Certificazione energetica degli edifici, un altro bluff colossale


Marseille 2005 edifici

Image by Zilindreen via Flickr

Certo questo Paese, inteso come Italia, è davvero ben strano. Prendiamo per esempio la storia della certificazione energetica degli edifici. E’ un fatto che non sono state emanate le Linee Guida che la concernono (ma la legge entrerà definitivamente in vigore per tutti gli immobili dal 1° luglio 2009).

In assenza delle medesime linee guida i notai saranno costretti a rogitare richiedendo soltanto l’AQE (attestato qualificazione energetica), anziché l’attestato di certificazione energetica (ACE) come dovrebbero per legge. E fin qui passi. Passi anche che non è più obbligatorio allegare all’atto di compravendita di un immobile l’ACE (circostanza che rende privo di significato l’adempimento stesso, che non dovrebbe consistere in un mero pezzo di carta, ma dovrebbe invece rappresentare il punto di svolta a favore di una maggiore attenzione verso il risparmio energetico). Passino pure tutti questi “inopportuni” ridimensionamenti della norma, sui quali peraltro. Tuttavia ciò che appare ed è sommamente incomprensibile è che, mentre la mancata emanazione delle Linee Guida in materia di certificazione energetica si dice sia da imputare al disaccordo sorto in sede di Conferenza Stato e Regioni, queste ultime si stiano muovendo in ordine sparso, ciascuna per proprio conto.

Alcune legiferando, altre indirizzando, altre ancora astenendosi del tutto dal prendere in considerazione la materia, con la inevitabile conseguenza che risulterà impossibile giungere a una normativa omogenea almeno quanto ai principi informatori. E’ facile immaginare a quali disparità e incongruenze darà luogo a livello locale la caotica situazione che si va delineando. Per quanto è dato sapere (è infatti tutt’altro che agevole muoversi tra le “pandette“ regionali, online poi non ne parliamo!) finora sono otto le Regioni che hanno emanato disposizioni in materia:

1. Emilia Romagna (Delib. Ass. Legisl. 4 marzo 2008, n. 156, B.U.) Emilia-Romagna 25 marzo 2008, n. 47);
2. Friuli-Venezia Giulia (L.R. 23-2-2007 n. 5, B.U. 28 febbraio 2007, n. 9);
3. Lazio (L.R. 27-5-2008 n. 6, B.U. 7 giugno 2008, n. 21);
4. Liguria: (L.R. 29 maggio 2007, n. 22, B.U.: 28 novembre 2007, n. 19, parte prima e sgg modifiche);
5. Piemonte (L.R. 28 maggio 2007, n. 13, B.U. Piemonte 31 maggio 2007, n. 22);
6. Puglia (L.R. 10-6-2008 n. 13, B.U. 13 giugno 2008, n. 93),
7. Valle d’Aosta (Legge regionale 18 aprile 2008, n. 21, B.U. 8 luglio 2008, n. 28);
8. Lombardia (Delibera Giunta regionale del 22 dicembre 2008 n. 8745).

Naturalmente non è questa la sede più adeguata per entrare nel dettaglio delle normative dettate Regione per Regione, per metterne in rilievo congruenze e (dio non voglia!) eventuali incongruenze. Vorrei invece qui limitarmi molto più modestamente e pedissequamente a passare in rassegna in rassegna i siti web delle singole Regioni per vedere cosa trova chi in quella Regione sta cercando di capire come dovrà comportarsi se, per esempio, sta vendendo casa.

Da Energymanager.net la notizia qui…

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