Il piano casa, le Regioni e Kyoto


"e ci lasciammo andare dalle case in cost...

Image by lamirlet via Flickr

L’ampliamento volumetrico che il piano casa del Governo prevede rischia di far aumentare le emissioni di CO2. Spetta alle Regioni emanare norme attuative che, oltre attivare severi criteri anti-sismici che la tragedia abruzzese dovrebbe far accelerare, siano anche capaci di neutralizzare le eventuali emissioni aggiuntive.

Sulle implicazioni negative del Piano governativo di ampliamento dell’edilizia esistente i commenti delle istituzioni locali, degli urbanisti e degli ambientalisti sono stati molteplici e hanno portato, durante la trattativa con le Regioni, ad una profonda modifica della proposta originaria.

Nei prossimi 90 giorni le stesse Regioni dovranno emanare le norme specifiche di attuazione del Piano. L’intesa raggiunta prevede aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni e del 35% nei casi di demolizione e ricostruzione, purché compiuti con tecniche di bio-edilizia (che andranno definite).

In realtà, come dimostra la tragedia in Abruzzo di queste ore, un intervento organico sull’edilizia non può prescindere dalla verifica sui criteri antisismici adottati e dall’analisi sull’impatto energetico.

Da QualEnergia la notizia qui…

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