L’Italia esporta il solare in Egitto


Giza: sole sopra la piramide

ROMA – Sbarca in Egitto per tentare di farsi largo in tutto il continente africano il solare termodinamico sviluppato dall’Enea partendo dal “progetto Archimede” di Carlo Rubbia.

Non c’è solo una commessa industriale dietro l’accordo firmato al Cairo tra il Presidente dell’Enea Luigi Paganetto con le massime autorità locali dell’energia e della ricerca scientifica: il ministro della ricerca Hany Helal, il ministro per l’energia Hassan Younes e e Tarek Hussein, presidente dell’Accademia egiziana per la Ricerca (Asrt).

L’accordo prevede un’attività in comune su tutta la filiera dello sviluppo e della realizzazione e commercializzazione degli impianti capaci di generare energia elettrica concentrando i raggi del sole su un sistema di trasmissione e conservazione del calore attraverso un liquido salino. Gli egiziani avevano già sperimentato un paio di anni fa un accordo sulla tecnologia “Archimede” con gli spagnoli, limitato però alla fornitura di un impianto pilota. Il patto italo-egiziano ha un’orizzonte più vasto. Per creare un know how locale Asrt e Enea mettono in campo rispettivamente l’Autorità egiziana per le energie rinnovabili e la nostra Fn, una società partecipata dall’Enea che aggrega molte capacità private. Della partita sono anche la Tecnimont, Angelantoni, la Techint e le divisione per le rinnovabili dell’Enel.

Da Sole24ore.it la notizia qui…

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