Energia, nel grande solare l’Italia può correre in formula Uno


Carlo Rubbia: W and Z bosons - Discovery of th...
Image via Wikipedia

Quando partì, nel 2000, il progetto Archimede dell’Enea (detto anche grande progetto solare termodinamico) erano forse solo il Nobel Carlo Rubbia, allora presidente dell’Ente, e un manipolo di ingegneri a crederci. Grandi specchi parabolici lunghi decine di metri, capaci di inclinarsi, e seguire il sole con motori programmati. E soprattutto di mantenere il calore solare concentrato sempre su un tubo in vetro sottovuoto iper-nero (il cosiddetto Cermet, con deposizione nanotecnologica di carbonio in superficie) involucro in vetro purissimo, tubo interno in cui scorrono sali fusi (in pratica fertilizzanti a base di ammonio) capaci di raggiungere e superare i 500 gradi centigradi, per poi essere scaricati in un serbatoio abbastanza grande da alimentare con il suo calore una turbina elettrica per almeno un settimana, e anche senza sole.

Archimede nasce a Priolo
Otto anni dopo, e a quattro dai primi prototipi realizzati alla Casaccia, i tecnologi dell’Enea, della Ronda e dell’Angelantoni, stanno installando in queste settimane i primi 54 specchi parabolici Archimede presso la centrale Enel di Priolo, nei pressi di Siracusa. [continua…]

Da il Sole24ore.it la notizia qui…

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