Stati Uniti: IDROGENO? MEGLIO LE IBRIDE PLUG-IN


Steven Chu (nella foto) non crede al futuro delle auto a idrogeno. Il neo segretario americano all’Energia, nonché premio Nobel per la Fisica, ha appena ricordato alla rivista “Science” che gli Stati Uniti, intenzionati a divenire il Paese leader in tema di lotta ai cambiamenti climatici, intendono abbattere le emissioni di carbonio dell’80% (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2050.

Un obiettivo certo non facile da raggiungere e che, appunto per questo, si dovrebbe cercare di conseguire nel modo più realistico possibile. Per farlo, a suo parere, è il caso di puntare sulle auto ibride plug-in, ossia ricaricabili alle comuni prese elettriche, lasciando perdere quelle a idrogeno.

Da Quattroruote la notizia qui…

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Batteria turbo, ricarica in dieci secondi


Un motore ibrido (elettrico/benzina). Nei pros...

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La velocità resa possibile da un rivestimento di fosfato di litio. Scoperta del Mit: può trovare applicazione in telefonini, portatili, ma anche nelle auto elettriche, entro tre anni.

MILANO – Le batterie non saranno più le stesse, e il tempo d’attesa per ricaricarle diminuirà notevolmente: ricercatori americani hanno modificato le batterie al litio a tal punto che potrebbero rappresentare l’inizio di una vera e propria rivoluzione per l’elettronica di consumo e delle auto elettriche. Cellulari e portatili saranno ricaricati in pochissimi minuti, se non addirittura secondi. E non aspetteremo che due anni per vederle in commercio.

DAL 2011 – Dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) arriva la batteria col «turbo». Il tutto è reso possibile da un rivestimento di fosfato di litio. In questo modo si riduce il tempo di ricarica, mentre aumenta la densità di potenza con la stessa capacità di memoria. In pratica, la batteria potrà all’occorrenza fornire rapidamente più energia, scrivono gli scienziati attorno a Byoungwoo Kang e Gerbrand Ceder nello studio «Battery materials for ultrafast charging and discharging», pubblicato sul settimanale britannico Nature.

Visto che i materiali utilizzati non sono nuovi, queste batterie ad alto rendimento potrebbero trovare applicazione in dispositivi quali telefonini, portatili, ma anche nelle auto elettriche, già entro due, al massimo tre anni [continua…]

Da Corriere.it la notizia qui…

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Le tre strade verdi per il futuro dell’automobile


Tesla Roadster Engineering Prototype at Yahoo!.

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Roma, febbraio 2020: il traffico scorre lento, ma regolare. Piccoli veicoli superleggeri in prevalenza. Con il classico ronzio elettrico, motori spenti con il rosso, ma scattanti col verde. Escono da parcheggi dove stazioni di ricarica intelligenti hanno immesso, con cura algoritmica, elettricità rinnovabile. Furgoncini e autobus pure. Piccoli motori a scoppio super-efficienti entrano in azione solo sul Raccordo anulare, ricaricano batterie oppure fanno viaggiare a velocità autostradale. In Gran parte bruciano metano e biometano. Gli indicatori di CO2 e Nox emessi dal traffico della capitale sono in netta discesa.

Il futuro dell’auto è già scritto? In buona parte sì, anche se oggi può sembrare un po’ paradossale, nel bel mezzo di una pesante crisi dell’intero settore. Eppure ricerche, progetti e investimenti sono in corso da diversi anni. E su innovazioni radicali (come l’auto elettrica, i motori a carburanti plurimi, i veicoli ibridi “plugin”).

La domanda quindi non è se mai avremo un’automobile ecologica, piacevole da guidare e magari pure bella. Ma, semmai, quando e come. [continua…]

Da ilSole24ore.it la notizia qui…

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