Vuoi un impianto eolico gratis, con la piena garanzia sul fatto che si ripaghi da se’ e ti faccia guadagnare da subito?


Free Tibet

Oggi e’ possibile grazie alla legge Prodi per la quale Berlusconi, dopo tante insistenze da parte del movimento ecologista, ha finalmente emanato i decreti attuativi.

Innanzi tutto chiariamo che stiamo parlando di mini eolico. Cioe’ impianti con potenza dai 20 ai 100 kilowatt e un supporto di 10-25 metri di altezza. Non stiamo parlando cioe’ dei mega impianti da 3 megawatt che hanno dimensioni enormi.

Il meccanismo e’ sostanzialmente simile a quello del solare fotovoltaico (ma piu’ semplice, non ci sono tariffe differenziate, non c’e’ doppio contatore). Si trova una banca che finanzi l’installazione di una pala eolica (impropriamente detta mulino a vento), mentre per la durata di 15 anni lo Stato paga un incentivo che al momento e’ di 30 centesimi di euro per ogni kilowatt prodotto: la produzione, diversamente che nel meccanismo fotovoltaico, viene completamente ceduta alla rete.

In Italia una pala eolica da 25 kW situata in buona posizione puo’ produrre dai 40.000 ai 60.000 kilowattora all’anno. Quindi, se la banca concede il prestito, e’ possibile installare un impianto eolico senza sborsare un centesimo e, grazie all’incentivo dello stato, non solo ammortizzare l’investimento in 15 anni, ma trovarsi anche ad avere da subito un utile economico. Teoricamente meraviglioso.

Da Jacopo Fo la notizia qui…

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Oggi i Blog della rete scioperano


Anche noi rimaniamo senza voce…

scaricaillogobanner

In Gazzetta le linee guida per la certificazione energetica degli edifici


Legg Mason Building

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 158 del 10 luglio 2009 il decreto dello Sviluppo economico sulla certificazione energetica degli edifici, che porta a regime, anche nelle regioni che non hanno ancora legiferato in materia, l’attestato di certificazione energetica (Ace) in luogo dell’attestato di qualificazione energetica (Aqe), finora vigente nelle sole regioni che hanno disciplinato questa tematica.

Il decreto ha il fine di rendere omogenea, coordinata e immediatamente operativa la certificazione energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale.

Da Sole24ore.it la notizia qui…

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Mobilità Milano: Il Comune triplica il bike sharing le stazioni sbarcano in periferia


MILANO - Bike MI 27

Image by Ambrosiana Pictures via Flickr

Il traguardo dei 10mila abbonamenti è stato superato. E da settembre Palazzo Marino vuole spingere sull´acceleratore per far scattare la fase due del bike sharing. Con un obiettivo: far salire il numero delle rastrelliere da 100 a 350 e quello delle bici da 1.400 a 5mila. Il servizio delle due ruote in condivisione si allargherà anche in periferia

Il muro dei 10mila abbonamenti annuali è stato appena superato. E, in poco tempo, si potrebbe raggiungere quota 15mila: il “punto di rottura” che manderebbe in crisi il sistema, lasciando sguarnite le stazioni e rendendo insufficienti per tutti le biciclette. È per questo che, adesso, Palazzo Marino vuole spingere sull’a cceleratore. Per far partire a settembre la “fase 2” del bike sharing. Con un obiettivo: aumentare entro il prossimo maggio anche fuori dal centro il numero delle rastrelliere da 100 a 350 e quello delle bici da 1.400 a 5mila. Ma c’è ancora un ostacolo da superare, quello della pubblicità. Degli oltre 200 impianti che servono per ripagare il servizio di due ruote in condivisione, solo 30 sono stati montati. E il conto che deve pagare Atm per coprire il mancato incasso di Clear Channel, la multinazionale che gestisce BikeMi, è arrivato a 800mila euro. È partito in sordina lo scorso dicembre. Ma in sette mesi, il bike sharing ha già raggiunto 10mila abbonati. Numeri che raccontano un successo e che devono essere sommati ai 5mila abbonamenti giornalieri e ai mille settimanali.

[…] Il primo traguardo verrà tagliato questa settimana, quando le rastrelliere saliranno a 103 e le bici a 1.400: è la fine della prima fase di BikeMi. Che ora il Comune vuole rilanciare. «Perché — spiega l’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci — il bilancio è più che positivo. Il bike sharing piace ed è utilizzato: abbiamo superato i 10mila abbonamenti annuali e in quanti lo usano c’è una forte soddisfazione. Il sistema, poi, è all’avanguardia anche rispetto alle altre città europee».

Le mappa di BikeMi, oggi, riguarda soltanto il centro. Ma Croci assicura che, in questa seconda fase che prenderà l’avvio tra settembre e ottobre, le 250 nuove stazioni che verranno costruite spunteranno soprattutto al di fuori della Cerchia dei Bastioni

Da Repubblica.it la notizia qui…


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Milano – Metropolitane. Moratti: “Milano in linea con le metropoli europee”


MILANO - Metro Linea Gialla (Centrale F.S.) 3

Gli investimenti complessivi per la M5 sono di 1,284 miliardi di euro, mentre per la M4 sono di 1,699 miliardi di euro. Entrambe sono finanziate attraverso il meccanismo del project financing

Milano, 10 luglio 2009 – “Proseguiamo con il progetto delle metropolitane, la seconda tratta della M4 da Sforza- Policlinico a Linate e la seconda tratta M5 da Garibaldi a San Siro – ha dichiarato il Sindaco di Milano Letizia Moratti – con un investimento complessivo di oltre due miliardi che il Comune ha effettuato assieme al Governo centrale e anche ai privati. Con questo investimento poniamo la città in linea con le altre grandi città europee, arrivando così ad una copertura per abitante pari al 60% rispetto al precedente 40%”.

“Un investimento che crea occupazione e sviluppo – ha spiegato il Sindaco – nato grazie a Milano Expo 2015. I finanziamenti – ha aggiunto Letizia Moratti – sono stati già confermati al tavolo Lombardia ed è prevista una conferenza di servizi, preparatoria del CIPE, il 15 e 16 luglio che prevede all’ordine del giorno la seconda tratta della M4 e M5”.

“Il forte sviluppo della metropolitana rappresenta un vero e proprio salto di qualità che consentirà, in vista di Expo 2015, di garantire una mobilità sempre più rapida e confortevole a chi vive ed opera a Milano con effetti positivi sull’ambiente, sul traffico, sull’occupazione, sul territorio e sui valori immobiliari –ha dichiarato l’assessore Edoardo Croci – In particolare, la M5 è stata progettata in modo integrato con lo sviluppo urbanistico della città e consentirà di realizzare un riqualificazione urbana complessiva lungo i propri percorsi”

Gli investimenti complessivi per la M5 sono di 1,284 miliardi di euro di cui 557 milioni per la prima tratta da Bignami a Garibaldi e 727 milioni per la seconda da Garibaldi a San Siro.
Gli investimenti complessivi per la M4 sono di 1,699 miliardi di euro di cui 789 milioni per la prima tratta da Lorenteggio a Sforza Policlinico e 910 milioni per la seconda da Sforza Policlinico a Linate.

Da Comune di Milano la notizia qui…

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Torna il nucleare in Italia. Che smantella le vecchie centrali


centrale nucleare

Con 154 voti a favore, un solo contrario e un astenuto, il Senato ha dato il definitivo via libera al “Ddl Sviluppo”: l’Italia dopo 22 anni torna nel nucleare. Questa la novità più rilevante di una legge che ha impiegato quasi dieci mesi per completare il suo percorso, ha passato quattro “letture” parlamentari, ha attraversato 60 sedute in commissione e altrettante in aula tra Camera e Senato, ha affrontato l’esame di oltre 2.800 emendamenti.

Entro sei mesi sarà decisa la normativa per la localizzazione delle nuove centrali nucleari e per i sistemi di deposito e stoccaggio dei rifiuti radioattivi: a gestire il ritorno dell’atomo sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn). Solo allora si potrà cominciare a piazzare le bandierine dei possibili siti sulla carta geografica. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana.

Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni ‘70. Anche se, annuncia il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola: “Una commissione di dieci autorevoli esperti è al lavoro da dieci mesi e sta producendo buoni risultati. Ho ricevuto numerose richieste di amministrazioni locali che hanno dato disponibilità all’insediamento di centrali nucleari”.

Da Panorama.it la notizia qui…

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Milano:metropolitane – Investimenti e Infrastrutture – Beretta in Senato per M4 e M5


Expo 2015 Logo

Image via Wikipedia

“Circa 20 km di nuove linee con 40 nuove fermate che attraverseranno tutta la città, da Linate a San Siro, da San Cristoforo a Bignami”. Lo ha detto l’assessore al Bilancio illustrando lo stato d’avanzamento delle nuove metropolitane milanesi

Milano, 9 luglio 2009 – “Circa 20 km di nuove linee con 40 nuove fermate che attraverseranno tutta la città, da est ad ovest, da nord a sud, da Linate a San Siro, da San Cristoforo a Bignami”. Lo ha spiegato l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta, intervenuto insieme con Antonio Acerbo, Direttore Centrale Mobilità Trasporti e Ambiente del Comune, all’ 8ª Commissione Permanente Lavori Pubblici del Senato presieduta dal senatore Luigi Grillo, per illustrare lo stato d’avanzamento delle nuove metropolitane milanesi, M4 e M5.

In particolare l’assessore Beretta ha illustrato l’iter dei tre progetti per le nuove metropolitane, rispettivamente i due lotti della M4 e il prolungamento della M5, indispensabili per accogliere i milioni di visitatori dell’esposizione universale. Conoscere con precisione dai diretti interessati lo stato dell’arte delle principali infrastrutture del Paese, stante il periodo di difficile crisi economica è l’obiettivo della Commissione. Lo ha sottolineato il senatore Grillo all’inizio dei lavori. A sua volta, l’assessore Beretta, ha avuto modo di ringraziare il Presidente dell’Ottava Commissione per l’importanza riservata alle metropolitane milanesi e, in generale, alle infrastrutture destinate all’Expo 2015.

Beretta ha ribadito in Commissione quanto sia essenziale il contributo dello Stato per queste realizzazioni, ricordando che “il Comune di Milano ha provveduto a fornire le coperture economiche di propria competenza”. L’assessore ha poi rimarcato “il fondamentale ruolo delle prossime decisioni del CIPE per consentire la consegna delle opere nei tempi prestabiliti, per il contributo al rilancio di Milano, che passa anzitutto dalle infrastrutture di cui la città ha irrimandabile bisogno, soprattutto per essere pronta alla sfida dell’Expo 2015”.

L’assessore al Bilancio ha infine insistito sul fatto che le nuove metropolitane sono indispensabili da subito per aiutare la ripresa dell’intera città.

Da Comune di Milano la notizia qui…

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Produrre Etanolo e Plastica e Convertire CO2 in Modo Conveniente Grazie all’Unione di Algenol ed il Gigante della Chimica Dow Chemical


Cicciotto bagnato

Nel tentativo di produrre biocarburanti a basso costo, Dow Chemical e Algenol hanno collaborato per realizzare un impianto ad alghe in grado di convertire CO2 in etanolo, utilizzato per alimentare veicoli o che può anche essere utilizzato per produrre plastica, sostituendo l’utilizzo di gas naturale.

Il team ora ha annunciato che costruirà un impianto dimostrativo che converte efficacemente CO2 in biocombustibile. Come sappiamo, dato che la coltivazione delle alghe non richiedono alcun terreno agricolo o molto spazio, numerose società del settore stanno cercando di lanciarsi in imprese commerciali per produrre idrocarburi o sostanze chimiche utili all’industria. Ma la raccolta degli idrocarburi ancora si è rivelata poco conveniente e difficoltosa.

Da Genitronsviluppo la notizia qui..

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Politica: G8, sul clima arriva oggi l’accordo che conta


Silvio Berlusconi

9 luglio 2009 – Sul clima l’appuntamento più atteso è oggi pomeriggio quando il G8, il club che riunisce gli otto grandi del pianeta (Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia) incontrerà il Mef (Major Economies Forum), il gruppo che raccoglie oltre ai paesi industrializzati – quindi il G8 – i paesi emergenti a maggiore tasso di sviluppo (Messico, Brasile, Sud Africa, Indonesia) oltre ad Australia e Unione europea nel suo complesso.

Insieme, i Paesi del Mef sono responsabili dell’80 per cento di anidride carbonica emessa nell’atmosfera al livello mondiale. È proprio alla luce di quest’ultimo dato che si comprende come non può essere che l’accordo che emergerà dalla cornice del Mef quello che rivestirà un peso reale nel prosieguo dei negoziati sul clima fino a quello di dicembre a Copenhagen.

Lo si evince dalle stesse parole del premier Berlusconi che nonostante l’entusiasmo mostrato nella conferenza stampa conclusiva della prima giornata per la comune visione dei grandi della Terra sulla questione clima, non ha nascosto la necessità di presentarsi “uniti” al vertice del Mef di oggi “per chiedere a Cina, Brasile, India e agli altri paesi emergenti di prendere impegni ben precisi”.
 Appunto, precisi!

Da Zeroemission.tv la notizia qui…

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Energia rinnovabile giorno e notte, tutto l’anno e costa meno del nucleare!


Off-shore Wind Farm Turbine

Image by phault via Flickr

Quando i sostenitori del nucleare dicono che le energie alternative non potranno mai coprire il fabbisogno energetico del pianeta perchè non ci sono sempre. Il sole solo di giorno, il vento quando vuole lui, l’acqua dei fiumi che finisce d’estate.

Si dimenticano sempre che il mare c’è 24 ore su 24. E non sta mai fermo. E quindi potrebbe fornire un flusso “di garanzia” dell’energia.E non è il solo sistema per avere energia senza interruzioni.

Ci danno energia costante il geotermico (il calore sotterraneo) e le biomasse (ad esempio il gas prodotto dai batteri che si mangiano immondizia e letame.  Nel frattempo in Usa sono riusciti a digerire con l’aiuto di enzimi le canne del mais che oggi vengono lasciate sui campi. Ne tirano fuori alcool, 10 kw di energia per ogni kw investito nel processo.

Ma è nel settore marino che stiamo assistendo a progressi strabilianti.
Al largo del Portogallo e della Scozia sono stati costruiti impianti formati da enormi tubi galleggianti.

Da Jacopofo la notizia qui…

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Energia elettrica: Gestire la variabilità delle fonti rinnovabili


Kinderdijk Blue Hour

Il crescente sviluppo della generazione distribuita porterà ad un sistema elettrico più flessibile ed efficiente, grazie all’innovazione tecnologica e ad opportune misure di gestione della domanda

Fornire elettricità in modo efficiente e affidabile è una sfida ai massimi livelli di complessità tecnologica.
Occorre generarla, adattando la produzione “istante per istante” al variare della domanda. E lo si fa (per ragioni tanto tecniche, quanto economiche e politiche) ricorrendo ad un vasto campionario di fonti e di tecnologie. In Italia a fine 2007 erano in servizio circa 11.400 impianti di generazione, così suddivisi:

– 1.056 termoelettrici
– 2.128 idroelettrici (293 grandi impianti e 1.835 mini-impianti, cioè con potenza unitaria inferiore ai 10 MW)
– 31 geotermoelettrici
– 203 eolici
– 324 a biomasse e rifiuti
– oltre 7.650 fotovoltaici (in rapidissima evoluzione: mentre scriviamo – giugno 2009 – gli impianti fotovoltaiciin servizio sono saliti a oltre 40.000 e il GSE stima che a fine 2009 saranno circa 70.000.

Da Enel.it la notizia qui…

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Speciale n° 3 – Certificazione energetica degli edifici


La radio del Mulino Bianco

Quì di seguito gli approfondimenti relativi all’edilizia sostenibile, agli incentivi statali sul risparmio energetico e alle normative nazionali e regionali sulla certificazione energetica degli edifici:

  1. Dal 1 luglio obbligatoria la certificazione energetica degli edifici
  2. Efficienza energetica detrazioni 55% – Enea faq
  3. Certificazione energetica degli edifici, un altro bluff colossale
  4. Arrivano i Certificati energetici decennali
  5. Cert. energ. degli edifici
  6. Efficienza energetica detrazioni 55%- Regione Lombardia faq
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Arrivano i Certificati energetici decennali


León, Mirador de Babia, Riolago (Castilla y León)

Arrivano i certificati energetici a tempo, che avranno la validità di 10 anni ; il decreto entrerà in vigore nelle prosisme settimane con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale (segue dpr 2/4/2009 n. 59).

Il decreto stabiisce i requisiti energetici minimi per i nuovi building in costruzione e per le attività di ristrutturazione di quelli che sono già esistenti. Saranno interessati la maggiorparte degli edifici: residenziale, edifici adibiti ad uffiico, edifici pubblici e sanitari, ecc. Non rientrano invece i garage, le autorimesse, le cantine, depositi, strutture stagionali a protezione di impianti sportivi, parcheggi multipiano.

Ci sarà poi l’obbligatorietà di allegare il libretto di impianto o di centrale,all’attestato di certificazione energetica (in originale o in copia). Come già detto il certificato avrà validità decennale, tuttavia ci sarà obbligatorietà di aggiornamento dell’attestato nel caso in cui si eseguano lavori che migliorano del 25% le perfomance energetiche.

Il decreto parla poi anche del coordinamento fra le disposizioni nazionali e quelle regionali; questo è un apsetto molto rilevante in quanto in questi anni regioni e province hanno comunque emanato delle guidelines in tema di certificazione energetica. Pertanto si procederà anche alla costituzione di una sorta di comitato di coordinamento aperto ai vari esponenti di regioni, province e comuni, al fine di attivare tutta una serie di attività di panificazione e controllo della normativa. Il decreto contiene poi le metodologie di calcolo per misurare le prestazioni energetiche degli impianti.

Da B2corporate.com la notizia qui…

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Il sole catturato dal deserto nei piani di Germania e Italia


Follow The Lines

Impianti in Africa per l’energia da importare in Europa. Grazie agli incentivi del governo tedesco la quota delle energie rinnovabili ha raggiunto il 14%. Nel nostro Paese i sussidi più alti nell’area Ue

BERLINO — Sembreranno file in­finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co­me lo sono i pannelli solari. Si chia­ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Mo­naco. L’idea è del gigante assicurati­vo Munich Re, che ha messo insie­me un gruppo di imprese per realiz­zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen­te potrebbe essere approvvigiona­to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre­se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria.

Non risolverà il pro­blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven­tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me­rkel — incentivano lo sviluppo del­le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi­vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am­biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri­ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi­nari.

Da Corriere.it la notizia qui…

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Obama, avanti sul clima Sì della Camera alla legge


Ocean Circulation Conveyor Belt. The ocean pla...

Image via Wikipedia

Approvata con 219 sì e 212 no la “Climate change bill” che impone all’industria importanti tagli alle emissioni di gas inquinanti. Il presidente: “Provvedimento coraggioso e necessario”

WASHINGTON – Obama va avanti sulla sua politica “verde”. La Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato nella notte italiana (219 voti favorevoli e 212 contrari) la nuova legge sul clima (“Climate change bill”) che pone severi limiti alle emissioni di gas inquinanti. La legge, che deve ancora essere approvata dal Senato, è considerata dalla amministrazione una delle maggiori priorità della agenda del presidente americano. Il presidente ha fatto subito conoscere la sua soddisfazione: “Un passo coraggioso e necessario” ha detto aggiungendo la sua speranza che anche dal Senato arrivi presto un “sì”.

La legge impone alle compagnie americane – incluse le raffinerie e le centrali di energia – di ridurre le emissioni di gas inquinanti (associate al mutamento del clima) di una percentuale del 17 per cento entro il 2020 e dell’83 per cento entro il 2050, prendendo come punto di riferimento i livelli del 2005.

Da Repubblica.it la notizia qui…

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