E’ cominciata l’era di Obama


barack obama and the flag

Image by Kris Kros via Flickr

«Nel corso della nostra storia è stato chiesto solo a una manciata di generazioni di affrontare sfide serie come quelle di oggi», ha detto Obama al via delle cerimonie per l’insediamento col concerto al Lincoln Memorial.

«Non pretendo di credere che sarà facile. Ci vorrà più di un mese o di un anno, e probabilmente ce ne vorranno molti di questi. Lungo la strada vi saranno battute d’arresto e false partenze, e giorni che metteranno alla prova la nostra determinazione come nazione. Ma malgrado tutto questo, malgrado l’enormità del compito che ci attende, sono qui fiducioso come mai che gli Stati Uniti d’America resisteranno, che il sogno dei nostri fondatori vivrà nel nostro tempo». Oggi a mezzogiorno, le 18 in Italia, Obama giurerà come 44° presidente degli Stati Uniti.

L’incendiario Obama diventa pompiere. «Ci saranno inevitabilmente insuccessi, errori, false partenze », ha ammesso Obama, che in un’intervista all’ABC aveva detto: «Non potremo mantenere tutte le promesse, e comunque non subito». Sul neopresidente statunitense si concentrano attese gigantesche. Alimentate dal suo carisma, dal suo slancio di energia, di speranza, di cambiamento. Ma anche da molte promesse elettorali. E ora deve gettare acqua sul fuoco. Ma Obama ce la può fare, perché è anche fortunato: la crisi, che già lo ha spinto alla Casa Bianca, gli dà ora un margine di tolleranza mai goduto da nessun altro presidente. E lui è bravo a gestire questo pregiudizio positivo. Ma qualche nodo verrà al pettine, e dovrà essere bravo anche allora.

CAMBIAMENTO. Su questo si gioca molto del suo carisma. Le prime scelte (un governo molto clintoniano, una sostanziale continuità con la politica del secondo Bush) contraddicono la retorica del Change e scontentano i suoi fan più estremi. Ma per molti è la strada giusta, il governo dal centro che unisce il Paese e concorda come affrontare i problemi più gravi.

AMBIENTE. Un’altra sfida da cui è atteso, un segno della sua presidenza. I dubbi riguardano i costi e gli effettivi successi di una politica “verde”, la sua realizzabilità in assoluto e tanto più con la crisi. In dieci anni Obama prevede di risparmiare tanto petrolio quanto quello importato dal Medio Oriente e dal Venezuela; il peso delle fonti rinnovabili dovrebbe arrivare al 10 % del fabbisogno nel 2012 e al 25% nel 2025; emissioni di gas serra ridotte dell’80% entro il 2050. [continua…]

Da Metronews.it la notizia qui…

Dirette video:

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Vedi anche

Da Panorama: Obama day: il giorno dell’insediamento e “la fine del razzismo”

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