Milano: le bici ci sono, ma le ‘ciclabili’ dove stanno? E il Comune rischia pure di perdere i fondi per realizzarle


pista ciclabile 2

Image by Marco Ferracuti via Flickr

Non è una novità il fatto che Milano [è un eufemismo] non sia propriamente una città a ‘misura di ciclista’.

L’ Amministrazione Comunale ha investito moltissimo nel ‘gioiellino’ bike sharing [ma solo in quello, purtroppo], e ora che l’iniziativa è stata ripagata con entusiasmo dagli utenti, è ancora più evidente l’assenza di una rete organica di percorsi urbani riservati alle biciclette.

Quello che si può trovare a Milano e hinterland è invece un’accozzaglia disordinata di percorsi ‘monchi’, distanti e scollegati, dove solo quattro itinerari superano i quattro chilometri di lunghezza. L’estensione complessiva dovrebbe ammontare ad una settantina di Km, ma se si mettono nel conto anche ciclabili assurde e pericolose come quella di via Monterosa (Lotto-Amendola) soprannominata ‘Toboga Road’ dal ciclista Matteo [per farvi un’idea date un’occhiata al video dedicato alla ‘Toboga road’], appare evidente la distanza del capoluogo lombardo dalle altre capitali del Nord Europa (ad Amsterdam le ciclabili si estendono per 400 km , a Copenhagen per 332 km e a Monaco di Baviera per 350 km).

E il Comune cosa fa? Latita, ovviamente: dal Corriere di ieri leggo la notizia che l’ex governo Prodi, per la realizzazione di tre itinerari di complessivi 6,7 km nel centro storico (da piazza Duomo a Porta Nuova, al parco Sempione e verso zona Monforte) aveva concesso la bellezza di 15,6 milioni di euro (!), ma che i progetti preliminari, una volta approvati dal Ministero, sono stati letteralmente ‘abbandonati’ dall’Assessorato alla Mobilità, a causa di rivoluzioni nei programmi.

Ora l’Amministrazione Comunale, che aveva già dovuto rinunciare al bando regionale da 4,5 milioni perché non era stata in grado di fornire dei progetti definitivi, rischia di perdere anche i fondi statali. E che dire allora dei 6,5 milioni stanziati nel 2009 e non ancora spesi, destinati a coprire i costi di altri «7 grandi itinerari di penetrazione» (28,8 chilometri)? Sono ancora in attesa di essere spesi

Da Giann.net la notizia qui…

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2 Risposte

  1. A Roma abbiamo lo stesso problema, ed anzi mi permetto di dire che stiamo peggio perchè a parte l’inciviltà di chi guida aggiungiamoci che la capitale è famosa per i suoi sette colli, e non sto parlando del formaggio.

    p.s.: per lo scambio di link mi fa piacere, mi piacerebbe che non si limitasse a questo, tra “ecolleghi” si può usare creatività e fare anche cose comuni, chissà🙂

    comunque mi appresto ad inserire il tuo blog, ciao!

  2. Come puoi vedere seguiamo molto anche la situzione romana. Ci ha colpito molto quello che è successo alla povera Eva. Per fare cose comuni, volentieri, se sono cose compatibili.

    Ps. Puoi trovare Eco della Terra sul nostro Blogroll.Grazie.

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