Dati errati nei documenti? E’ traffico illecito dei rifiuti. La Corte di Cassazione “bastona” l’ecomafia


Gomorra (film)

Image via Wikipedia

Se n’è parlato a lungo sia durante il Forum Ambiente e Legalità che nel corso della Settimana per la legalità, ovvero della necessità di introdurre i reati ambientali nel Codice Penale.

In questa direzione è stata approvata il 18 novembre scorso una direttiva europea (2008/99/CE) che stabilisce le tipologie di reati ambientali perseguibili penalmente, alla quale si dovrà uniformare anche l’Italia entro il 26 dicembre 2010.

E in attesa che questa uniformazione avvenga, nel nostro Paese è stato introdotto il reato di traffico illecito di rifiuti, un grande passo avanti rispetto al passato – quando i reati di ecomafia non erano praticamente riconosciuti giuridicamente -, perché permette di contrastarte in qualche modo i peggiori reati ecomafiosi.

In questo senso ci viene incontro una recente sentenza della Corte di Cassazione, 13 febbraio 2009, n. 6227, la quale stabilisce che le difformità dei dati contenuti nella documentazione “non costituisco un mero errore di indicazione dei dati, ma una violazione delle norme comunitarie in materia di procedure di esportazione dei rifiuti”.

In poche parole, se nelle bolle o nei documenti di accompagnamento i dati sono sbagliati, si cade nel campo del “traffico illecito di rifiuti”, un reato punibile anche con la reclusione. [continua…]

Da Verdenero la notizia qui…

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