80 per cento di anidride carbonica emessa nell’atmosfera al livello mondiale. È proprio alla luce di quest’ultimo dato che si comprende come non può essere che l’accordo che emergerà dalla cornice del Mef quello che rivestirà un peso reale nel prosieguo dei negoziati sul clima fino a quello di dicembre a Copenhagen.

Lo si evince dalle stesse parole del premier Berlusconi che nonostante l’entusiasmo mostrato nella conferenza stampa conclusiva della prima giornata per la comune visione dei grandi della Terra sulla questione clima, non ha nascosto la necessità di presentarsi “uniti” al vertice del Mef di oggi “per chiedere a Cina, Brasile, India e agli altri paesi emergenti di prendere impegni ben precisi”.
 Appunto, precisi!

Da Zeroemission.tv la notizia qui…

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