Roma – Partire in ritardo non è necessariamente il primo passo verso l’insuccesso. Ci sono quasi sempre i margini per recuperare il tempo perduto. Ma per farlo è necessaria una buon dose di volontà, quella che la città di Roma col suo servizio di bike-sharing sembra non avere affatto.
Il fatto è che quello che si rischia qui è di veder trattare in malo modo il servizio di bike sharing romano per poi dire, a distanza di un certo tempo, che Roma ed i romani non sono pronti per le biciclette ‘in libero servizio’.
Già mi immagino i commenti: Roma non è certo Copenhagen! Certo, Roma non è Copenhagen, ha degli abitanti diversi, una dimensione diversa ed anche una morfologia diversa, ma questo non è un motivo sufficiente per abbandonare il servizio a sé stesso.
La capitale danese è stata una delle prime grandi città ad avere un sistema di condivisione delle biciclette. Ma era un sistema ancora precedente a quello che dovrebbe essere il modello per Roma e che è presente oggi a Parigi, Barcellona, Lione, Francoforte ed atre città.
Da Homo mobilis la notizia qui…
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