Battibecchi – Costato a sorpresa: “Le rinnovabili sono inutili e costose”. E l’Aper non ci sta


Emma Marcegaglia

Image by Giuseppe Nicoloro via Flickr

Milano, 6 aprile – Le fonti rinnovabili sono inutili e costose, il settore rappresenta un’area speculativa e la concentrazione degli impianti è, non a caso, maggiore in aree ad alta presenza di mafia: un treno in corsa, guidato da Antonio Costato – vice presidente della Confindustria – si abbatte sulle energie rinnovabili.

In questi termini, infatti, si è espresso il numero due di viale dell’Astronomia nel corso del convegno milanese “L’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e il Conto energia”, organizzato presso la sede di Assolombarda dal Gse, il Gestore dei servizi elettrici.

Dietro le parole di Costato c’è il riferimento ai forti incentivi che lo Stato assegna alle energie rinnovabili e i recenti casi di infiltrazioni malavitose nella costruzione e nella gestione di parchi eolici in Sicilia e Puglia. E un’indicazione: meglio puntare allora sull’efficienza energetica.

Le reazioni: via dalla Confindustria? – I produttori di energie “green”, va da sé, non l’hanno presa bene. A Costato ha risposto in diretta Roberto Longo, presidente dell’Aper – l’Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili, – presente alla tavola rotonda. Longo ha chiesto se le parole di Costato fossero “a titolo personale” o rappresentassero “la posizione ufficiale e condivisa” nella Confindustria. E Costato ha confermato l’ufficialità della posizione.

Chiuso il botta e risposta in Assolombarda, lo scontro si è spostato negli uffici delle associazioni. A colpi di lettere aperte e comunicati. Aper, infatti, ha subito inviato una lettera a Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, per chiedere spiegazioni circa l’uscita del suo braccio destro (puoi leggere il testo integrale in Approfondimenti, ndr). Lettera che sembra aprire a una possibile uscita dei produttori di rinnovabili dal sistema confindustriale.

Da E-gazette la notizia qui…

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Energia: il boom delle rinnovabili sfida la recessione


Box Cover of Power Grid by Friedemann Friese

Image via Wikipedia

Martedí 03 Febbraio 2009 – Due grandi onde contrapposte. La prima di recessione mondiale. La seconda, positiva e ancora ben alta, di una ristrutturazione energetica centrata sulle nuove fonti rinnovabili, e che nel 2008 sembra aver preso velocità.

I governi di Europa, Usa, Cina, Giappone (per citare solo i maggiori) puntano su questa «green economy» nascente come una delle carte cruciali nei loro pacchetti di stimolo antirecessivi. L’obbiettivo, per tutti, è di sostenere un nuovo ciclo innovativo e di posti di lavoro, per il 2009 e il 2010, tale da alimentarsi da sé anche negli anni successivi, quando alcune tecnologie chiave (eoliche, fotovoltaiche, solari termodinamiche o semplicemente termiche, geotermiche…) avranno raggiunto il punto di pareggio con il costo delle fonti fossili. Quando queste ultime, secondo un diffuso consenso tra gli esperti, ritorneranno a salire nei prezzi ai primi segnali di ripresa dell’economia mondiale.

«Le rinnovabili sono un’opportunità anche per l’Italia – spiega Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l’energia – a patto che siano un’occasione di sviluppo e di ricerca per l’industria nazionale».

È la scommessa di tutti. Radicare le nuove tecnologie energetiche nei sistemi produttivi nazionali, sospingere masse critiche e innovazioni fino al punto in cui queste potranno muoversi con le loro gambe, senza la necessità di massicci incentivi, gravanti sulle bollette dei consumatori o sulle casse pubbliche. Ma la condizione è una rete elettrica di nuova generazione, o smart grid, [continua…]

Da ilSole24ore.it la notizia qui…

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