Piste ciclabili: in arrivo più informazione e nuovi percorsi


siesta

Image by (qifei) via Flickr

Bentornati a tutti i nostri lettori… Ci auguriamo che abbiate passato delle buone vacanze estive.

Ora… rieccoci all’opera!
[…]

A Milano in aumento l’utilizzo del bike-sharing, ma occorrono più piste ciclabili. Il Comune pensa a una campagna informativa e a completare i percorsi da Piazza Duomo verso il Sempione, Porta Nuova e Monforte.

Se l’estate milanese ha confermato il trionfo del bike-sharing con 11 mila abbonati e 2600 prelevamenti giornalieri, non si può dire invece che abbia portato più fiducia verso le piste ciclabili, infrastrutture quanto mai necessarie per la sopravvivenza di chi si sposta con le due ruote a Milano.

E’ stato proprio l’Assessore alla mobilità Edoardo Croci, dalle pagine milanesi di Repubblica, a riconoscere che a Milano manca una rete adeguata di piste ciclabili, sottolineando come i percorsi già esistenti abbiano una scarsa manutenzione e siano poco segnalati. Palazzo Marino però non molla e vuole continuare lungo la strada della mobilità dolce, soprattutto attraverso la realizzazione di una rete efficiente di itinerari. E così si punterà prima di tutto sull’informazione, con nuova segnaletica e un manuale sulle piste ciclabili.

Intanto, dal Comune viene anche ricordato che ci sono 15 milioni di euro stanziati per la ciclabilità nel centro cittadino e che dovrebbero portare entro la fine del 2009 al completamento di tre piste per ciclisti: da Piazza Duomo a Porta Nuova, Corso Monforte e corso Sempione.

A questi vanno aggiunti altri sei milioni già a bilancio per la ciclabilità che serviranno per altri completamenti e manutenzioni.

Da Eco dalle città la notizia qui…

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2 Risposte

  1. Non c’è dubbio che occorre più informazione sulle piste ciclabili, ma c’è bisogno soprattutto di più investimenti e di una politica altrettanto incisiva, rivolta alla mobilità e alla intermodalità sostenibile.
    Spero che in un futuro ci sia da parte dei politici, amministratori, imprenditori e cittadini, una maggiore attenzione a problemi legati alla mobilità urbana.

  2. Purtroppo se non ci muoviamo per primi Noi, come cittadini, per esempio prendendo sempre più spesso la bicicletta in modo da riempire le strade delel città di bicilcette, non cambierà niente.

    Se i governanti vedono molte bici in città, vedono molti “votanti” ipotetici sensibili al temi delle piste ciclabili e quindi si suppone che possano cercare di “intercettare” quei consensi con una politica maggiormente sensibile verso la mobilità sostenibile…

    Certe volte è semplicemente cambiando le nostre abitudini che possiamo cambiare le abitudini altrui..

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