Energia verde e poco amata: quei 18 mila megawatt sotto scacco


NIMBY 2.0

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Le centrali a biomasse sono tra gli impianti più innocui sulla Terra. Per produrre elettricità bruciano pezzi di alberi a crescita rapida, come i pioppi, e scarti di potature: tutta roba pulita e rinnovabile.

Per i contadini sarebbero un affare, perché trasformano in guadagno il costo dello smaltimento dei residui. Anche per gli abitanti dei comuni interessati potrebbero essere un’opportunità, visto che significano posti di lavoro e spesso sconti sulla bolletta della luce. Eppure, in Italia perfino le piccole e inoffensive centrali a legna sono combattute come il diavolo. Da Atena Lucana, in provincia di Salerno, a Zinasco, nel Pavese, sono 52 gli impianti elettrici di quel tipo contestati. È un fenomeno nuovo e sconcertante perché le centrali a biomasse, così come le altre a energia rinnovabile (idroelettriche, solari, geotermiche ed eoliche), fino a non molto tempo fa erano considerate virtuose e non solo accettabili ma addirittura richieste, quindi fornite di uno speciale lasciapassare ecologistico, una specie di bollino verde.

Da qualche tempo, invece, gruppi di talebani della «difesa del territorio», spesso minuscoli ma bellicosi, hanno cominciato a trattare da nemiche perfino le energie rinnovabili. [continua…]

Da Panorama.it la notizia qui…

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Elettricità rinnovabile: parere della Commissione all’Italia per il mancato riconoscimento di alcune garanzie d’origine


Saint Patrick's Day Matches

Image by Bob.Fornal via Flickr

La Commissione europea ha inviato ieri un parere motivato all’Italia per il mancato riconoscimento di alcune garanzie d’origine di altri Stati membri dell’UE. Si esorta l’Italia ad adottare entro due mesi le misure necessarie a conformarsi alla direttiva. [continua…]

Da Kyoto club la notizia qui…

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Responsabilità sociale d’impresa, l’esempio Acer&Sociale


A maple leaf with its distinctive shape.

Image via Wikipedia

La crisi di produzione e vendite che sta attanagliando i principali settori dell’economia mondiale spinge le principali industrie ed imprese a ricercare attività originali, che siano così in grado di caratterizzarle rispetto ai concorrenti dei rispettivi settori di appartenenza.

Sembra utile, quindi, cogliere gli esempi che giungono dai “big” per imitarne le strategie anche a livello di piccola e media impresa: prendiamo il caso Acer, e la sua iniziativa in un ambito sinora scarsamente esplorato dalle aziende produttrici di computer, netbook, palmari, cellulari e smartphone. La società di Taiwan ha infatti dichiarato di volersi dedicare all’impegno sociale, cercando dunque di andare al di là degli aspetti negativi della crisi in cui versa anche il settore Hi-Tech. [continua…]

Da Pmi.it la notizia qui…

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