Dall’economia dei disastri al Green New Deal


Green New Deal for the North Bay

Image by Steve Rhodes via Flickr

Prevenzione e tutela del territorio, trasporti, energia. Ecco il piano per un rilancio verde e sostenibile dell’economia, elaborato dall’Istituto Wuppertal per i Verdi del parlamento europeo. Per uscire dalla crisi in un nuovo clima

Crisi economica, crisi ambientale. Il “new deal verde”, del quale si parla da tempo, prende concretezza a opera dell’Istituto Wuppertal, che in un Rapporto commissionato dal gruppo dei Verdi del Parlamento europeo analizza il potenziale economico e occupazionale di una politica europea basata su tutela e protezione dell’ambiente (politica di cui l’Italia, come confermano le tragiche cronache da Messina, ha disperatamente bisogno) e sviluppo ecosostenibile.

Il Rapporto, intitolato A Green New Deal for Europe. Towards a green modernization in the face of crisis, (il documento qui…) chiede all’Unione europea di coordinare un piano di azione capace di consolidare le attività eco-innovative già esistenti, aumentando la qualità e il raggio d’azione delle sue politiche ambientali: un New Deal verde che, in analogia con il famoso piano di rilancio economico del presidente statunitense Franklin D. Roosevelt, che tragga impulso da una visione di modernizzazione ambientalista dell’economia e crei al tempo stesso milioni di posti di lavoro.

Da Sbilamciamoci.info la notizia qui…

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Messina: cronaca di una tragedia annunciata. Cementificazione selvaggia all’ origine del disastro


view of Messina straight

Image by Daveness_98 via Flickr

L’alluvione di Messina è un disastro annunciato. La zona sud della provincia siciliana è infatti soggetta da molti anni ormai a inondazioni periodiche, quasi puntuali, ogni volta che le piogge si fanno insistenti per qualche giorno.

Giampilieri, il paesino più colpito del messinese dall’alluvione di ieri e oggi, che ha pagato con almeno sei morti, era già stato colpito da un’alluvione simile il 25 ottobre del 2007, solo due anni fa, quando per puro caso non vi furono vittime.

Tragedie dovute certo alla pioggia, ma più ancora all’inadeguatezza delle politiche di prevenzione e pianificazione territoriali, a livello strettamente locale e regionale. E poi c’è la cementificazione selvaggia: concessioni edilizie rilasciate in maniera “leggera”, quando non colpevole, permettono di costruire in terreni a rischio d’inondazioni. E, ancora più grave, seppur consapevoli di tali rischi, le istituzioni locali non prendono alcun provvedimento, neanche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria.

Da Report on line la notizia qui…

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Milano/ Più di 53mila ricoveri per le malattie causate dallo smog


Croce Rossa Italiana (01)

Image by Ambrosiana Pictures (P) via Flickr

Milano – Dalla tosse all’asma, fino a bronchiti, polmoniti, attacchi di cuore e ictus. Un crescendo di problemi di salute e un unico imputato alla sbarra: lo smog metropolitano, in particolare le polveri sottili ‘scoriè del traffico urbano.

L’aria di città torna sotto accusa a Milano, dove in due anni – dall’inizio del 2007 alla fine del 2008 – si contano 53.514 accessi al Pronto soccorso legati a disturbi più o meno gravi “potenzialmente correlabili all’inquinamento”. Il condizionale è d’obbligo, avvertono gli esperti, segnalando tuttavia che «ai picchi di agenti inquinanti corrisponde un aumento del rischio di visite al Pronto soccorso del 10-15%” e oltre.

Da Affaritaliani.it la notizia qui…

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