Rinnovabili: Conto energia anche per il Sud Africa


A USSR stamp,

Image via Wikipedia

10 aprile 2009 – Il Sud Africa dà il via a una strategia aggressiva per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel Paese. La National Energy Regulator (NERSA) ha infatti annunciato il 31 marzo l’introduzione di un sistema “feed-in tariffs” concepito con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 10 TWh entro il 2013.

La versione del conto energia sudafricano presentato nei giorni scorsi è addirittura più vantaggiosa di quella proposta dall’NERSA originariamente. Le tariffe incentivanti proposte coprono un periodo di 20 anni.

Le più vantaggiose sono quelle previste per l’eolico e la concentrazione solare, rispettivamente pari a 0,104 euro/kWh e 0,175 euro per kWh, che si collocano tra le più ambiziose a livello mondiale.

Da Zeroemission.tv la notizia qui…

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Idroelettrico nostrano


Antico Mulino ad acqua

Image by signorina 69th via Flickr

La recente notizia che in Puglia è stata riattivata una vecchia centrale idroelettrica è un importante segno della rinascita dell’attenzione per la fonte energetica idroelettrica, rinnovabile, derivata dal moto delle acque a sua volta prodotto dal Sole. Per secoli il moto delle acque dei fiumi o dei canali è stato utilizzato per azionare mulini, magli, segherie, fabbriche tessili, per soffiare l’aria nei forni. Le valli italiane, anche quelle del Mezzogiorno, sono ancora piene di ruderi di mulini ad acqua, spesso di grande interesse tecnico, tanto che il loro studio ha dato vita ad una speciale disciplina, la “molinologia”.

Nella metà dell’Ottocento si è scoperto che il moto di una ruota poteva essere utilizzato per produrre elettricità con invenzioni italiane come quella della dinamo (1864) da parte di Antonio Pacinotti (1861-1912) e del campo magnetico rotante (1888) da parte di Galileo Ferraris (1847-1897). Sono allora state costruite numerose centrali idroelettriche diffuse nel territorio, per iniziativa di imprenditori privati, spesso locali, che producevano elettricità sfruttando piccoli salti di acqua; tale elettricità era il ”carbone bianco” che, fornito alle vicine città e fabbriche, è stato il motore della prima industrializzazione italiana. Ben presto altre innovazioni tecniche hanno permesso di trasportare l’elettricità anche a grandi distanze dai generatori.

E’ stato principalmente il Nord Italia, che poteva utilizzare le forze delle acque dei fiumi che scendevano dalle Alpi, a godere dei benefici della nuova fonte di energia e non a caso l’industrializzazione moderna è nata nella Valle padana.

Da Rinnovabili.it   la notizia qui…

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