Truffa dei rifiuti a Colleferro 13 arresti e sequestro dell’impianto


Il vecchio inceneritore

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Smantellata la dirigenza del termovalizzatore – Falsificati i certificati di analisi: nel sistema di riciclo finivano anche materiali tossici

ROMA – Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull’ambiente circostante. E’ questa l’accusa per cui nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Velletri, nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Gli investigatori hanno poi anche deciso il sequestro dei due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando «tutte le norme previste». Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arriva «di nascosto» dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.[continua…]

Da Corriere.it la notizia qui…

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Traffico di rifiuti a Colleferro: sigilli al termovalorizzatore e 13 arresti


Il vecchio inceneritore

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Le manette sulla discarica. Sono tredici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alessandra Ilari della procura della Repubblica di Velletri (Roma) per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa, accesso abusivo a sistemi informatici e favoreggiamento personale.

In tutto, sono 25 le persone indagate nell’inchiesta, estesa nel centro Sud (le ordinanze sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno).

Sono coinvolti amministratori di società che si occupano di smaltimento e riciclaggio rifiuti e di cdr (combustibile da rifiuti) in Lazio, Campania e Puglia. Sotto l’osservazione degli inquirenti soprattutto l’inceneritore di Colleferro [continua…]

Da Panorama.it la notizia qui…

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Energia pulita: la via italiana alla Green economy


green energy

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Oreste Vigorito era un avvocato di Avellino e oggi è il signore dell’eolico italiano. Con il gruppo Ivpc gestisce la gran parte delle centrali a vento installate in Italia, fattura 250 milioni, occupa 420 persone e muove un indotto che vale almeno altri mille posti di lavoro.

La sua storia incarna quel sogno “green” che sta attraversando l’economia mondiale fiaccata dalla recessione: far crescere reddito e occupazione grazie all’energia pulita. Ricchezza grazie al sole, al vento, ai rifiuti del legno, ai piccoli corsi d’acqua e persino ai vapori sotterranei. D’altronde, i ritmi di crescita delle rinnovabili in Italia ricorda gli entusiasmi della new economy, con la differenza che a sostenerla c’è un’industria reale. Ci sono le grandi imprese dell’energia e persino la ricchezza dei petrolieri.

Secondo uno studio di Nomisma Energia realizzato in esclusiva per Panorama, oggi il settore eolico, fotovoltaico e delle biomasse generano da soli un fatturato di oltre 5 miliardi di euro al netto dell’import e degli investimenti. Nel 2002 non si arrivava al miliardo e mezzo. E il boom non ha trascurato nessun comparto: in un anno il fatturato complessivo è aumentato del 44 per cento. Il fotovoltaico ha raddoppiato, passando da 339 milioni a 700. L’industria dell’eolico (2 miliardi e 196 milioni) ha aumentato i suoi ricavi di oltre 43 punti di percentuale. E le biomasse oggi valgono 2 miliardi e 285 milioni, con un incremento netto di 564 milioni di euro. [continua…]

Da Panorama la notizia qui…

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