Speciale n° 3 – Certificazione energetica degli edifici


La radio del Mulino Bianco

Quì di seguito gli approfondimenti relativi all’edilizia sostenibile, agli incentivi statali sul risparmio energetico e alle normative nazionali e regionali sulla certificazione energetica degli edifici:

  1. Dal 1 luglio obbligatoria la certificazione energetica degli edifici
  2. Efficienza energetica detrazioni 55% – Enea faq
  3. Certificazione energetica degli edifici, un altro bluff colossale
  4. Arrivano i Certificati energetici decennali
  5. Cert. energ. degli edifici
  6. Efficienza energetica detrazioni 55%- Regione Lombardia faq
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Arrivano i Certificati energetici decennali


León, Mirador de Babia, Riolago (Castilla y León)

Arrivano i certificati energetici a tempo, che avranno la validità di 10 anni ; il decreto entrerà in vigore nelle prosisme settimane con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale (segue dpr 2/4/2009 n. 59).

Il decreto stabiisce i requisiti energetici minimi per i nuovi building in costruzione e per le attività di ristrutturazione di quelli che sono già esistenti. Saranno interessati la maggiorparte degli edifici: residenziale, edifici adibiti ad uffiico, edifici pubblici e sanitari, ecc. Non rientrano invece i garage, le autorimesse, le cantine, depositi, strutture stagionali a protezione di impianti sportivi, parcheggi multipiano.

Ci sarà poi l’obbligatorietà di allegare il libretto di impianto o di centrale,all’attestato di certificazione energetica (in originale o in copia). Come già detto il certificato avrà validità decennale, tuttavia ci sarà obbligatorietà di aggiornamento dell’attestato nel caso in cui si eseguano lavori che migliorano del 25% le perfomance energetiche.

Il decreto parla poi anche del coordinamento fra le disposizioni nazionali e quelle regionali; questo è un apsetto molto rilevante in quanto in questi anni regioni e province hanno comunque emanato delle guidelines in tema di certificazione energetica. Pertanto si procederà anche alla costituzione di una sorta di comitato di coordinamento aperto ai vari esponenti di regioni, province e comuni, al fine di attivare tutta una serie di attività di panificazione e controllo della normativa. Il decreto contiene poi le metodologie di calcolo per misurare le prestazioni energetiche degli impianti.

Da B2corporate.com la notizia qui…

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Il sole catturato dal deserto nei piani di Germania e Italia


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Impianti in Africa per l’energia da importare in Europa. Grazie agli incentivi del governo tedesco la quota delle energie rinnovabili ha raggiunto il 14%. Nel nostro Paese i sussidi più alti nell’area Ue

BERLINO — Sembreranno file in­finite di sedie a sdraio, nella sabbia del deserto del Nord Africa. Blu, co­me lo sono i pannelli solari. Si chia­ma Desertec ed è un progetto da 400 miliardi (sì, miliardi) di euro che sarà lanciato il 13 luglio a Mo­naco. L’idea è del gigante assicurati­vo Munich Re, che ha messo insie­me un gruppo di imprese per realiz­zare un vecchio sogno: produrre energia pulita dove c’è molto sole ed esportarla in Europa. Secondo il piano, dal 2019 il Vecchio Continen­te potrebbe essere approvvigiona­to, per il 15% dei suoi consumi, da energia solare in arrivo dal Sahara. Alla conferenza ci saranno impre­se come Deutsche Bank, Siemens, Rwe, E.On, il governo di Berlino, la Lega Araba, il Club di Roma, centri di studio tedeschi e probabilmente anche imprese italiane e spagnole. Una cosa seria.

Non risolverà il pro­blema della dipendenza energetica da aree politicamente instabili e non sarà facile da realizzare. Ma è il segno che il sole è pronto a fare un salto di qualità nell’economia del mondo e che la Germania dirige le danze. Nonostante il Paese non sia un paradiso tropicale, da quasi un ven­tennio i governi tedeschi — ancor più quello in carica di Angela Me­rkel — incentivano lo sviluppo del­le tecnologie per estrarre energia dal sole. Dal 2004 in modo aggressi­vo.

Il risultato di questa politica (e dell’amore dei tedeschi per l’am­biente) è che la Germania produce oltre il 14% dei suoi consumi elettri­ci da energie rinnovabili (anche vento e biomasse). Se ci fosse più sole, i risultati sarebbero straordi­nari.

Da Corriere.it la notizia qui…

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