Nanogeneratori, ovvero come caricare l’iPhone camminando


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Zhong Lin Wang, un professore del Georgia Instituite of Technology, ha sviluppato un sistema di nanogeneratori che presto potrebbero essere in grado di alimentare piccoli apparecchi elettronici, come un iPhone o un Blackberry, attraverso i movimenti di chi li indossa.

Il nanogeneratore è infatti composto da una serie di filamenti di ossido di zinco di dimensioni “nanoscopiche”, spesse solo pochi atomi.

Da Panorama.it la notizia qui…

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Zincar, dossier sui 14 milioni perduti


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I liquidatori accusano: nessun controllo sulle spese, sponsorizzazioni ingiustificate. Dura analisi sulla società di Comune e A2A: affitti e stipendi d’oro, niente documenti. Sparita perfino un’auto

MILANO – È sparito tutto. Anche una delle tre Fiat Doblò immatri­colate dalla società. Il fascico­lo firmato dai liquidatori An­gelo Provasoli e Angelo Casò conferma che la storia di Zin­car, società a capitale quasi in­teramente pubblico che avreb­be dovuto occuparsi di ener­gie rinnovabili e che pesa per 14 milioni di euro di passivo sulle tasche dei milanesi, è co­stellata da buchi neri e caren­ze gestionali.

Si parla infatti di una socie­tà «che non aveva attivato i più elementari strumenti di programmazione e controllo della produzione». E, spiega­no i liquidatori, «in assenza di adeguati strumenti di control­lo gestionale è normale che si generino inefficienze anche si­gnificative ». Ancora? «Manca­va in azienda una puntuale sti­ma dei costi totali previsti in fase di sottoscrizione dei disci­plinari e di partitura delle com­messe. Veniva omesso l’aggior­namento periodico dei costi preventivi. Anche l’attività ne­goziale risultava approssima­ta. L’oggetto delle commesse era descritto in modo generi­co».

Inutile dire che gli archivi di Zincar non contengono car­te che ricostruiscano l’evolu­zione degli accordi sulle com­messe «sia nei contenuti tecni­ci e/o nei costi e nei corrispetti­vi». La conseguenza di questa allegra visione aziendale è in euro

Da Corriere.it la notizia qui…

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Milano – «Niente traffico e parcheggio» In ufficio con il bike sharing


bikeMi

Image by .....antonio..... via Flickr

Cantieri per altre nove stazioni. Croci: mezzo preferito dai manager del centro. Dalle 8 alle 9 l’ora di punta del servizio Nuova legge sulla mobilità ciclistica. Legambiente: servono più fondi.

Il manager della banca d’af­fari, l’impiegato di A2A, la com­messa della Rinascente e la tito­lare della boutique in via Mon­tenapoleone: abitano fuori cit­tà, sono pendolari, viaggiano con le Nord, arrivano a Cador­na, smontano dal treno e infor­cano la bici. Direzione: centro. Destinazione: piazza Beccaria, Duomo, San Babila e via San Pietro all’Orto.

Cinque mesi di sperimenta­zione e ora sappiamo chi sono e come si muovono gli utenti del bike sharing, il servizio BikeMi delle due ruote in con­divisione. Comune e Clear­Channel, il gestore, hanno se­guito le tracce (elettroniche) e mappato gli spostamenti degli oltre novemila abbonati (9.032, ultimo dato, più uomi­ni che donne).

Gli orari di pun­ta dimostrano la funzione del sistema: «Un mezzo di traspor­to pubblico che integra la rete di treno, tram e metrò». I cicli­sti prelevano la bici per andare al lavoro (ore 8-10), la ripren­dono in pausa (ore 13-14) e la ritrovano per cena (ore 18-19). Percorsi più battuti: da Cador­na al centro, e ritorno. «Abbiamo toccato punte di 2.800 prelievi al giorno e rag­giunto i 120mila complessivi. È un servizio in continua cre­scita per il quale stiamo lavo­rando con impegno», assicura l’assessore alla Mobilità, Edoar­do Croci.

I numeri dicono an­che che il bike sharing si dif­fonde nonostante le strade — «poche piste ciclabili e percor­si protetti!», protestano le asso­ciazioni — non prevedano cor­sie ad hoc per le due ruote. I mi­lanesi si stanno «prendendo» il loro spazio e l’hanno capito anche le società di marketing, che la bici è di moda

Da Corriere.it la notizia qui…

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