Marchionne, la svolta americana Dalla sopravvivenza a Detroit


Fiat Automobiles S.p.A.  logo.

WASHINGTON I tempi sono quelli di Sergio Marchionne: meno di cinque mesi per costruire un nuovo colosso mondiale dell’auto o qualcosa che potrà diventare tale se l’alleanza tra Fiat e Chrysler si dovesse rafforzare ulteriormente con l’annessione della tedesca Opel.

[…] Sembra, questo, l’inizio e invece è una tappa di un cammino che lui ha già intrapreso da tempo. Alle spalle ha almeno cinque mesi di contatti e con Bob Nardelli e Tom La Sorda, vecchie conoscenze degli anni in cui era studente a Toronto e che ora sono ai vertici di Chrysler. Due giorni fa è stato visto in una bisteccheria di Toronto con La Sorda e con il numero uno dei sindacati canadesi della Caw, Ken Liwenza.
Giorno dopo giorno, con loro, ha esaminato ciò che è utile per Fiat e ciò che lo è per Chrysler, difficoltà e modi per superarle. E poiché, come ripete spesso, viviamo in un mondo in cui la finanza non ha liquidità e sembra quasi di essere tornati allo scambio come unico strumento di affari, Marchionne utilizza questo meccanismo per un accordo che per Torino deve essere appunto a costo zero: tecnologia per costruire vetture di dimensioni più contenute, ecologiche e a prezzi bassi, in cambio di un ritorno dei torinesi in America e di un 35 per cento in Chrysler con possibilità di salire oltre il 50 per cento. L’assist di Barack Obama alla strategia di Marchionne è eccezionale. Il neopresidente dichiara la Fiat ha tutte le caratteristiche per essere il migliore alleato della Chrysler.

Da Repubblica.it la notizia qui…

Economia – Chrysler-Fiat, c’è l’accordo. Gruppo Usa verso la bancarotta

E’ fatta: i manager della Fiat e della Chrysler hanno messo la firma sul contratto che dà il via alla partnership industriale fra le due case automobilistiche. Il gruppo torinese riceverà una quota iniziale in Chrysler del 35%, che non contempla per Fiat alcun investimento in contante in Chrysler né un impegno a finanziare Detroit in futuro. Che riceverà 6 miliardi di aiuti dall’amministrazione Obama. L’altra quota di capitale azionario in mano al fondo Cerberus sarà ripartita fra il sindacato a stelle e strisce Uaw che avrà il 55% mentre il restante 10% sarà spartito tra Governo Usa e le banche a stelle e strisce.

Intanto le trattative fra il Tesoro americano e i creditori della Chrysler si sono interrotte e l’ipotesi di una bancarotta assistita per la più piccola delle case automobilistiche americane si fa sempre più concreta.

Da Affaritaliani.it la notizia qui…

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